Settimanale Anno XVI
Numero 702 del 29 marzo 2020
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Coronavirus e Germania sovranista Stampa E-mail
Scritto da MARCO GIACINTO PELLIFRONI   
CORONAVIRUS E GERMANIA SOVRANISTA

La Germania rovescia il tavolo di Bruxelles e Francoforte

Chi avrà avuto la pazienza di leggere il mio ultimo articolo “Valuta di guerra” [VEDI]  non potrà  negare la sua assonanza col comportamento della Germania, che ha deciso di buttare alle ortiche l’attuale sistema monetario e battere la strada del sovranismo monetario. 

Già la dicono lunga le cifre degli interventi scattati per far fronte al coronavirus: € 550 miliardi tedeschi contro i timidi € 25 miliardi dei nostri pusillanimi governanti, sempre timorosi di dispiacere i loro padroni di Francoforte e Bruxelles.

 


La bandiera tedesca stava perdendo rapidamente smalto. No problem: si seguono in casa  le orme di Mario Draghi alla BCE, con denaro fai-da-te, whatever it takes

 

Le due cifre non sono soltanto abissalmente lontane, sono indicative di due atteggiamenti agli antipodi: la Germania s’è resa conto che l’attuale sistema sin qui imposto agli altri partner europei li ha talmente impoveriti che sono diventati incapaci di assorbire i suoi prodotti di esportazione, mentre i suoi stessi lavoratori, entrati in competizione con quelli cinesi, hanno visto diminuire drasticamente la loro capacità di spesa. Di qui la decisione drastica di dare un calcio alla BCE, autorizzando una sua banca pubblica a diventare prestatore di ultima istanza, senza debito né interessi verso nessuno. In sostanza, quella banca avrà la facoltà di replicare su scala nazionale il bazooka di Mario Draghi e stampare moneta “quanto basta” per risollevare le sorti della nazione, drammaticamente in bilico dopo le spericolate sarabande finanziarie delle sue banche private, Deutsche Bank in testa.

L’Italia, di fronte ad una situazione ancora peggiore quanto a malessere dei suoi cittadini e contabilità dello Stato, letta secondo i parametri di Maastricht, sotto l’incalzare del virus che ha portato prepotentemente alla luce la penosa situazione della sanità pubblica, si è decisa a varare un decreto che sembra portare la firma dell’avaro di Moliere. E con una vistosa differenza qualitativa rispetto alla Germania: i € 25 miliardi sono a debito, e quindi dovranno essere ripagati, con gli interessi, tassando ancor più chi produce, mentre i € 550 miliardi tedeschi saranno emessi dal nulla a costo zero dalla sua banca pubblica.Esattamente ciò che suggerivo io una settimana fa, senza sentire nessuna eco, non dico autorevole, ma per lo meno mediatica. [È un vero peccato che Trucioli non consenta commenti visibili a tutti]. Nel Regno Unito lo Stato pompa 330 miliardi di sterline: una moneta mai assoggettata alle regole UE. Anche noi abbiamo una banca pubblica: la Cassa Depositi e Prestiti, che però non s’è sinora accorta di esserlo.

Il coronavirus è stato solo l’innesco della miccia che covava da tempo e di cui solo l’Italia si ostinava a dichiarare l’inesistenza, disciplinata esecutrice degli ordini esteri. Ora che la sua situazione s’è estesa a tutta Europa, anche la BCE è corsa ai ripari, ma col solito sistema di soldi in prestito: € 750 miliardi per tutta Europa, che andranno poi ricuperati con le tasse. 

 


La sede della Federal Reserve americana. Il suo modello di moneta privata a debito del pubblico s’è diffuso in tutto il mondo come un virus. E la BCE è un suo clone in peggio

 

Perché abbiamo sinora pagate le tasse

Tutti, estendendo allo Stato la logica dell’economia domestica ed aziendale, abbiamo sin qui pensato che le tasse servano per pagare le opere pubbliche e l’apparato statale.

Al contrario, le tasse dovrebbero servire solo per drenare dal circuito monetario un’eccessiva effervescenza di spesa, con tendenze inflative. Per pagare le sue spese, a beneficio dei suoi cittadini, uno Stato normale non va a chiedere soldi in prestito ai mercati speculativi, come ha sin qui fatto, ma emette la moneta necessaria a pagare le suddette spese. Senza dire grazie a nessuno, e tanto meno sottostare alle condizioni decise dai prestatori. Le tasse sarebbero così l’eccezione, non la regola.

L’abnorme situazione attuale è invece il risultato di un estenuante braccio di ferro tra gli usurai, rinominati banchieri, e gli Stati. Una prova di forza vinta dai banchieri. 

Teniamo a mente una data: 23 dicembre 1913. Nasce alla chetichella, in un Congresso USA semideserto per le festività natalizie, la Federal Reserve americana. Una data spartiacque tra una vita esentasse ed una  improntata alla coatta raccolta di soldi, richiesti ai cittadini per darli ai banchieri. Se in passato il sistema aveva una sua pur labile valenza in quanto i banchieri possedevano vera ricchezza, che mettevano a rischio, oggi, col denaro virtuale senza garanzia alcuna, è di fatto una truffa colossale, che diamo per scontata, perché siamo stati educati ad equiparare i prestiti fasulli dei banchieri a quelli, reali, tra persone fisiche che, prestando, prelevano dai propri fondi concreti. 

 


L’economista inascoltato Nino Galloni: "L’intero sistema dei pagamenti si sta paralizzando a velocità crescente. oggi non è possibile alcuna quietanza. Tutto rallenta e inesorabilmente tende a fermarsi. Le rate sospese di mutui, prestiti, ecc. rischiano di mettere in crisi il sistema bancario. In questo scenario da crisi sistemica lo spettro del bail-in svela la sua criminale, premeditata, pericolosità"

 

Imporre le regole con la paura

Coloro che ci governano hanno tutti paura dei loro capibastone. Del resto vanno anche capiti: la paura è uno strumento efficace; la usano gli Stati polizieschi e le organizzazioni criminali; ma la paura non è solo quella di una punizione fisica per chi sgarra; può essere, più banalmente, la paura di perdere il posto, privilegi, posizioni di (circoscritto) potere. 

La storia insegna che la punizione per chi non si allinea allo status quo, per quanto infame sia, è proporzionale al grado di disturbo che il disallineato è in grado di provocare: più conti, più sei pericoloso. Se il disallineato è un leader politico e lo sgarro va a toccare il sistema monetario, la miscela è massimamente esplosiva e, nel codice non scritto della cupola, può costare la vita (vedi Lincoln, JF Kennedy, Aldo Moro). In quell’ambito non è permesso a nessuno, se non ai pupari, cambiare le regole del gioco. Di sicuro, ad un Conte qualsiasi non è concesso neppure scalfire quelle regole. La Merkel invece, non per motu proprio, ma dopo opportuni conciliaboli dietro le quinte, può. E non ci sono Trattati, di Maastricht, di Lisbona o di altrove, a impedirne l’attuazione. La nazione dominante segue i Trattati fintanto che le giovano; libera di stracciarli quando il giovamento cessa. 

 


Quando il rimedio è peggiore del male. Il grido di allarme della virologa Valentina Colasanti in questa intervista [VEDI]: misure sproporzionate rispetto al rischio coronavirus, distruggendo l’economia di un’intera nazione

 

Qualcuno azzarda che il Covid-19 sia la campana a morto di UE e BCE. 

Ma, se leggiamo le previsioni, purtroppo finora avveratesi, di Marco Della Luna, la marcia verso il Nuovo Ordine Mondiale procederà ancor più spedita, poiché ciò che seguirà sarà improntato a sistemi coercitivi di massa, di cui il nuovo virus ha dimostrato la fattibilità. Siamo stati tutti messi, a titolo precauzionale, in condizioni di non nuocere, ai domiciliari, per la sola colpa di esistere: niente assembramenti, niente proteste di piazza, niente conferenze: tutti atomizzati in casa. Occasione troppo ghiotta per non farla durare il più a lungo possibile e abituarci a considerarla la norma.

 


 La gravissima situazione in cui ci troviamo è illustrata alla perfezione da un altro avvocato, Marco Mori, di Vox Italia, sul canale Byoblu, che rischia di chiudere nel clima censorio ed intimidatorio che si è creato, con richieste perentorie dell'Agcom di censurare, sanzionare, tracciare tutti i cittadini. Guardate l'editto di Agcom nel video e inorridite! [VEDIQuesti miei articoli, in piena autonomia e libertà, potrebbero essere i miei ultimi

 

Vedo sinistri paralleli postbellici aprile-maggio 1945 e 2020: ci sarà da ricostruire un'economia gravemente ferita, allora dal fuoco alleato, oggi dal fuoco "amico" dei decreti ministeriali.

La domanda cruciale nelle segrete stanze è: come sfoltire un pianeta sempre più inospitale? Il coronavirus ha fornito l’occasione, casuale o indotta, di un test su scala globale, per verificare se il giocattolo sia circoscrivibile o possa scappare di mano. Lo stesso dilemma di un conflitto nucleare.

 

Marco Giacinto Pellifroni  22 marzo 2020

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