Settimanale Anno XVI
Numero 720 del 13 settembre 2020
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Viola Ardone presenta il libro “Il treno dei bambini” Stampa E-mail
Scritto da SELENA BORGNA   

Viola Ardone presenta in videoconferenza

il libro “Il treno dei bambini”

 E’ stato presentato in videoconferenza il libro di grande successo scritto da Viola Ardone intitolato “Il treno dei bambini”.

“Ringrazio Viola e tutti gli intervenuti”, dichiara Renata Barberis, “e voglio ricordare che il libro è uscito lo scorso anno ed è stato fin da subito un grande successo tanto da essere stato scelto come Libro dell’anno della Ubik di Savona. La storia è nata dalle emozioni della scrittrice ma i fatti storici sono veri”.

 


 Viola Ardone

 

Stessa emozione da parte di Viola Ardone :”Saluto tutti e voglio dire che le mie nonne mi hanno raccontato di questo fatto ma per me è sempre stato come la fiaba dell’uomo nero che porta via i bambini; parlando con un 80enne mi è stato raccontato che lui è salito su un treno ed è stato portato a Bibbiano per sei mesi presso una famiglia e ricordava benissimo sua madre che lo accompagnava al treno. Questo evento nel quale molti bambini del sud Italia, circa 70.000 dal 1945 al 1952, vennero portati al nord presso alcune famiglie per un certo periodo venne creato dalle donne del Partito Comunista per salvare i bambini del dopoguerra su idea di Teresa Noce e salvò molti bambini da una probabile morte per fame. Amerigo Speranza, il protagonista, nasce dai miei ricordi di bambina ed è molto importante il suo punto di vista verso le cose grandi e piccole poichè le sue priorità sono diverse da quelle degli adulti; per il contesto storico mi sono informata ed i lettori hanno amato sia la parte fantastica che narra di Amerigo e della sua famiglia che quella vera. La lingua che ho creato per l’io narrante appartiene al bambino ed è un italiano popolare usando nella prima parte un lessico stringato ed un linguaggio napoletano di due generazioni fa. In Amerigo vi è la paura di non essere destinatario di solidarietà ma di carità e sono convinta che se c’è solidarietà si è parte di un progetto e si restituisce qualcosa appena possibile”.

 


 

“Questo evento”, prosegue la scrittrice, “crea legami duraturi e non bisogna provare vergogna per la solidarietà; la povertà è un fatto sociale e ad essa sono collegati diritti ed opportunità ma nel peggiore dei casi produce violenza e delinquenza legando cause e conseguenze. Non mi aspettavo un così grande successo e mi ha colpita molto il fatto che il libro è stato acquisito prima all’estero che in Italia e sono convinta che il fraintendimento madre-bambino sia un nodo importante per tutta la storia; il sindaco di Modena ha coniato il termine treni della felicità ma ho scelto un titolo didascalico e semplice poichè credo che il treno sia una metafora della separazione e volevo un titolo che mettesse in evidenza le emozioni dei bambini che devono crescere. L’iniziativa dei treni fu un momento importante per le donne in politica e questa operazione venne creata dal Partito Comunista per conquistare voti nel sud, tradizionalmente monarchico. La figura di Antonietta, madre di Amerigo, è molto importante perchè racconta di un rapporto madre-bambino molto intenso ma crea diversi malintesi poichè il figlio la giustifica sempre anche se è molto anaffettiva e sono convinta che sia l’emblema della maternità, da sempre oggetto di critiche. Il tema della separazione è per me il cuore della storia visto che lo vedo come un piccolo dramma ma mi trasformo in Amerigo per superarla; la melannuca, tipico frutto campano, ed una biglia aiutano il bambino a superare la separazione anche dalla famiglia del nord che lo ospita e scopre di avere un senso di colpa per il distacco dalla madre non riuscendo mai a liberarsene completamente anche da adulto. Il bambino ha l’opportunità del cambiamento che è un grande fatto positivo e si sofferma molto sulla descrizione del cibo; ricordo che le famiglie del nord che accoglievano i bambini non erano ricche ma per i piccoli provenienti dal sud era come il paese della cuccagna. La solidarietà è importante e dev’essere legata alla dignità facendo della solidarietà la strada per dare dignità a tutti e non smetto di stupirmi per la profondità di questi temi”.

“Dai libri impariamo tante cose e spero che ci siano pensieri e comportamenti diversi; la dignità non dev’essere perduta e la solidarietà è quella che Amerigo ha dentro”, conclude Renata Barberis.

 

SELENA BORGNA 

 

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