Settimanale Anno XVIII
Numero 765 del 19 settembre 2021
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Nuovi scenari per la Carcare Predosa Stampa E-mail
Scritto da ANTONIO SCHIZZI   

NUOVI SCENARI PER LA CARCARE PREDOSA

 Le criticità del sistema autostradale nel Savonese

Nel precedente articolo del 2 maggio scorso avevo richiamato le pesanti criticità del sistema autostradale che riiguardano l'arco ligure e il nodo di Savona.
L'autostrada è oggi ridotta pressochè ad un'unica carreggiata a doppio senso di marcia con frequenti scambi di corsie, colonne di mezzi pesanti, lunghe code che si verificano quotidianamente e non soltanto nei fine settimana turistici, frequenti gravi incidenti stradali, tempi di percorrenza inaccettabili.

Una situazione dovuta a lavori di manutenzione sulle gallerie e i viadotti che non sono stati effettuati da 50 anni a questa parte e che sono diventati urgenti e improcrastinabili dopo il crollo del ponte Morandi a Genova.
Questa situazione la viviamo di persona anche per piccoli spostamenti nella nostra provincia o regione e ne abbiamo notizia quotidianamente dai giornali e dai social.

Il 21 maggio scorso i quotidiani riportavano una nota a firma di 67 sindaci indirizzata al Ministro delle infrastrutture dove denunciano la situazione di emergenza e chiedono un intervento urgente e decisivo.

Le soluzioni prospettate nel passato

In questo articolo vorrei parlare delle possibili soluzioni infrastrutturali e trasportistiche per il miglioramento del sistema autostrale che si sono prospettate da almeno 15 anni a questa parte .
A questo proposito ho condotto di recente un'analisi comparativa dello Studio di fattibilità per la bretella autostradale Carcare – Predosa e degli studi successivi per la sua prosecuzione e innesto sulla A10 Savona-Ventimiglia con riferimento anche ad una nuova alternativa ipotesi di tracciato.

Lo Studio di fattibilità per la bretella autostradale Carcare – Predosa
Tra gli studi finora condotti risulta piuttosto approfondito ed esaustivo lo Studio di fattibilità per la “Bretella autostradale Carcare (SV) – Predosa (AL) tra l'autostrada A6 Savona-Torino e l'autostrada A26 Voltri-Alessandria-Gravellona” è stato redatto nel 2004 su incarico del Comune di Cairo Montenotte beneficiario di apposito finanziamento ministeriale.
L'arteria autostradale presenta uno sviluppo di circa 64 Km, di cui oltre due terzi in provincia di Alessandria e un terzo in provincia di Savona.
Il tracciato è stato in allora condiviso con le province di Alessandria, Savona e i comuni interessati.
I costi generali erano stimati in circa 3,2 milioni di euro.

Gli Studi di fattibilità per il collegamento Borghetto Santo Spirito-Carcare-Predosa

Non risultano altrettanto approfonditi gli studi successivi che riguardano la prosecuzione della Carcare-Predosa fino al raccordo con la A10.
Questi studi propongono lunghi tracciati (mediamente oltre i 40 Km) e presentano una rilevante incidenza territoriale e ambientale ancora più marcata per i tracciati che prevedono l'innesto sulla A10 a Borghetto Santo Spirito.

Le ipotesi di tracciato tagliano il delicato sistema vallivo dei comuni dell'immediato entroterra tra Borghetto Santo Spirito e Finale Ligure con tratti in galleria e lunghi viadotti che si aggiungono a monte di quelli già esistenti sulla A10 duplicandone le ricadute territoriali, ambientali, paesaggistiche.


Lo Studio di opportunità per Il Collegamento Albenga-Millesimo-Predosa
Risulta per contro piuttosto interessante per gli aspetti trasportistici lo “Studio di opportunità per il Collegamento Albenga-Millesimo-Predosa”, approvato dalla Giunta provinciale di Savona nel 2006.
Lo studio considera le forti criticità del nodo autostradale di Savona e dell'autostrada costiera dove veniva rilevato un costante aumento dei flussi di mezzi pesanti associato al fenomeno delle code dei fine settimana turistici a cui si sarebbero aggiunti i traffici portuali generati dalla prossima entrata in funzione della piattaforma di Vado Ligure.
Gli studi trasportistici assegnano alla bretella autostradale un flusso di traffico di 19.000 veicoli / giorno sul tratto Albenga – Millesimo e di 12.000 veicoli / giorno sul tratto Millesimo – Predosa (flussi paragonabili a quelli esistenti sull’Autostrada Savona – Torino). Per quanto riguarda le quote di traffico trasferibili dal sistema autostradale esistente alla nuova infrastruttura si evidenzia la capacita di quest’ultima di decongestionare in modo significativo i tratti più problematici dell’intero comparto:

  •  riduzione del 44% del traffico totale e 57% del traffico pesante sulla tratta Albenga – Savona
  •  riduzione del 32% del traffico totale e 30% del traffico pesante sulla tratta Savona – Millesimo
  •  riduzione del 22% del traffico totale e 35% del traffico pesante sulla tratta Savona – Genova
  •  riduzione del 28% del traffico totale e 38% del traffico pesante sulla Voltri – Predosa

 Dal punto di vista della sostenibilità ambientale, la definizione del tracciato ha posto particolare attenzione alle vulnerabilità ed alle caratteristiche ambientali, paesistiche ed idrogeologiche del territorio mentre evidenzia un considerevole miglioramento delle condizioni ambientali lungo il corridoio costiero.

 



LA CONNESSIONE AUTOSTRADALE FINALE LIGURE (FEGLINO)-CARCARE- PREDOSA
Il mio studio prende in considerazione l'ipotesi di collegamento autostradale A10-A6 Feglino Carcare già oggetto di una mozione votata dal Consiglio Comunale di Savona e proposta dal Consigliere Giancarlo Bertolazzi risalente al settembre 2020 e la sua prosecuzione attraverso la Carcare-Predosa fino alla A26 Voltri-Alessandria.

Tale ipotesi di tracciato è stata peraltro trasmessa dal Comune alla Provincia di Savona nell'aprile del 2021.

Il Tracciato
L'ipotesi di tracciato risulta più prossima al nodo autostradale di Savona rispetto alle soluzioni oggetto di precedenti studi.
Tale ipotesi consente una notevole riduzione di lunghezza del raccordo tra la A10 Genova- Ventimiglia e la A6 Savona-Torino (18,5 Km) e conseguentemente dei costi di investimento e dei tempi di percorrenza.
Inoltre tale previsione di tracciato non interessa i comuni dell'immediato entroterra costiero che avrebbero subito il considerevole impatto ambientale dovuto alla realizzazione della sequenza di viadotti e gallerie previsti nell'ipotesi di tracciato della Borghetto-Carcare- Predosa alla A10.
L'innesto della connessione con la A10 è stato individuato all'altezza di Feglino in uno dei tratti dove l'attuale autostrada raggiunge le quote più elevate (210 mt slm) e rende più agevole il superamento dello spartiacque appenninico raggiungendo il territorio del Comune di Mallare a circa quota 420 mt slm.
Nel tratto Altare-Mallare si prevede la realizzazione di un'autoparco per i mezzi pesanti.


Scenari trasportistici

Dal punto di vista trasportistico restano i vantaggi delle precedenti ipotesi di tracciato che potrebbero risultare ancora più evidenti alla luce del progressivo incremento, negli ultimi 15 anni, dei flussi di traffico dovuti in particolare all'aumento dei mezzi pesanti a lunga percorrenza.

La nuova bretella autostradale collegherebbe l'intero sistema autostradale del Nord- Ovest, assorbirebbe un numero di veicoli interessante per un affidamento di costruzione e gestione (19.000 veicoli giorno), ridurrebbe in modo considerevole i flussi di traffico sul nodo di Savona (-57% dei mezzi pesanti e -44% dei mezzi leggeri) che potrebbe così assorbire i mezzi pesanti in entrata-uscita dalla nuova piattaforma portuale di Vado (+12%), l'eliminerebbe le code dei fine settimana turistici, ridurrebbe i tempi di percorrenza, Finale Ligure-Torino – 16 minuti, Finale Ligure-Milano – 42 minuti, ridurrebbe l'incidentalità e le emissioni in atmosfera, con un risparmio dei costi di trasporto.


I costi generali di questa infrastruttura, desumibili da precedenti studi di fattibilità, ammontano indicativamente a 4,3 miliardi di Euro (3,2 miliardi di Euro per il collegamento Carcare Predosa e 1,1 miliardo di Euro per la connessione A10-A6).


Cosa fare?

Diventa urgente avviare gli approfondimenti di quest'ultima ipotesi di tracciato in continuità con la tratta Carcare Predosa attraverso un Progetto di fattibilità tecnica ed economica e contemporaneamente proporre l'intervento sul PNRR Recovery Plan – Missione 3. INFRASTRUTTURE PER UNA MOBILITA SOSTENIBILE

  Architetto Antonio Schizzi

 

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