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Settimanale Anno XVI
Numero 718 del 26 LUGLIO 2020
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Ilaria Tuti presenta il suo ultimo libro Stampa E-mail
Scritto da SELENA BORGNA   

Ilaria Tuti presenta in videoconferenza

il suo ultimo libro

 E’ stato presentato in videoconferenza l’ultimo libro di Ilaria Tuti dal titolo “Fiore di roccia” avente come tema le portatrici carniche durante la Prima Guerra Mondiale.

“Ilaria Tuti è molto cara al pubblico e siamo contenti di averla come ospite”, dichiara Renata Barberis, “ed in questo periodo abbiamo dovuto vivere importanti adattamenti anche se la vicinanza fisica ci manca molto”.

 


 

Stessa soddisfazione da parte della scrittrice: ”Il libro è uscito da un mese circa ed è una sorta di cambio di rotta rispetto agli altri miei romanzi ma nonostante tutto sta andando bene; per me questa storia è molto importante perchè è fatta di vita vera arrivando ai lettori e per me è necessario trasmettere emozioni. Questa è storia reale del nostro paese e le portatrici carniche sono contadine di montagna della zona nord del Friuli che durante la Grande Guerra aiutarono i nostri soldati; ho ambientato il libro a Timau, paese bombardato il primo giorno di guerra. Ben presto i soldati del comando italiano chiesero aiuto nei villaggi vicini dove c’erano solamente donne, che corsero enormi rischi per più di due anni ma vennero quasi subito dimenticate, tranne che in quelle zone, e solo dopo 60 anni ottennero riconoscimenti. Conosco questa storia fin da bambina, ho raccolto elementi per circa 4-5 anni, ho ricevuto storie e la memoria collettiva è così diventata storica. Agata, l’io narrante, parla in prima persona ed è l’unico personaggio totalmente inventato ma racconta la guerra dal punto di vista delle donne che parlavano volentieri della loro attività ma non dicono nulla del fronte, da me ricostruito grazie a libri scritti da soldati. Non ho voluto parlare di persone vere per il senso del pudore ma la figura del medico militare è una sorta di figura ponte tra i soldati poichè può guidare un attacco ma preferisce salvare vite ed il capitano Colman è la sintesi tra due personaggi realmente esistiti”.

“L’argomento è delicato”, riprende Renata Barberis, “ma è approcciato con rispetto e mi piace molto l’idea di cambiare i nomi”.

 


La scrittrice Ilaria Tuti

 

“Queste donne sono forti perchè forgiate dalla miseria”, afferma Ilaria Tuti, “e bastano a sè stesse; il Friuli di allora era terra di miseria e la fame è un pensiero ricorrente. Queste contadine indipendenti erano abituate a restare sole anche in tempo di pace visto che gli uomini erano soliti emigrare e durante il conflitto portano a valle morti e feriti costruendo il primo cimitero di guerra sul Pan Piccolo. Nel libro viene descritto lo scontro tra il mondo femminile con una società povera che rispetta la vita ed il mondo maschile duro e militare; queste donne, mentre salgono con carichi pesanti, sferruzzano poichè ogni minuto è dedicato alla sopravvivenza. Gli alpini ricordano sempre queste figure ma voglio anche ricordare i diavoli bianchi austriaci, cecchini chiamati così per il colore dei loro mantelli che permetteva loro di mimetizzarsi perfettamente nella neve e fare strage di soldati italiani. La prima portatrice uccisa, Maria Plozner Mentil, sarà decorata con la Medaglia d’Oro al Valor Militare e proprio a lei sarà intitolata la caserma di Paluzza; mi piace molto anche la figura del prete che dice che i soldati devono essere consolati prima degli attacchi perchè trovano difficile uccidere ragazzi come loro e si riconosce il valore del nemico poichè nell’altro si vede la stessa paura, lo stesso bisogno e coraggio. In questo tragico periodo ci sono stati piccoli ed importanti atti che concatenati ci danno il carattere di un avvenimento; se non si conosce la storia attraverso i sacrifici degli altri non si capisce cosa abbiamo. Il Milite Ignoto è il simbolo di tutti coloro che non sono tornati e per decidere chi fosse furono scelti 11 corpi non identificati provenienti da tutti i fronti e Maria Bergamas, che aveva perso il figlio nel conflitto, dovette sceglierne uno presso Aquileia; questa madre si accasciò presso la decima bara e fu proprio questo il milite che venne scelto. Questa bara sfilò per tutta Italia per tre giorni e poi raggiunse Roma unendo simbolicamente tutto il nostro Paese e tutti gli italiani”.

“Umanità è una parola importante e i libri che la raccontano sono immortali”, conclude Renata Barberis.

 

SELENA BORGNA 

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