Settimanale Anno XVI
Numero 711 del 31 maggio 2020
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Episteme, imperativo categorico e balle spaziali Stampa E-mail
Scritto da FULVIO SGUERSO   
EPISTEME, IMPERATIVO CATEGORICO
E BALLE SPAZIALI

 Il presidente del consiglio nella sua informativa alla Camera del 30 aprile 2020 riguardo alla gestione dell’emergenza Covit-19  ha voluto, per così dire,  volare alto richiamandosi a due concetti filosofici che concernono il tipo di conoscenza e a un terzo concernente i fondamenti della morale: “la filosofia antica, da Platone ad Aristotele distingueva la doxa, intesa come l’opinione, la credenza alimentata dalla conoscenza sensibile, dall’episteme, la conoscenza che invece ha solide basi scientifiche. Il governo ha adottato da subito un indirizzo di metodo e di merito che prevede un costante confronto con il Comitato tecnico-scientifico, in modo da seguire un principio di conoscenza scientifica nelle sue decisioni”.

 


Giuseppe Conte

 

Ha poi aggiunto: “E’ imperativo categorico per un governo che deve proteggere la vita dei cittadini porre a fondamento delle proprie decisioni non già le libere opinioni che si susseguono ma le raccomandazioni di qualificati esponenti del metodo scientifico”. Ma in che senso Conte ha usato l’aggettivo “categorico”? In senso kantiano? Ma Kant distingue due tipi di imperativi: l’imperativo ipotetico che comanda di agire per un determinato fine, secondo lo schema (“Se vuoi ottenere quel risultato…allora devi fare così) e l’imperativo, appunto, categorico che comanda di agire per il dovere e soltanto per il dovere in sé, senza altri fini, secondo lo schema “Tu devi!”. Ora, se il governo vuole proteggere la vita dei cittadini, allora deve basarsi sull’episteme e non sulla doxa; quindi, in senso kantiano, si tratta, propriamente parlando, di un imperativo ipotetico. Però non è detto che Conte si riferisse a Kant, non nominato, quindi quel “categorico” può benissimo essere inteso nel senso corrente di “asseverativo” e anche  “che non ammette discussioni”. Sia come sia, il concetto espresso da Conte è Chiaro: le decisioni del governo in fatto di salute pubblica devono basarsi sull’episteme, cioè sulla scienza, non sulla doxa, cioè sull’opinione.

 

 

Sembra persino un’ovvietà, ma si comprende che tale non è quando vengono messe in circolazione, soprattutto sul web, da parte di senatori e deputati no-vax vere e proprie balle spaziali come quella diffusa via Twitter dal senatore Elio Lannutti, ex Italia dei Valori, ex Unione Democratica per i Consumatori e ora esponente del Movimente 5 Stelle il 17 marzo 2020 riguardo al farmaco Arbidol, che sarebbe in grado di curare la polmonite causata dal virus, chiedendo per quale motivo il farmaco sia introvabile in Italia. Notizia smentita nettamente dalla comunità scientifica; il farmaco raccomandato da Lannutti non solo non ha efficacia contro il virus, ma non è nemmeno mai stato autorizzato alla vendita sia dalla Food and Drug Administration sia dall’Agenzia europea per i medicinali. Sempre Lannutti, il 23 ottobre 2017 aveva scritto che il medico Roberto Burioni, difensore delle vaccinazioni obbligatorie, sarebbe iscritto alla comunione massonica del Grande Oriente d’Italia, notizia priva di fondamento.

 


 

Ancora Lannutti, il 27 gennaio 2018, nel corso di una puntata di Otto e mezzo su La7, ha dichiarato circa l’obbligo vaccinale in Italia, pur non ritenendosi antivaccinista, che “quando c’è l’obbligo di fare determinate cose, quegli obblighi coincidono con gli interessi guarda caso delle società farmaceutiche che guarda caso finanziano alcuni partiti”. Come quelle convintamente sostenute dalla deputata ex 5Stelle Sara Cunial il 13 maggio 2020 durante la sua dichiarazione di voto sul dl Covid-19 contro “…lo scientismo dogmatico protetto dal nostro pluripresidente della Repubblica – che è la vera epidemia culturale di questo Paese”.

 

 

Elio Lannutti

 

Nella stessa dichiarazione Sara Cunial difende varie teorie del complotto, fra cui quella del Nuovo ordine mondiale, sui vaccini, gli OGM e la tecnologia 5G. Ma a diffondere balle spaziali non sono soltanto i non addetti ai lavori, purtroppo non mancano “esperti” negazionisti che inopinatamente sostengono tesi non scientifiche riguardo al Coronavirus. Uno di questi è il nanopatologo Stefano Montanari, già denunciato per la diffusione di notizie false e tendenziose tramite il canale di controinformazione Byoblu. Secondo Montanari “Non siamo di fronte a una epidemia e il virus arriva o per errore o per una manipolazione, da un laboratorio. E’ un virus artificiale tutto sommato abbastanza innocuo, ma io posso manipolarlo e farlo diventare cattivo…Se questo virus è così poco cattivo, come mai tutto questo cancan? Come mai tutto questo blocco del mondo? …Il motivo è semplicissimo.

 


Sara Cunial

 

Si bloccherà tutto il mondo con una speranza inesistente, per un progetto fasullo…Quel vaccino sarà una truffa colossale, una truffa multimiliardaria attraverso cui potranno iniettare a chiunque qualunque cosa…Gli anziani è bene che escano, che prendano il sole, che stiano fuori, che passeggino, che si mantengano in salute…”. Di fronte a queste tesi negazioniste che piacciono tanto a sovranisti autoritari come Trump, come Johnson e come Bolzonaro, sia benedetta l’episteme e il rigore del procedimento scientifico. Altro che scientismo dogmatico! Ora più che mai c’è bisogno di scienza e di coscienza non di ignoranza e di incoscienza.  

 

FULVIO SGUERSO

 

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