di Massimo Bianco
TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XV
Numero 684 del 10 novembre  2019
Tel. 346 8046218
Diano Marina Stampa E-mail
Scritto da Gilberto Costanza   
I privati devono tutelare il verde con l’obbligo di ricorrere all’agronomo
Vuoi tagliare un albero? Il sindaco deve autorizzare
Ma a Diano Marina il Comune fa tabula rasa in aree pubbliche
La doppia “morale” della tutela ambientale denunciata da Sabrina Fusai
  

Diano Marina – L’Amministrazione comunale, con delibera della Giunta comunale n. 159 del 27 settembre 2010, OGGETTO: Abbattimento alberi in aree private, ha deliberato le modalità con cui i privati dovranno inoltrare richiesta all’Amministrazione.

Ampie e interessanti le premesse che pongono in evidenza la giusta e sacrosanta tutela dei “valori paesaggistici”.

Innanzitutto il richiamo all’art. 9 della Costituzione della Repubblica italiana in relazione alle importanti funzioni ambientali, urbanistiche e sociali, oltre che al notevole ruolo di educazione naturalistica e di miglioramento della qualità urbana, con benefiche ricadute anche sullo sviluppo turistico ed economico della città.

Viene evidenziato che il verde urbano è un elemento dell’ambiente costruito in fondamentale relazione con il paesaggio la cui componente arborea costituisce la struttura fondamentale ed imprescindibile e che il verde, in particolar modo la sua componente arborea, anche all’interno delle aree urbane, costituisce un fondamentale elemento di presenza ecologica ed ambientale. Il tutto contribuisce in modo sostanziale a mitigare gli effetti dell’inquinamento atmosferico, di degrado e gli impatti prodotti dalla presenza delle edificazioni (troppe!) e dalle attività dell’uomo.

La Giunta, ritenuta la necessità ambientale e paesaggistica di provvedere alla salvaguardia, alla compensazione ed all’incremento del patrimonio arboreo pubblico e privato, ha così deliberato:

- che su tutto il territorio comunale gli abbattimenti di alberi di proprietà privata, esclusi gli alberi da frutta e quelli inferiori ad una altezza di metri cinque, (5), siano soggetti ad autorizzazione rilasciata dal servizio Verde Pubblico secondo le seguenti modalità:

- il richiedente dovrà presentare al Sindaco una richiesta di Autorizzazione di abbattimento in carta libera contenente le indicazioni del luogo dove deve avvenire l’abbattimento e la sua titolarità, la residenza del richiedente, la disponibilità a fornire all’Amministrazione Comunale le piante indicate al fine della compensazione per integrare ed incrementare il patrimonio arboreo pubblico in sostituzione delle piante abbattute;

- a tale richiesta dovrà essere allegata una relazione redatta da professionista abilitato, (Agronomo regolarmente iscritto all’albo professionale), e dovrà sempre indicare:

a) lo stato della pianta (fisiologico, patologico, di stabilità);

b) l’impossibilità di mantenere la pianta, anche a seguito di interventi di manutenzione straordinaria (tirantaggi, modifica dei manufatti e delle superfici interessate, potature);

- nel caso di piante già morte è necessario indicarne le cause;

- in caso di pericolo per cose e/o persone, all’interno della relazione dovrà essere indicato l’effettivo rischio, rimanendo a carico e responsabilità del richiedente di porre in atto tutti gli accorgimenti ritenuti necessari per la messa in sicurezza e fatta salva la necessità di ottenere in ogni caso l’autorizzazione per l’eventuale abbattimento;

- in caso di abbattimento non autorizzato il proprietario dovrà corrispondere all’Amministrazione Comunale una somma pari al valore ornamentale dell’albero abbattuto fissata dal tecnico comunale competente, Agronomo, (usando per il calcolo in caso di palme il metodo della città di Tolone e per tutte le altre essenze il metodo previsto dal regolamento del verde della città di Torino), e comunque mai inferiore al suo valore di mercato;

- in caso di parziale inadempienza la somma da corrispondere sarà pari alla metà del valore ornamentale dell’albero abbattuto.”

Il Sindaco Angelo Basso

Il regolamento del verde della città di Torino è stato approvato il 6 marzo 2006 e modificato all’art. 81, comma 7, il 16 novembre 2009.

Iniziativa apprezzabile e condivisibile. Un esempio da seguire ed attuare nei tanti comuni della provincia imperiese che non hanno un Regolamento del verde, e sono i più.

Viene spontanea una fondamentale domanda: Perché la delibera in oggetto, viste le premesse e considerazioni riportate nella stessa, si limita solo alle aree dei privati e non anche alle aree pubbliche?

 Perché l’Amministrazione non si è mai attivata per approvare il Piano del verde e il Regolamento del verde, tenuto conto che nella delibera si fa riferimento al regolamento del verde della città di Torino? Con quale principio di equità e uguaglianza è stato approvata la delibera in oggetto che sembra causare una evidente disparità fra i doveri del privato e del pubblico? Come si è comportata e si comporta l’attuale Amministrazione nella gestione del verde ed in particolare dell’abbattimento degli alberi nelle aree pubbliche?

Da un recente articolo pubblicato su Il Secolo XIX il 13 dicembre 2010, titolo Diano, la scure del Comune sui platani di via Matteotti – I residenti:scempio ambientale. Il sindaco: sono malati e a rischio crollo -, a firma di Ino Gazo, si apprende che una lettrice dianese, Sabrina Fusai, ha inviato una e-mail nella quale ha scritto: “Sto cercando di far sapere a tutti coloro che non lo sanno o che non si sono resi conto che a Diano negli ultimi dieci anni sono stati tagliati un numero spaventoso di alberi. Prima i meravigliosi pini della zona S. Anna che creavano una cornice bellissima e che a mio avviso e' stato uno degli scempi peggiori che si potessero commettere. Poi altri pini sono stati sacrificati nella zona antistante il "porto". Sono stati tagliati una ventina di alberi di Tamerici sempre in zona porto per consentire il transito con i mezzi a motore. Alberi della famiglia delle Roveri sono stati eliminati da via Colombo per far posto alle macchine. Palme sono state tagliate sulla passeggiata dalla parte di Palazzo del Parco e in zone Chiesa Parrocchiale. Ma adesso abbiamo veramente toccato il fondo vogliono, anzi  stanno per tagliare i maestosi Platani di via Matteotti e largo Cambiaso adducendo la scusa che sono malati. Le piante si curano se sono malate si tenta in ogni modo di salvaguardarle sono un bene di tutti, ossigenano l'aria e ornano la città non si può permettere che vengano tagliate: è un abominio. Ma ciò che fa altrettanto male è vedere in tante persone la totale indifferenza. E pensare che gli alberi hanno ispirato tanti poeti e pittori e qua sono solo capaci di tagliarli per far posto alle macchine".

Che cosa ha dichiarato il sindaco Angelo Basso, in merito?

Alla Stampa ha dichiarato: “Abbiamo già dovuto chiedere l’intervento dei Vigili del fuoco per eliminare un platano vicino alla scuola, Quando è stato possibile esaminare il tronco, si è scoperto che era vuoto, forse per la vecchiaia o per una malattia ma, comunque, ha giustificato il suo taglio soprattutto per la sicurezza dei passanti e dei giovani studenti. Anche i platani di via Matteotti creano rischi alla sicurezza dei passanti. Purtroppo dovranno essere tagliati tra l’altro con un costo notevole per le casse comunali. Ma possiamo garantire che li rimpiazzeremo”.

Sembrano le solite dichiarazioni che, sull’abbattimento di alberi, vengono pronunciate, sia a giustificazione che assicurazione di reimpianti. E’ cosi?

Quando il sindaco dichiara “forse per la vecchiaia o per una malattia” con il termine “forse” sembra di capire che non è stata fatta una relazione redatta da professionista abilitato, (Agronomo regolarmente iscritto all’albo professionale). Certo che, se confermato, si nota una incongruità fra la delibera sopra approvata e l’operato dell’amministrazione dianese. Si, perché non si può credere che una saggia amministrazione abbia stabilito delle modalità precise per l’abbattimento di alberi in aree private, nel mentre le stesse modalità e regole non le rispetta l’Ente sulle aree pubbliche. Sarebbe un non senso, che legittima il malcontento dei residenti e giustifica lo sfogo di alcuni di loro.

Seguiranno dovute risposte con riferimenti documentali? Saremmo ben lieti di pubblicarle per una doverosa informazione ai nostri lettori.

Restiamo in attesa.

    Gilberto Costanza

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