GLI AFORISMI DI MAURO COSMAI
TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XV
Numero 659 del 14 aprile  2019
Tel. 346 8046218
INTERVISTA A MIRIAM SEGGIARO Stampa E-mail
Scritto da Fiore e Stefano Carrara Sutour   

 INTERVISTA ALLA POETESSA ARGENTINA

MIRIAM SEGGIARO

Personaggio importante della letteratura contemporanea argentina, di origine italiana, ammiratrice  della nostra regione e dell'Italia 

 
 
 
 

Mia moglie Fiore ed io abbiamo conosciuto la poetessa  argentina Miriam Seggiaro, in occasione di un incontro letterario, due anni or sono. E’ nata una solida amicizia, ricolma d’affetto. Miriam è tornata in Italia anche quest’anno. Le siamo molto riconoscenti della sua scelta e l’abbiamo intervistata per “Trucioli”.

 

Parlaci  di  te stessa e delle tue origini.

  Sono nata a Godoy Cruz, provincia di Mendoza, da  genitori di origine italiana.

 

Sia i bisnonni paterni sia quelli materni erano italiani. Da parte materna si chiamavano Buzzini (veneziani) e Borghi ( senesi), da quella paterna Seggiaro (Torino) e Luraschi (Roma). I miei nonni però nacquero tutti in Argentina.

 

 

Come vivi la conoscenza di queste origini ?

 

    Sono profondamente legata ad esse. I miei genitori mi hanno sempre chiesto di visitare l’Italia, anche nelle loro ultime volontà. Ma  se pur  non me lo avessero chiesto, avrei privilegiato l’Italia, nei miei viaggi, proprio perché sento un’affinità profonda con questo meraviglioso Paese. 

 Ho viaggiato molto, in America latina (Colombia e Brasile- la Patria di Anita Garibaldi- in particolare), in Europa e in Africa (Francia, Spagna, Austria, Repubblica Ceca,Marocco) ma solo in Italia mi sono sentita veramente a casa mia

Amo tutto dell’Italia: cultura, arte, musica, cinematografia, cucina… e la storia – proprio in quest’anno di celebrazione del 150° dell’Unità- mi entusiasma. Amo molti  personaggi del vostro Risorgimento come Garibaldi, Mazzini, Mameli, Nievo e il grande musicista Giuseppe Verdi; è a lui dedicato anche il Conservatorio di Mendoza dove ho svolto alcuni corsi di pianoforte nella mia adolescenza.  Degli italiani, in generale,  ammiro e  condivido la gioia di vivere, la naturalezza e spontaneità, la generosità.  Non ho  provato in  altri paesi, nemmeno nel mio, l’emozione profonda datami dal calore e dall’ospitalità  degli  amici italiani, che chiamerei “latinità”, sempre contrassegnata da una forza espressiva e da una capacità di comunicare uniche al mondo.
 

  

Forse questa visione dipende molto  dai tuoi comportamenti, sei tu stessa che rifletti il tuo carattere sugli interlocutori italiani?

Certo, è possibile una corrispondenza di “amorosi sensi”, però io sono molto indipendente ed è assai difficile condizionarmi, se questo accade in Italia è chiaro che si tratta di un terreno di per sé ricco delle qualità di cui abbiamo parlato.

 Stare qui con voi, su questa meravigliosa terrazza di  fronte al mare,è per me come un sogno. Loano è una città  dal  clima dolcissimo con  bellezze naturali indicibili.  Questi momenti resteranno impressi nel mio animo per tutta la vita.

  

Sei sposata?

    Sono sposata ed ho tre figli, uno sposato anch’egli e due che vivono con noi, in famiglia, a Mendoza, ai piedi dell’Aconcagua, la grande montagna andina. Mo marito è medico. I miei non hanno mai intralciato le mie attività letterarie e seguono, con comprensibile ansia, i miei viaggi.

  

Parlaci dei tuoi studi e del tuo lavoro.

Dopo aver conseguito il diploma magistrale, ho studiato molto sia presso l’Università di Mendoza sia presso quella Nacional di Cuyo. Mi sono specializzata in Scienze politiche e sociali e in Criminologia. Ho lavorato presso l’Università di Mendoza, nella facoltà di Diritto, per il corso di “Scrittura creativa”. Ho lavorato anche nel servizio psico-sociale del Penitenziario di Mendoza, maturando esperienze umane intense e anche drammatiche  Ho lavorato inoltre per svariate case editrici, nella correzione dei testi. Sono stata “Segretario Generale” del “Consejo coordinator del Folklore Cuyano”, istituzione della Provincia di Mendoza.

  

Quando hai cominciato a scrivere e a pubblicare ?

Ho iniziato a scrivere fin da giovanissima: poesie, narrativa, prosa poetica, prosa epistolare, però le mie prime pubblicazioni risalgono agli anni 1990. Ho collaborato, in particolare,con i miei scritti,  alla stesura di un’antologia collettiva edita in occasione del 500° anno dalla scoperta dell’America.  Alcune mie poesie sono state inserite nella pubblicazione antologica di poeti del Brasile, Uruguay, Paraguay, Argentina intitolata

“A quemar las naves”, modo di dire che significa scrivere con tutta la passione possibile. Sempre con altri autori sono stata inserita nei cinque tomi della SADE (Società Argentina degli Scrittori) e in quelli della ADEA (Associazione degli Scrittori Argentini), nella “Ronda Letteraria”  e nella “Red Letteraria”di Buenos Aires.

    Nel 1998 ho pubblicato il mio primo libro di poesie , Edizione culturale del governo di Mendoza: “Ceniza y Fuego” (Cenere e fuoco). Sempre nello stesso anno esce il mio secondo libro di poesie (Editorial Fundar) “Claridades subversivas” .

    Membro in Perù della U.H.E (Unione ispano americana degli scrittori) ho avuto oltre 70  premi (municipali, provinciali, nazionali ed internazionali).

   Membro in Spagna de “ La Voz de la  Palabra  Escrita Internacional” –LVDLPEI-  sono stata nominata giurato, per l’Argentina, nel certame Ispano-Americano di narrativa breve tenutosi nel 2010.

   Membro e console per la provincia di Mendoza de” I Poeti del Mondo”, in Cile, nel 2009, ho poi  tenuto conferenze in Colombia (Medellin) in tale veste.

  Ho partecipato, con grande emozione,  agli incontri in onore di Pablo Neruda

“Tras las huellas del Poeta”, nell’ambito delle iniziative di viaggi culturali organizzati dalla provincia di Mendoza  (risoluzione governativa del 9 aprile 1999,) presso la “Fondazione Pablo Neruda”, dal 1998 al 2001. 

Un curriculum di tutto rispetto. Ci fai ascoltare ora alcuni versi della tua vasta produzione? Senza emozionarti troppo perché sei in Italia?

Cercherò di riuscirci. Questi li ho scritti recentemente , a Firenze:

 

 

PONTE VECCHIO

Ven, me dijo, 

    “vieni presto”.

 

Y transoceanico

fué, puntual

mi vuelo.

  Atardecìa.

El Arno, inalterable.

A su lado

 -y con Virgilio-

Crucé el Puente.

 

 Ahora lo sé:

para alcanzar la orilla

que buscaba.

 

PONTE VECCHIO

 Vieni, mi disse,

vieni presto.

 

E transoceanico

fu, puntuale

il volo.

Scendeva la sera.

L’Arno inalterabile.

 

Accanto a lei

e con Virgilio-

attraversai il Ponte.

 

Ora lo so:

per raggiungere la sponda

che cercavo.

    

PALAZZO VECCHIO

Hoy frente a mi

desafiando

            con tu reloj implacable

mi tiempo.

 

            Pérfido el, pronunciando

la fugacidad de mis dias.

Paradoja es la vida:

hoy, justamente

para nada le temo

a la muerte.

 

Sobre la estatura gigante

de tus siglos

vana es tu torre y tu brujula:

sigo naciendo

   dìa tras dìa

mas  cerca que tu

del Sol

que nos alumbra.

 

     PALAZZO VECCHIO

Oggi di fronte a me

sfidando

col tuo orologio implacabile

il mio tempo.

 

Perfido, pronunciando

la fugacità dei miei giorni.

 

Paradosso è la vita:

oggi, giustamente

per nulla temo

la morte.

                                     

Sopra la statura gigante

dei tuoi secoli

vani sono la torre e le merlature:

continuo a nascere

giorno dopo giorno

più vicina di te

al Sole

che ci infiamma.

 

   - A cura di Fiore e Stefano Carrara Sutour -           

 

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