Settimanale Anno XVI
Numero 721 del 13 settembre 2020
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Dittatura, confino e bavaglio Stampa E-mail
Scritto da FULVIO SGUERSO   
DITTATURA, CONFINO E BAVAGLIO

 Confesso che ho avuto per un momento la tentazione di commentare con ironia gli ultimi articoli francamente spropositati (per usare un eufemismo)  delle due voci fuori dal coro e antisistema  che pubblicano regolarmente su “Trucioli savonesi” le loro , come chiamarle? - invettive? perorazioni? bordate? arringhe? contro i buonisti, i compagni, le Ong, le banche, l’Unione Europea, l’euro, la Bce, il governo giallorosso, le Sardine e ora, con particolare accanimento, contro Giuseppi Conte e i suoi decreti per contrastare il contagio da coronavirus. Tuttavia la gravità dell’emergenza sanitaria e di quella economica che si profila all’orizzonte è tale da soffocare sul nascere la voglia di scherzare, tanto più che sia Lisorini che Pellifroni non scherzano affatto ma sono convinti sul serio di quello che propongono apoditticamente ai loro numerosi follower tramite  articoli incendiari e, appunto, spropositati, nel senso di enormi e fuori di misura.

Infatti, sia il docente livornese di filosofia in pensione che l’ingegnere chimico meneghino-finalese, ambientalista, acerrimo nemico dell’euro, della Bce, della Francia e della vaccinazione obbligatoria, parlano di prove tecniche di dittatura, di carcerazione preventiva, di confino di polizia, di disinformazione mirata e sistematica dei media di regime, di opposizione imbavagliata, e, naturalmente, di pensiero unico dominante e di “lavaggio di massa del cervello” (Lisorini) da far impallidire, secondo il docente livornese, il Ventennio mussoliniano, il Dodicennio hitleriano e, addirittura, udite, udite:  il Trentennio staliniano. Pellifroni, dal canto suo, registra una crescente e “sorda rabbia”  di chi sta ancora aspettando i 600 euro promessi e, a maggior ragione, anche degli esclusi da questo misero sussidio, nei confronti di una classe politica parassitaria e inefficiente e propone ai lettori di “Trucioli savonesi” un video in cui un blogger cazzaro e incazzato soffia sul fuoco della rabbia dei delusi, dei reclusi in casa e di chi è  costretto a campare a pane e acqua,  degli ultimi  e degli ingannati dal presidente del consiglio, dalla cosiddetta sinistra e dai grillini; inoltre  denuncia un pericolo di chiusura o di sanzioni contro siti di controinformazione (ma anche di dubbia imparzialità) come Byoblu, il tutto in un crescendo di iperboli, raffronti  azzardati,  analogie aberranti come quelle sparate dal prof. Lisorini: “Questo  regime (attuale) di cartapesta soffre della sindrome di Wernicke-Korsakoff: dimentica tutto…Agenti in borghese: prove generali di controllo del territorio tipo Gestapo, Stasi, GPU, o, per restare tra noi, Ovra…


Allora non ci stupiremo se per rispettare le regole, per obbedire agli ordini, i soldati tedeschi davano fuoco alle chiese dopo averle riempite di contadini collusi (sic!) con i partigiani”; o da Pellifroni: “Quali differenze tra questo stato di fatto e quello della carcerazione? Carcerati in attesa di giudizio, spogliati di ogni possibile pianificazione del proprio futuro e libertà d’espressione…”. Insomma i due sovranisti di punta di “Trucioli savonesi” , in tempo di pandemia e di misure dettate dall’emergenza sanitaria, mi  sembrano – analogia eccessiva per analogia eccessiva – due tori scatenati contro il drappo rosso rappresentato da un governo ai loro occhi illegittimo che, con il pretesto della salute pubblica, ha assunto pieni poteri con il tacito assenso del presidente Mattarella, in barba alla Costituzione tante volte invocata contro i populisti e i sovranisti. Agli occhi di Lisorini e Pellifroni (e di tutta l’estrema destra italica che ha la sua cassa di risonanza in giornali come Libero, La Verità, il Tempo, il Giornale e in trasmissioni televisive  come “Fuori dal coro”, “Quarta Repubblica”, “Dritto e rovescio”) le misure per contrastare il contagio adottate dal governo giallorosso assomigliano molto a un colpo di Stato incruento , a una specie di golpe bianco, messo in atto senza nemmeno il bisogno di un cambio di maggioranza: al Conte bis è succeduto, senza colpo ferire,  un Conte ter, grazie o per colpa del coronavirus. 


Pellifroni arriva al punto di auspicare una rivolta dal basso o, in mancanza di questa, di un “colpo di mano dall’alto” contro questo governo confuso, politicamente debole, contraddittorio e allo stesso tempo arrogante e affamatore del popolo che nessuno ha mai votato: “Gli elementi per una sommossa popolare contro questa sinistra, sardine comprese, ci sono tutti. Ma il governo gode di circostanze eccezionalmente favorevoli (la pandemia!) per rintuzzare simili aneliti: un rigido coprifuoco 24/7 con la mobilitazione preventiva di tutte le forze dell’ordine, dalla polizia municipale alla polizia di Stato, dai Carabinieri all’esercito…Ogni tanto qualche blog dà come incipiente le speranze del suo blogger, come quando si preconizzò il dilagare di forme di protesta violenta, sul modello degli assalti ai supermercati in Sicilia. Vane speranze: tutto sotto controllo”. Vane speranze! La rivoluzione è rimandata a data da destinarsi! Purtroppo tutto è sotto controllo! Il modello degli assalti ai supermercati non convince la maggioranza degli italiani.


 Che peccato! Ai nostri concittadini, inspiegabilmente,  il premier Conte piace: “nonostante il grande malessere diffuso, e senza aver ancora scucito un euro, gode di grande popolarità”, come mai? Non ha il carisma di un Mussolini, di un Hitler e nemmeno di uno Stalin, come fa a sedurre così tanti italiani  e tante italiane? Semplice: “E’ bello e prestante e piace tanto alle signore. In effetti, anziché a palazzo Chigi, lo vedrei più adatto a sfilare a Moda Uomo per Armani, Prada e i migliori stilisti. La sua vanità sarebbe comunque accontentata”. Mah! Se questi sono argomenti...Forse i motivi per cui Conte piace al ceto medio italiano (e non ai reietti delle periferie che ogni giorno devono lottare per dar da mangiare ai figli e che ora non possono nemmeno più uscire di casa e spostarsi sul territorio per guadagnarsi il pane, magari in nero)  sono altri; per esempio la mancanza di valide alternative. Ve li immaginate Salvini e la Meloni al governo in un frangente come questo in cui abbiamo bisogno dell’aiuto dell’Europa come dell’ossigeno per respirare? Si è parlato di Draghi, ma è possibile oggi una nuova soluzione tipo Monti-Napolitano e Forza Italia - Partito Democratico con il consenso dei grillini e dell’opposizione parlamentare della Lega e di Fratelli d’Italia?  

 


E la popolazione già stremata dalla pandemia come potrebbe capire e sopportare una crisi di governo in piena emergenza sanitaria e, fra poco, anche economica? “il popolo è incatenato, assediato, e non può osare nessuna sortita che non finisca in un carcere. Non escludo invece  che il terreno possa essere propizio per qualche colpo di mano dall’alto. Ma anche questo è improbabile…”. Ecco, appunto, per favore, Marco, non rievochiamo il Piano Solo del generale De Lorenzo o la notte di Tora Tora di Junio Valerio Borghese o il   “Piano di rinascita democratica” di Licio Gelli, di tutto abbiamo bisogno meno che di una nuova guerra civile strisciante come nei cosiddetti anni di piombo! “Se, per confronto, dobbiamo considerare l’attuale governo come il minore dei mali, significa che, civilmente e culturalmente, siamo proprio malridotti”. Non ho capito: allora è meglio la guerra civile o l’immunità di gregge senza vaccino che elimini, per mezzo della selezione naturale, i soggetti più fragili di una popolazione troppo numerosa rispetto alle risorse disponibili? Quanto alla rivoluzione reazionaria delle strutture statuali immaginata dal prof. Lisorini per l’Italia del dopo emergenza sanitaria, merita un articolo tutto per sé, tanto vasto è il suo programma.  

  FULVIO SGUERSO 

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