Settimanale Anno XVI
Numero 710 del 24 maggio 2020
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ASSISTENZA AGLI ANZIANI ( I°) Stampa E-mail
Scritto da Aldo Pastore   

RIFLESSIONI SUL PRESENTE E SUL FUTURO
Ventottesima parte

RITORNIAMO A DISCUTERE SULL’ASSISTENZA AGLI ANZIANI  (I°)

Oggi, desidero sottoporre all’attenzione dei nostri Amici lettori  TRE TITOLI GIORNALISTICI, comparsi sui Quotidiani Locali, nell’arco di tempo intercorrente tra il 13 Aprile ed il 1° Maggio 2011.

Eccoli, in ordine cronologico:

 - “LA STAMPA” 13 APRILE 2011:

INAUGURATA LA CASA DI RIPOSO DI MONTICELLO

-“LA STAMPA” 28 APRILE 2011:

VESCOVADO IERI LA PRESENTAZIONE

PROGETTI DI ASSISTENZA AGLI ANZIANI SOLI

 STANZIATI  50 MILA EURO

- “IL SECOLO XIX” 1 MAGGIO 2011 :

VILLETTA, CHIUSO L’AMBULATORIO DI QUARTIERE

SIGILLI AL CENTRO DI VIA DELLO SPERONE, GESTITO DALL’AUSER E UTILIZZATO DAGLI ANZIANI PER I SERVIZI INFERMIERISTICI 

Sono certo che molti Amici, alla lettura di questi titoli, si domanderanno:

“QUALE RAPPORTO PUO’ ESISTERE TRA QUESTI TRE AVVENIMENTI , I QUALI, AL CONTRARIO, DEBBONO ESSERE CONSIDERATI INDIPENDENTI L’UNO  DALL’ALTRO, PERCHE’ DOTATI DI UNA PARTICOLARE E SINGOLARE RAGIONE D’ESSERE E, QUINDI, DI UNA LORO ASSOLUTA SPECIFICITA’?”

Ed, allora, mi permetto, di replicare a questa pur logica osservazione, con la  seguente risposta:

“ESISTE UN NESSO, UN LEGAME INSCINDIBILE CHE UNISCE I TRE AVVENIMENTI  E QUESTO NESSO PORTA IL NOME DELLA CONDIZIONE ESISTENZIALE DEGLI ANZIANI NELLA NOSTRA ATTUALE E FUTURA SOCIETA’ E RECA, CON SE’, L’INSIEME DEI PROBLEMI CHE QUESTA CONDIZIONE COMPORTA E CI INDUCE A RIFLETTERE PROFONDAMENTE SULLE STRATEGIE DA ADOTTARE PER DARE UN’OTTIMALE SOLUZIONE AI PROBLEMI STESSI;

di conseguenza, a mio modo di vedere, i tre avvenimenti vanno doverosamente esaminati nel loro complesso, aldilà della loro apparente singolarità.

-Ed incominciamo, allora, a cercare di fotografare l’ATTUALE CONDIZIONE DI MOLTI  ANZIANI, così come essa emerge, in ambito Nazionale, dalla Relazione di Marco Perelli Ercolini (Vice-Presidente FEDERSPEV), comparsa sulla Rivista “PREVIDENZA” (agosto2010)
 Marco Perelli Ercolini

Dal rapporto della non autosufficienza, presentato dal Ministro del Lavoro e dal Ministro della Salute , emerge che, in Italia, ci sono almeno 2,6 milioni di persone (pari al 4,8 per cento del totale della popolazione) non autosufficienti, di cui due milioni sono anziani.

Come è ben noto, la disabilità cresce con l’’età: dai 70 ai 74 anni è pari al 9,7 per cento, dai 75 ai 79 anni quasi raddoppia (17,8 per cento) e raggiunge  il 44,5 per cento all’ottavo decennio.

All’aumento della disabilità con l’aumento dell’età anagrafica, ecco evidenziarsi  anche una preoccupante impossibilità assistenziale dei familiari, in una realtà sociale  altamente carente di strutture pubbliche.

Di fronte  a un sociale pubblico carente, spunta, come vicariante, il privato, con forme di assistenza non solo costose, ma talora prive dei requisiti minimi adeguati.“ 

Ma, ancora più drammatica risulta essere la SITUAZIONE LIGURE:

“La nostra Regione ha ben 593.416 pensionati (oltre il 34 per cento del totale della popolazione), di cui 78.015 sono considerati invalidi civili non autosufficienti (50.517 donne e 27.498 maschi), che ricevono, in media, circa 400 euro al mese.

Suddivisi in Provincia, sono 43.829 a Genova, 10.698 ad Imperia, 11.704 a Savona e 11.784 a La Spezia.

Il grado di invalidità e di non-autosufficienza di questi soggetti è tale che ben 49.860 (il 63,91 per cento del totale) ricevono anche l’indennità di accompagnamento.”        

Un commento emblematico a questi dati è stato fornito, sotto il profilo puramente Socio-Sanitario, da Alessandra Pieracci (vedi: il quotidiano “LA STAMPA” del 1° Maggio 2011):

 “La cronicità è un capitolo importante in una regione che conta 550 mila malati, praticamente un abitante su tre, con percentuale che cresce ovviamente nelle fascia degli anziani, fascia demograficamente consistente che pesa sul servizio sanitario non adeguatamente riconosciuta nei criteri di assegnazione dei fondi nazionali .”

I dati, sopra citati, sulla CRONICITA’ e sulla NON-AUTOSUFFICIENZA sono chiaramente  indicativi dei PROBLEMI, che l’intera nostra Società ha ed avrà di fronte. Tuttavia, a mio modo di vedere, per comprendere appieno i due fenomeni (ed, in particolare, quello della NON AUTOSUFFICIENZA) non è sufficiente il riferimento al Rapporto, elaborato dal Governo Nazionale, lo scorso anno e citato da  Marco Perelli Ercolini; in effetti, IL CONCETTO DI NON – AUTOSUFFICIENZA E’ MOLTO PIU’ CPMPLESSO ED ARTICOLATO DI QUANTO DESCRITTO E VIENE AD ASSUMERE CARATTERISTICHE , CHE VANNO AL DI LA’  DELLA SFERA PURAMENTE SOCIO-SANITARIA PER ABBRACCIARE E COMPRENDERE ALTRI ASPETTI, ASSAI VARIEGATI, DELLA VITA QUOTIDIANA DI CIASCUNO DI NOI;  a titolo  maggiormente esplicativo, faccio riferimento non soltanto all’AUMENTO IN CIFRA ASSOLUTA ED IN VALORE PERCENTUALE DEL NUMERO DEGLI ANZIANI ED ALL’AUMENTO DEL NUMERO DEGLI ANNI DI VITA DI OGNI SINGOLO ANZIANO, ma anche ad ALTRI DECISIVI FATTORI, che sinteticamente elenco:

- AUMENTO DELLA PLURIMORBILITA’ (e, cioè, della co-esistenza di più malattie nello stesso soggetto) e, quindi,  ULTERIORE AUMENTO DELLA NON-AUTOSUFFICIENZA PSICO –SOMATICA.

- AUMENTO DELLA NON – AUTOSUFFICIENZA FAMILIARE: pensiamo, al riguardo, che in Liguria, la “famiglia media” è composta da 2,1 individui, rispetto al dato nazionale di 2,6 soggetti; occorre, inoltre, considerare che, in una percentuale consistente di casi, la famiglia è costituita soltanto da due anziani (marito e moglie); infine, va segnalato il fatto che è significativa la percentuale di anziani (soprattutto, donne) che vivono in condizioni di assoluta solitudine.

- AUMENTO DELLA NON-AUTOSUFFICIENZA ECONOMICA: senza citare dati, è noto, in proposito, che molti anziani “stentano ad andare avanti”, per l’esiguità della loro consistenza pensionistica.

 

- AUMENTO DELLA NON- AUTOSIFFICIENZA SOCIALE: sempre più frequentemente troviamo anziani soli, privi di collegamento con i vicini di casa, con gli abitanti dello stesso Quartiere o, addirittura, lasciati fuori dalle attività ricreative e culturali che dovrebbero avere, al contrario, una dimensione collettiva ed una funzione coinvolgente.

Nasce, da questa più ampia visione, L’ESIGENZA DI UNO STATO, IL CUI FONDAMENTALE DOVERE DEVE ESSERE QUELLO DI FARSI CARICO DELL’INTERA TEMATICA e, quindi, DELLA PROGRAMMAZIONE E DELLA GESTIONE DEI SERVIZI DOVUTI AL CITTADINO ANZIANO.

Sembra quasi Retorica, carissimi amici, citare i Padri dell’Illuminismo, ma Retorica non è: è il legame con la nostra Storia e con la nostra Cultura più profonda che ni conduce a ripetere la Parole di Charles Louis De Montesquieu (1689-1755):

“Le poche elemosine che si fanno ad un uomo quasi nudo nel mezzo della strada non possono fra le veci degli obblighi della Stato, che deve assicurare a tutti i cittadini una assistenza conveniente, il che significa entrare nella casa dell’operaio per bonificare il suo alloggio, la sua officina, per rendere pura l’aria e meno pericoloso il lavoro, incoraggiare la previdenza, prendersi cura di lui nel periodo della disoccupazione involontaria, curandolo nelle sue malattie e nelle minorazioni e dandogli appoggio nei suoi giorni assai difficili e spesso di abbandono della vecchiaia.”

Riflettiamo, per un attimo, su questi principi, su questi valori (e relativi doveri); sono identici a quelli sanciti dall’articolo 32 della nostra Costituzione

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona”

Ed, allora, ritorna, quasi istintivamente, alla nostra attenzione l’Articolo Giornalistico de “LA STAMPA” del 28 Aprile 2011, vale a dire quello riferito all’iniziativa del Vescovado di Savona, indirizzato a co-finanziare progetti di Assistenza agli Anziani Soli (per un ammontare pari a 50.000 Euro).

Su questo particolare avvenimento, occorre, a mio giudizio, essere estremamente chiari e lineari; vedo, allora, di esplicitare, sino in fondo, il mio pensiero:

“NON SONO PREGIUDIZIALMENTE CONTRARIO AD INIZIATIVE    DI QUESTO GENERE. TANTO PIU’ SE QUESTE DISCENDONO DA ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO  O DA ORGANIZZAZIONI RELIGIOSE,

CHE HANNO, COME PRESUPPOSTO, IL RISPETTO DELLA PERSONA UMANA E L’AMORE   VERSO IL PROSSIMO.

QUINDI: BEN VENGANO INIZIATIVE DI QUESTO GENERE!

E’ NECESSARIO, TUTTAVIA, NON CONFONDERE LE IDEE E, SOPRATTUTTO, NON CREARE UNA IRRAZIONALE MISCELLANEA TRA PUBBLICO E PRIVATO.

DUNQUE: MI PERMETTO, SOLTANTO, DI CONSIGLIARE, A CHI DI DOVERE , IL RECUPERO DEL SETTIMANALE DI INFORMAZIONE “IL LETIMBRO”  DEL 5 GIUGNO 1992; a pag. 4, potranno trovare un Servizio Giornalistico ( a firma di Paolo Giarrizzo), predisposto in occasione di un DIBATTITO SUL VOLONTARIATO, svoltosi nella Sala Consigliare del Comune di Savona, in data 30 Maggio 1992:

Il titolo dell’articolo è già, di  per se, molto eloquente:

“NON DATE PER CARITA’ CIO’ CHE E’ DOVUTO PER GIUSTIZIA.”

Nel contesto dell’articolo, assumono particolare rilievo le dichiarazioni di Mons. Giuseppe Pasini (in allora, Direttore Nazionale  della Caritas Italiana); riporto integralmente il testo dell’articolo, riferito al Suo Alto Pensiero:

“Il volontario mira ad una società solidale, ma, soprattutto, deve compiere opera di sensibilizzazione, rendendo noti  i problemi e le situazioni di disagio che conosce, perché l’emarginazione deriva spesso dalla indifferenza e  dalla non curanza. Deve essere di stimolo nei confronti  del legislatore e costituire, quasi, la coscienza critica della pubblica  amministrazione, affinchè vengano emanate leggi adeguate ai problemi esistenti e perché gli istituti, gli aiuti siano realmente a misura d’uomo e proporzionati alle reali necessità.

Ed egli così conclude:

“Il ruolo dell’Associazione di volontariato, quindi, non deve essere di programmazione, che resta compito della Pubblica Amministrazione, ma di collaborazione con gli enti, fornendo uno stimolo continuo per una progressiva umanizzazione dei servizi.”

Mi auguro, in tutta sincerità, che il futuro operato dalla FONDAZIONE COMUNITARIA SAVONESE sia coerente con questi fondamentali principi.

Arrivederci alla prossima Settimana; ovviamente , continuerò la discussione odierna, concentrando la nostra attenzione sul seguente Argomento:

“QUALE STRATEGIA ADOTTARE PER L’ASSISTENZA AGLI ANZIANI”

4 Maggio                                              Aldo Pastore

 

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