SETTIMANALE anno XVII
n° 740 del 21 febbraio 2020
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Risposta immaginaria del docente emerito... Stampa E-mail
Scritto da FULVIO SGUERSO   
RISPOSTA IMMAGINARIA DEL DOCENTE
EMERITO AL SOTTOSCRITTO

 (Dal momento che il prof Lisorini ha deciso di ignorare le domande postegli dal sottoscritto e dato che non credo che valga per lui il detto “Chi tace acconsente”, provo a mettermi nei suoi panni e a formulare una verosimile risposta alle questioni che non solo da due domeniche fa gli vado sottoponendo. Anche perché questa tattica di fare orecchie da mercante di fronte a domande precise e motivate ma evidentemente non gradite, oltre che offensiva nei confronti dell’ interlocutore, non mi pare  degna di un docente di filosofia di lungo corso come il suddetto, la cui professione è stata quella di insegnare a pensare ai giovinetti ma che ora ha la pretesa (forse a causa del maggior tempo libero a disposizione) di insegnare a pensare anche a fior di intellettuali come  Gianfranco Pasquino, Gianrico Carofiglio s Massimo Cacciari per tacere dei giornalisti a lui invisi come Corrado Augias, Massimo Giannini, Antonio Padellaro, Marco Damilano, Ferruccio De Bortoli e insomma tutti quelli che scrivono i loro editoriali sugli aborriti “giornaloni” e che non condividono le sue idee politicamente scorrette).

 


Pasquino, Carofiglio, Cacciari, Augias, Giannini e Damilano

 

Dunque ecco la risposta immaginaria del prof Lisorini al sottoscritto:

“Egregio (si fa per dire) collega (idem), lei continua a tirarmi per i capelli e a infastidirmi, o meglio, crede di infastidirmi - o forse, chissà, nella sua fantasia di vecchio compagno formatosi alla scuola del Pci, di mettermi con le spalle al muro - con le sue ridicole requisitorie senza capo né coda riguardo alle mie presunte posizioni neofascistoidi o seminegazioniste o suprematiste e altre amenità del genere, oggigiorno denominate alquanto genericamente “sovraniste”, solo perché vorrei abolire festività civili divisive come il Giorno della Memoria, il Venticinque aprile e il Due giugno mentre vedrei con favore il ripristino di feste patriottiche come il 21 aprile, il Natale di Roma e il 28 marzo, festa dell’ Aeronautica Militare, aspettando tempi più maturi per il 28 ottobre; ma si metta l’anima in pace e riponga le sue etichettature nel cassettone delle anticaglie antifasciste buone solo per chi non ha argomenti migliori da contrapporre a chi non si piega al pensiero unico dominante. Intanto le ricordo che la costituzione (sì, con la minuscola, va bene?) italiana del ’49 è frutto di un ibrido compromesso tra cattolici, liberali, socialisti e comunisti, altro che ‘nata dalla resistenza’ (che io scrivo con la minuscola, va bene? O siamo nell’Unione Sovietica del compagno Stalin?) e che ha prodotto danni fin dalla sua entrata in vigore (pensi solo ai privilegi ecclesiastici, alla debolezza del potere esecutivo, alla mancanza del vincolo di mandato e a un adeguato sbarramento per la formazione dei gruppi parlamentari) altro che ‘la più bella del mondo!

Come se già questi argomenti spuntati e inconsistenti contro la mia sincera fede democratica non bastassero, lei rincara la dose dandomi del revisionista storico filofascista solo perché non nego le tante cose buone fatte dal Duce (sì, con la maiuscola, va bene?) che non le sto ora a elencare perché sono arcinote a tutti gli italiani che pensano liberamente non condizionati dalla martellante propaganda di regime o anziani non prevenuti come lei e che non hanno perso del tutto la memoria. Quanto poi alle leggi razziali del 1938 la invito a esaminarle attentamente e a dirmi dove mai si parla di prigionia, di eliminazione fisica e di camere a gas, non scherziamo per favore su questi argomenti! Rimane la questione dell’alleanza con la Germania nazionalsocialista di Adolf Hitler, è vero, ma quale altra scelta aveva Mussolini dopo che le “democrazie” gli avevano voltato le spalle per via delle guerre coloniali in Cirenaica e in Africa Orientale? O si pretendeva che solo l’Italia non avesse diritto di conquistarsi il suo posto al sole? No, mi creda, il mio non è revisionismo filofascista ma storico sì, nel senso che intende ristabilire la verità dei fatti al netto della propaganda di destra, di sinistra o di centro che sia.


Quanto alla presunta “animosità” che lei mi attribuisce nei confronti del presidente Mattarella, mi piacerebbe sapere su quali basi lei formula tale giudizio, se non su quelle del pregiudizio tipico dei compagni riguardo ai non allineati al pensiero unico dominante mondiale - lo stesso che ha truccato le elezioni presidenziali americane per scippare la seconda  vittoria a Donald Trump – e per il quale è giustificata la damnatio memoriae per tutte le cose buone fatte o avviate nel corso del Ventennio e poi rimaste incompiute a causa della guerra (perduta solo in seguito all’entrata in guerra degli Stati Uniti con la loro potenza di fuoco soprattutto nei cieli e sui mari) .


Donald Trump

Inoltre, è vero o non è vero che Mattarella si è dimostrato un arbitro non imparziale nelle sue deliberazioni in merito, ad esempio, alla mancata ratifica della nomina di un economista del valore di Paolo Savona al Ministero dell’Economia e delle Finanze nel primo governo Conte solo perché euroscettico e in quota Lega, e poi alla riconferma dello stesso Conte dopo la crisi-lampo innescata e disinnescata ad hoc contro Salvini da Macron e dalla Merkel con la benedizione di Mattarella stesso e di Trump con il famoso ‘Giuseppi’ (e forse anche di papa Francesco) nell’agosto del 2019 pur di non sciogliere le Camere e di non indire nuove elezioni politiche che sarebbero state sicuramente stravinte da Matteo Salvini? Ed è vero o non è vero che anche adesso ha preferito nominare un banchiere a capo del nuovo governo di ‘alto profilo’, con la scusa della pandemia e della crisi economica,  per scongiurare ancora una volta lo scioglimento delle Camere e l’andata al voto che avrebbe visto sicuramente Matteo Salvini vittorioso insieme a Giorgia Meloni? I


Salvini, Macron e Merkel

Insomma, Mattarella, più che un arbitro imparziale mi sembra un giocatore in campo. Quindi si tenga pure le sue convinzioni politicamente corrette, se questo la fa sentire dalla parte giusta, ma non pretenda di imbavagliare e di reprimere le poche voci, come la mia, che difendono la libertà di pensiero e di revisionismo storico a trecentosessanta gradi. Quanto al mio ateismo e al mio anticristianesimo, non ho nessuna intenzione di farmi processare da qualche Grande Inquisitore, tantomeno da lei, anche se non sono più i tempi in cui i liberi pensatori come Giordano Bruno venivano arsi vivi sul rogo prima che andassero a bruciare per l’eternità all’inferno. E qui la saluto, non avendo più niente da dirle”.

Pier Franco Lisorini, docente di filosofia in pensione.

  FULVIO SGUERSO 

 21 febbraio 2021 

 

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