Settimanale Anno XVI
Numero 711 del 31 maggio 2020
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La nuova tempesta perfetta Stampa E-mail
Scritto da MARCO GIACINTO PELLIFRONI   
LA NUOVA TEMPESTA PERFETTA

 Così fu definita la tempesta finanziaria scoppiata nel 2007, traducendo alla lettera il termine inglese perfect storm. Oggi ci risiamo, con le stesse flotte nazionali diversamente attrezzate ad affrontarla: noi Paesi del Sud con l’acqua che sta entrando nelle stive, e quelli del Nord che, non solo non ci prestano le pompe per ributtare l’acqua in mare, ma addirittura ci cannoneggiano.

Fuor di metafora, non saprei come altrimenti leggere la sentenza della Corte Costituzionale tedesca che respinge l’ipotesi di far fare alla BCE il lavoro che una Banca Centrale degna di questo nome deve svolgere per salvare uno Stato aderente dal pericolo di un attacco speculativo. 

 


Questione di feeling? Sì, ma a senso unico, nonostante il fascino latino di Conte e la sua piaggeria [VEDI]: la Germania sta riservando a lui, principiante della politica, quello che lui ha fatto agli italiani, relegandoli in casa senza soldi né viveri 

 

Il difetto è all’origine, in quanto le Corti Costituzionali dell’eurozona non hanno uguali statuti: quella tedesca ha dichiarato la Costituzione del suo Paese essere prioritaria rispetto alle leggi dell’UE, al contrario dell’Italia che, fedele alla sua vocazione esterofila e masochista, se ne è dichiarata subalterna. In altri termini, in Germania vige sin dall’istituzione dell’Unione Europea il motto sovranista “Prima i tedeschi”, usato con successo nella campagna elettorale di Donald Trump negli USA, e sbandierato in Italia da Salvini e Meloni, ma tosto rinfoderato con la coda tra le gambe per difetto di coraggio.

La lunga permanenza al potere della Merkel –e di Putin- è la dimostrazione lampante che quando un premier si erge arditamente a difesa degli interessi nazionali, risulta vincente e rimane saldamente in sella. Se invece i cittadini non si sentono difesi da chi li governa, si hanno continui cambi di vertice nella confusa speranza di trovare, quasi per caso, un governante del giusto peso e carisma.

Il nostro calvario è iniziato proprio con il lancio dell’UE, nel 1992. Da allora c’è stato un continuo alternarsi di due ideologie, dopo il crollo su se stessa dell’ideologia comunista tre anni prima: quella liberista del “predellino” a firma Berlusconi, e quella neoliberista delle ex sinistre, che scavalcarono di fatto a destra il liberismo berlusconiano. Il ping-pong al vertice di questi due schieramenti non era basato sulla vittoria di chi meglio interpretava i nostri interessi, ma era in sostanza una pura alternanza di apparati affaristici del tutto avulsi dai reali bisogni del Paese; un po’ sullo stile dell’alternanza tra repubblicani e democratici negli USA, finché non si presentò alle urne qualcuno che, dato un calcio alle ideologie, dette la priorità assoluta ai bisogni del suo popolo: il Trump di “America first”.

Qualcosa di simile fu tentato in Italia da Salvini, ma in maniera contraddittoria e maldestra, tanto da durare come un fuoco di paglia e spegnere le speranze accese di quanti anelavano ad un reale cambiamento. La colpa, in realtà, non fu solo sua, ma di una terza ideologia nel frattempo maturata: quella populista del M5S, dimostratasi, altrettanto rapidamente, una mera ideologia di facciata per mietere consensi ed assestarsi in Parlamento, a prescindere dai compagni di governo. 

 


Purtroppo, è una vignetta di fantasia: la nostra Costituzione è subordinata alle norme europee, a differenza di quella tedesca, che prevale su di esse. Stiamo pagando l’amaro frutto di nostri passati governanti, pervasi da un ingiustificato senso di inferiorità  rispetto ai Paesi del Nord, trasformandoci in loro vassalli. Ve lo vedete Mattarella nei panni dell’Italia tuirrita?

 

Ora ci ritroviamo, da un tempo che sembra infinito, con un governo retto da persone prive di acume politico e naviganti a vista (Conte), affiancate da altri con ben saldo in testa un mix micidiale delle due ideologie, neoliberista ed europeista (Gualtieri, uomo PD ed ex UE), pur con gli evidenti, gravissimi danni causati all’Italia. Il tutto in salsa grillina, priva di qualsiasi progetto non dico di lungo, ma almeno di breve-medio termine. 

Ecco, nel mare procelloso che ci circonda, sotto la minaccia di navi nemiche ben determinate ad affondarci, il nostro vascello è occupato da una simile accozzaglia di figuranti, tesi solo a blandire chi ci vuole morti, sperando almeno che ci lascino la scelta di come soccombere. 

Quello della Corte Costituzionale tedesca è stato un chiarissimo avvertimento, che soltanto un cieco non raccoglierebbe: alle nazioni nelle condizioni più pietose, di cui l’Italia è seconda solo alla Grecia, ma con gli altri popoli latini (Spagna e Portogallo) e, in subordine, la Francia, come compagni di squadra, la Germania tuona che l’Europa è sotto il suo tallone, e che UE, euro e BCE sono solo suoi strumenti di dominazione. I più avvertiti di questa situazione, tra i quali mi includo, denunciarono da tempo questo quadro sinistro; ma le loro voci erano sopraffatte dal cicaleccio di fondo dei mass media, nel loro indefesso sforzo di distrarre la popolazione dai suoi problemi reali. Adesso è ufficiale: la Germania vuole raggiungere lo scopo in cui fallì con l’ultima guerra: occupare l’intera Europa; allora militarmente, oggi finanziariamente. 

 


Ciò che non le è riuscito nel 1939-45, la Germania l’ha conseguito dopo il 1992, col Trattato di Maastricht e il varo dell’euro: la supremazia europea 

 

La Germania aveva sin qui operato più o meno nell’ombra, affinché non risultasse troppo umiliante per i Paesi del Sud dover assistere impotenti alla disparità di trattamento da parte di una Germania che, alla chetichella, non si faceva mancare tutti i soldi che le servivano facendoli emettere dalle sue banche pubbliche, mentre a noi predicava il rigore “montista” di austerity lacrime e sangue. Oggi lo fa alla luce del sole: avete fame di soldi? Chiedeteli al MES, stringendovi un cappio al collo, mentre noi inondiamo i nostri lander di un trilione di euro: Lazzaro che lappa le briciole dalla mensa del ricco Epulone. 

A proposito di Vangelo, in Vaticano vige l’ideologia populista di papa Francesco, che predica solidarietà agli immigrati, in concerto col PD,  mentre agli italiani elargisce al massimo qualche posto alla tavola della Caritas; ma si guarda bene, in questa drammatica situazione, di fare sconti ai tanti inquilini dei suoi numerosi immobili, privati o aziendali, ricevuti negli anni dai lasciti di tanti fedeli affinché servissero per opere di bene. Il Vaticano fa con gli affitti quello che il governo fa con le tasse: abolirli durante l’emergenza? Non sia mai, si pagheranno ad emergenza conclusa. Magari l’emergenza per tanti si concluderà col fallimento; ma l’importante è tenere ben salda la preponderanza dei creditori sui debitori. Germania docet.

Per la verità, questo governo è riuscito a fare ancor peggio: ha confinato in casa per due mesi l’intera popolazione, imponendole di non lavorare e di privarsi di un reddito, promettendo almeno un obolo per sopravvivere. Risultato: la segregazione ha funzionato, grazie a un dispiegamento di forze dell’ordine degno di tempo di guerra; ma a buona parte dei reclusi ha fatto mancare i viveri.  

 

Il Vaticano è il più grande proprietario immobiliare d’Italia. Papa Francesco esalta la solidarietà. Cominci a praticarla in questa emergenza aiutando i suoi inquilini a superarla con drastiche riduzioni degli affitti. Tanto, col calo delle vocazioni, il clero da mantenere s’è vistosamente ridotto.


  In Italia ancora non esiste nel codice penale il reato di tortura. Ci sono però gli artt. 582, 583 e 610, che puniscono la violenza fisica e psicologica. Mi chiedo se si possa ricorrere a tali articoli per denunciare la cinica indifferenza del governo alla protratta mancata fornitura dei mezzi elementari di sostentamento a tanta parte della popolazione, dallo stesso costretta, sia pur per motivi sanitari, all’inazione lavorativa e alla segregazione. Se qualche avvocato mi legge, sarei molto interessato ad una risposta.
Purtroppo devo concludere che siamo un popolo ormai snervato, abbandonato a se stesso  ed incapace di reagire ai soprusi e alla violenza cui viene sottoposto ormai da mesi per omissione di atti indispensabili alla sua sopravvivenza. La misura è ormai colma, anche se le grida di dolore non vengono pubblicizzate e ciascuno si macera in solitudine nella propria disperazione e impotenza a causa della pavidità di un governo ideologicamente succube di ordini extra territoriali. La nostra Corte Costituzionale, il supremo custode della Costituzione, non hanno nulla da eccepire? Ma allora a cosa servono, perché li paghiamo così bene, mentre la nazione si spegne?
 

 

P. S. Ultimi dati aggiornati sull’”ecatombe” del coronavirus. Eppure, è riuscito a fermare il mondo.

 


 

 Marco Giacinto Pellifroni 10 maggio 2020 

 

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