Lettura di un'immagine: Fontana del Nettuno Stampa E-mail
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Scritto da FULVIO SGUERSO   
LETTURA DI UN’IMMAGINE 88
Fontana del Nettuno a Bologna
Marmi e bronzo (1563 – 1566) Di Zanobio Portigiani, Tommaso Laureti e Giambologna
Piazza del Nettuno – Bologna

Il progetto della fontana  dell’architetto Tommaso Laureti di origine palermitana risale al 1563 Lo scultore fiammingo Jean de Boulogne (noto con il soprannome  di  Giambologna), nato a Douai  nel 1520 e morto a Firenze nel 1608, ancora amareggiato per la perdita del concorso per una fontana del Nettuno in Piazza della Signoria a Firenze, vinto da Bartolomeo Ammannati, accettò con entusiasmo la commissione del vice delegato pontificio a Bologna per un’opera che esaltasse il buon governo di Papa Pio IV  de’ Medici milanesi e volle fondere il bronzo necessario alla realizzazione della statua con la collaborazione dell’esperto fonditore bolognese Zanobio Portigiani della fabbrica di San petronio. Per la costruzione della piazza del Nettuno e della fontana fu necessario demolire un intero isolato. La fontana è un esempio compiuto della “gran maniera” di cui tratta il Vasari nelle sue Vite: ha una base di tre gradini sopra i quali è posata una vasca in pietra locale ricoperta con marmo di Verona. In mezzo alla vasca vediamo uno zoccolo circondato alla base da quattro nereidi che si sorreggono i seni da cui zampilla l’acqua, e ornato da stemmi pontifici, motivi vegetali e da quattro putti che tengono in braccio delfini. Questi putti rappresentano i quattro fiumi maggiori dei quattro continenti allora conosciuti. Il Gange, il Nilo, il Rio delle Amazzoni e il Danubio. Al centro di questo alto piedistallo si eleva la statua sinuosa e maestosa del dio marino, che tende il braccio sinistro con la mano aperta come volesse placare un mare in tempesta, ma in realtà vuol trasmettere un significato che esalti la nobile discendenza di PioIV, così che il gigantesco ma anche flessuoso Nettuno diventa il simbolo del potere politico della Chiesa su Bologna. Potere che guarda lontano e non degna il popolo che passa o si ferma in piazza magari ad ammirare quello strano dio nudo che placa la tempesta ma non si cura dei comuni mortali.  

 

FULVIO SGUERSO

 

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