Settimanale Anno XVI
Numero 722 del 27 settembre 2020
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Lettura di un'immagine: Madonna del Magnificat Stampa E-mail
Scritto da FULVIO SGUERSO   
LETTURA DI UN’IMMAGINE 72
Madonna del Magnificat
Tempera su tavola (1481) di Sandro Botticelli
Galleria degli Uffizi – Firenze

Il soggetto di questa tavola è la Madonna con il Bambino tra cinque angeli che scrive, guidata dal divino Figlio, su un libro aperto retto da due angeli in cui si legge l’incipit del suo inno di ringraziamento al Signore per averla scelta come madre di Gesù: Magnificat anima mea Dominum. La Madonna siede sul suo trono a sinistra (a destra per chi guarda) del tondo, il pittore trentaseienne Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi, detto il Botticelli (Firenze, 1 marzo 1445 – Firenze, 17 maggio 1519) la raffigura, come da tradizione, vestita di una lunga veste rossa ricoperta da un ampio mantello blu scuro con un bordo dorato finemente ricamato. Indossa una sciarpa colorata di tale raffinata eleganza da far invidia - mettendo per un attimo tra parentesi la cronologia - a Missoni, a Gucci (per restare in ambito fiorentino) e a Prada messi insieme. Il volto di Maria è quello di una donna giovanissima dai lineamenti classici e delicati; sul suo capo inclinato verso il centro del dipinto due angeli, uno alla sua destra, l’altro alla sua sinistra, reggono una elaboratissima e sottile corona dalla quale scendono esili veli dai riflessi dorati. Sul suo grembo siede un erculeo Gesù Bambino con le sole pudenda coperte da un panno bianco; ha lo sguardo rivolto verso il viso della Vergine, tiene nella mano sinistra, insieme alla madre, un melograno, simbolo della regalità in quanto unico frutto fornito di corona e della Passione per via dei suoi grani rosso-sangue che contiene al suo interno; con la mano destra il divino Bambino guida il braccio destro della Madonna verso alcune righe del testo aperto retto da due angeli entrambi abbracciati da un terzo angelo che sta alle loro spalle; ma la Vergine va con il braccio oltre le pagine del libro aperto per intingere la penna nel calamaio che le porge uno dei due angeli che reggono il libro. Nello spazio tra Maria e il gruppo dei tre angeli alla sua destra si apre prospetticamente sullo sfondo un luminoso paesaggio fluviale sotto un bel cielo azzurro incorniciato da una finestra in pietra serena. Sul capo della Vergine una fonte luminosa sparge i suoi raggi divini su tutte le figure presenti all’interno di quello spazio curvo che le deforma leggermente, come si vede dalle dimensioni sproporzionate della Madonna e del bambino e del braccio dell’angelo di destra che regge la corona e ha il corpo letteralmente schiacciato contro la robusta cornice tonda decorata con motivi vegetali. Secondo una narrazione tramandatasi negli ambienti colti fiorentini, questa Madonna del Magnificat rappresenterebbe anche una glorificazione della famiglia de’ Medici, della quale il pittore era grande amico e ammiratore, considerata probabile committente dell’opera: la Madonna sarebbe Lucrezia Tornabuoni, moglie di Piero de’ Medici, il Gottoso; l’angelo con il calamaio sarebbe Lorenzo il Magnifico, l’angelo accanto a lui sarebbe il fratello Giuliano, assassinato il 20 aprile del 1478 in Santa Maria del Fiore, l’angelo che li abbraccia dovrebbe essere Maria di Piero de’ Medici, i due angeli che sorreggono la corona, sarebbero rispettivamente Bianca e Nannina de’ Medici e, per completare il quadro, il Bambino rappresenterebbe Lucrezia, figlia di Lorenzo il Magnifico. Sia come sia, questa tavola del Botticelli rappresenta un vertice dell’arte rinascimentale prima della rigogliosa, straordinaria e irripetibile stagione del Rinascimento maturo cinquecentesco, i cui protagonisti assoluti si chiamano Leonardo, Michelangelo e Raffaello. Non per niente questa Madonna triste botticelliana sarà particolarmente amata dai pittori preraffaelliti inglesi.

    FULVIO SGUERSO

 

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