TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XV
Numero 680 del 13 ottobre  2019
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ELEZIONI A SAVONA Stampa E-mail
Scritto da Antonia Briuglia   
ELEZIONI A SAVONA:
LA VITTORIA DEI PERDENTI

Manifesti savonesi.

 I mega-manifesti con le facce sorridenti dei soliti politici si sono, ormai a Savona, trasformati in una gara sulla metratura quadrata degli stessi e sulle altrettanto prevedibili frasi – spot che, sopra di essi, sono riportate.

Ci si potrebbe chiedere, anche in questa città, se tante risorse spese perché non ci si possa sottrarre alla visione di tali ritratti siano così indispensabili e inoltre se nella spropositata dimensione degli stessi, si nasconda invece la mancanza di una vera proposta politica che valga la pena di essere recepita.

C’è chi apre le persiane per cambiare aria (tranquilli non quella vera!) , chi fa sfoggio di impeccabili abbronzature e sorrisi rassicuranti che ammiccano ad altrettante rassicuranti frasi che dicono che la città è cambiata in meglio e che qui le idee si realizzano davvero.

C’è chi sorride con la faccia da ingenuo ragazzone, utilizzando acronimi di gusto giovanile per dire che ci offrirà, lui, una città più “tosta”, mettendoci nei panni di chi non sa se sorridere per la battuta o preoccuparsi per ciò che il significato del termine possa voler dire.

C’è invece chi, con malcelata timidezza, sembra essere stato costretto dagli eventi, lui che posa mostrando tutta la sua scarsa fotogenia, ma se gli altri lo fanno…se il partito glielo chiede…. allora, anche lui come gli altri, campeggia lungo i bordi delle strade.

C’è chi ha deciso di scendere in campo, perché bisogna pur rendere credibile una contrapposizione elettorale, anche se, di fatto, da anni è stata latente, forse superflua. Così lui, che non è un politico, lui che ha tentennato un po’, ha ceduto e ci tiene a dire che per Savona ha un sogno, tentando anche lui di reinventarsi ancora un po’.

Tutti sembrano affacciarsi solo ora alla politica e presentarsi alla gente per la prima volta, invece sono tutti già avvezzi al mondo politico e soprattutto a quello dei partiti. Tutti hanno calcato scranni più o meno alti, alcuni di loro escono proprio dall’attuale Amministrazione della città, altri ricoprono cariche pubbliche in altri Enti e quindi sanno come muoversi in queste occasioni, se non altro per far dimenticare, in alcuni casi la loro funzionale inettitudine, in altri la loro diretta compromissione con le infelici scelte di potere attuate negli anni.

Tutti conosciuti.

Le piccole, grandi manovre.

 

Si passa poi a conferenze stampa, dove si presentano liste più o meno articolate, oppure si rilasciano interviste private dove ci si finge avventizio, affacciato nel mondo elettorale solo ora, perché spinto chissà da chi, sapendo bene che l’esperienza del “ salta fosso” ormai consolidata potrà dare ancora frutti e una riconosciuta affidabilità.

Ci sono, poi, gli avvicinamenti più diretti e così quei faccioni sui muri della città si potranno incontrare in qualche riunione su argomenti ben strumentati,

in convegni a tema, oppure in qualche inaugurazione dove una spolverata di cultura rende tutti un po’ più rispettabili.

Ci saranno infine le cene offerte da questo o quel candidato per avvicinare e convincere direttamente anche coloro che, davanti a un piatto di pasta e magari un bicchiere di vino, “ragionano” meglio.

  

 Si firmano le intese, si prepara un secondo mandato su semplici intenti.

“Difenderemo il lavoro e la scuola pubblica, lavoreremo per l’ambiente potenziando la raccolta differenziata, riqualificheremo la città e la sua viabilità.” Ma come? In che modo e per andare dove? E’ bene non approfondire.

Niente domande, niente polemiche oggi regna l’”armonia preelettorale”, quella basata su semplici spot che non devono necessariamente essere nuove idee per una città. Non sono programma, non indicano quale sviluppo e quale strada Savona per i prossimi anni potrà intraprendere.

Un’armonia che, sia a destra sia a sinistra, significa confluenza programmata per la spartizione di un potere ma che non è “politica della città”.

Come sostiene Geneviève Decrop “Senza l’ipotesi che un altro mondo è possibile non c’è politica, c’è soltanto la gestione amministrativa degli uomini e delle cose”. 

Ci si potrebbe anche accontentare, ma Savona è una città fragile con gravi problemi economici delle imprese, resa ancor più fragile da una gestione dissennata del territorio, costituita da interventi folli di cementificazione selvaggia, soprattutto finalizzata a difendere profitti personali di gruppi immobiliari e consumare suolo che sarebbe stato diritto del cittadino come fruizione e paesaggio urbano. 

La gestione amministrativa comunale e provinciale ha portato ad avere una politica di raccolta e smaltimento differenziato dei rifiuti ancora vergognosamente bassa e inefficace, una discarica pubblica chiusa e una gestita da privati, inevitabilmente ampliata per accogliere anche i rifiuti imperiesi e che porterà presto Savona a dovere prendere difficili decisioni. 

Savona fragile anche sotto il profilo ambientale perché risente direttamente dell’inquinamento atmosferico prodotto, non solo dal traffico veicolare di una città che non ha mai risolto i suoi problemi di viabilità, ma in gran parte prodotto dalla vicina centrale a carbone le cui quarantennali emissioni, vengono dall’amministrazione comunale, colpevolmente minimizzate.

Il turismo delle navi da crociera contrasta, così, con l’inefficacia organizzativa di una città e dei suoi collegamenti, ma soprattutto con la qualità dell’aria e della vita che , solo distratti viaggiatori da crociera , possono permettersi di ignorare.

L’inutile sindrome del cappello. 

Così succede anche che in un’assolata mattina di fine marzo, in un Convegno organizzato dall’Ordine dei Medici di Savona insieme alle scuole superiori della città, al palazzo della Sibilla si parli di salute, inquinamento e ambiente.

Succede che tra le autorità presenti ci sia il Sindaco della città, che è anche candidato sindaco nelle prossime elezioni e che, abbia colto l’occasione per portare il suo saluto e fuggire perché, si sa, i politici e soprattutto i Sindaci hanno da fare cose troppo importanti che non possono trascurare per sentir parlare medici, scienziati ed esperti di ambiente, malattie da inquinamento urbano e raccolta rifiuti.

Il Sindaco- candidato, però vuole cogliere quest’ opportunità dove anche lui può parlare di ambiente e dice a una platea composta anche da centottanta studenti, lui sì con una certa “lievità di spirito giovanile” che Savona è una città dove si vive bene, dove si è fortunati perché l’aria che si respira è buona e la raccolta differenziata è a buon punto, anche se si deve aumentare. Che si lavorerà perché lo sviluppo della città, continui a essere quello intrapreso sino a oggi.

Un modo per “appendere il cappello” come altri politici stanno facendo in questi giorni, tentando di attirare le simpatie di questo o quel movimento, di inserirsi in qualche modo in proteste che, da lunghi anni, si muovono per la difesa della salute e che prima mai avevano condiviso. 

Succede anche, però, che molti degli studenti presenti non fossero animati da quella “ lievità di spirito” citata dal Sindaco, ma ampiamente preparati sui problemi della città, informati, attenti e consapevoli e che Giacomo, un ragazzo di soli sedici anni, intervenisse per regalare alla sala ammutolita un’analisi forte, appassionata, circostanziata sul profilo ambientale, su quello architettonico e urbanistico della città e che lo facesse, cosciente del peso sostenuto con dignità , di chi sa di appartenere alla generazione che dovrà cambiare le cose e con queste la mentalità di fare politica.

Succede che quel ragazzo, che parla di nuovo modo di progettare la città, di diritto a “decrescere” e di vera sostenibilità ambientale, ci facesse riscoprire la speranza che, forse, non è poi così lontano il tempo in cui ci si riprenderà lo spazio della politica e del pensiero, anche in questa città.

 

                                                                              ANTONIA BRIUGLIA

 

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