Settimanale Anno XVIII
Numero 765 del 19 settembre 2021
tel 346 8046218

Cinema; Scoop Stampa E-mail
Scritto da BIAGIO GIORDANO   
RUBRICA DI CINEMA A CURA DI BIAGIO GIORDANO
SCOOP

Scoop

USA 2006

GENERE: Comm.

DURATA: 96′ 

REGIA: Woody Allen

ATTORI: Scarlett Johansson, Woody Allen, Ian McShane, Hugh Jackman

Arrivata a Londra per una vacanza, l'americana Sondra Pranzki (Scarlett Johansson) bella e brillante studentessa di giornalismo, è incuriosita da uno spettacolo di illusionismo dove si esibisce un certo prestigiatore di successo, Sid Waterman alias Splendini (Woody Allen), anche lui americano, la donna entra in sala e durante lo spettacolo viene chiamata sul palco da Splendini per il numero della scomposizione molecolare del corpo, una sorta di magia col trucco che rende invisibile alla pubblico la persona una volta che questa sia entrata nella cabina e sia stata aperta qualche istante dopo la porta.

Durante la permanenza nella cabina la donna riceve la visita di un defunto carismatico, Joe Strombel, giornalista inglese assai noto, che dal al di là ha appena ricevuto una notizia clamorosa che non riesce a tenere per sé perché da morto sarebbe inutile, la comunica quindi alla donna. E' una notizia noir che se usata per uno scoop giornalistico potrebbe aprire alla studentessa porte insperate nel suo campo di studio.

Joe Strombel le comunica che il serial killer del momento, assassino di giovani prostitute, con un comportamento che sembra voler far credere (con la sua interminabile pulsione omicida) di emulare le gesta di Jack lo Squartatore, è niente meno che Peter Lyman, di famiglia benestante dai modi nobili, insospettabile per la polizia. 

La donna dapprima incredula, capisce via via l'importanza di quanto ricevuto dal fantasma, e con la sua determinazione nel voler approfondire proficuamente la notizia ricevuta, riuscirà ad un certo punto a coinvolgere nelle indagini anche lo scettico mago Splendini. La coppia svolgerà con grande acume e divertente leggerezza il compito prefissosi.

Finale a sorpresa ma tragico.

37ª regia di W. Allen, in uno dei suoi film migliori, dove commedia e giallo si rincorrono per tutto il film sfociando verso la fine in una soluzione drammatica, che però vien ben stemperata nelle ultime scene dall'al di là, con alcune freddure alla Woody Allen di un tempo, tra quelle, per modi, che lo hanno reso famoso in gioventù. 

Ironia che sfiora il cinismo, dialoghi brillanti privi di ogni piega affettiva intensa. Umorismo nero che esorcizza antropologicamente gli istinti più brutali dell'umanità, senza chiudere mai il sipario prima del tempo, donando anzi al termine quella volatilità celeste da scarica appena goduta, che aiuta a non farsi travolgere dalla banalità del male...

2° suo film anglo-europeo dopo Match Point, che lancia la S. Johansson come star particolare, demitizzata, del tutto priva di sessualità distraente, frutto del tecnicismo dominante nella post modernità di fine secolo.

Biagio Giordano

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