Settimanale Anno XVI
Numero 703 del 5 aprile 2020
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Doveri e diritti o diritti e pesciolini? Stampa E-mail
Scritto da SILVIO ROSSI   
“DOVERI e DIRITTI” o diritti e pesciolini ?

 Quando un popolo divorato dalla sete della libertà si trova ad avere dei coppieri che gliene versano quanta ne vuole sino ad ubriacarlo, accade allora che, se i governanti resistono alle richieste dei sempre più esigenti sudditi, sono dichiarati tiranni. E avviene che chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori è definito uomo senza carattere, servo, che il padre impaurito finisce per trattare il figlio come suo pari, e non è più rispettato, che il maestro non osa rimproverare gli scolari e costoro si fanno beffe di lui, che i giovani pretendono gli stessi diritti, la stessa considerazione dei vecchi, e questi, per non sembrare troppo severi, danno ragione ai giovani. In mezzo a tanta licenza nasce e si sviluppa una sola pianta: La tirannia

 Platone – Repubblica  Libro VIII-  400 A.C.

 

 Per la mia attività professionale ho avuto la fortuna di viaggiare sovente in vari Paesi del mondo, ma in particolare e in diversi periodi della mia vita ho soggiornato negli Stati Uniti.

Tutt’ora soggiorno in Florida circa tre mesi l’anno e quindi nel corso del tempo ho potuto comprendere la stella polare di quella che viene considerata la più grande democrazia, meta preferita di quasi tutti i giovani del mondo in cerca di lavoro e soluzione anelata di vita futura; mio figlio stesso, che è un fisico, lavora in un Laboratorio di ricerca a New York.

Il segreto è molto semplice e lo si riscontra nel momento in cui si varca il confine americano e si ha la consapevolezza di entrare in uno Stato serio e organizzato, che elenca chiaramente quali sono i tuoi doveri, se vuoi soggiornare in quel Paese.

Gli Stati Uniti sono un Paese di emigrati, come lo sono tutti i Paesi del continente americano, ma se Paesi come il Venezuela e il Messico e Paesi come il Canada o gli Stati Uniti sono completamente differenti, ci sarà pure una ragione e questa sta nel fatto che in una Società ben organizzata, dove tutto funziona, si genera ricchezza e benessere più facilmente, quindi tale ricchezza può essere redistribuita; al contrario, una società male organizzata, anziché creare ricchezza genera più verosimilmente caos e povertà.

L’economia liberale, adottata con poche eccezioni in tutti i Paesi del Mondo, deve avere le regole necessarie allo sviluppo del Paese, le quali non devono essere in contrasto con l’interesse generale, e nello stesso tempo non devono ostacolare la generazione di ricchezza, dalla quale tutto il Paese alla fine trae le risorse per il suo funzionamento.

Ritornando agli Stati Uniti, patria di quel Capitalismo che ha creato ricchezza e benessere più che altrove, vi è da dire che per poterlo realizzare i cittadini statunitensi si sono avvalsi di leggi precise, che hanno garantito innanzi tutto due principi base e cioè la Libertà di Impresa e la Certezza del Diritto.

I due principi oltretutto sono complementari, poiché un Paese senza regole è anche un Paese senza libertà, perché sarebbe in balia della Legge del più forte e la certezza del diritto, che deve fare pari con la “certezza della pena”, è la massima garanzia per ricordare il dovere di tutti di non ledere i diritti di altri cittadini.

Queste due certezze hanno contribuito non poco a rendere gli Stati Uniti un Paese vincente, perché il colpevole del reato, una volta giudicato, paga in un modo equo ma paga ed è monito per tutti a vivere nel rispetto delle regole.

La certezza del diritto e la certezza della pena aiutano lo sviluppo di una società moderna, dando maggiore sicurezza ai cittadini e, mentre stimolano le persone oneste a intraprendere in economia, sono di monito alle persone disoneste a non intraprendere nel malaffare.

Facciamo un esempio su tutti.


Bernard Madoff

Negli USA Bernard Madoff, il banchiere che ha truffato migliaia di risparmiatori, è stato condannato con un processo veloce ed esemplare e sta trascorrendo i suoi anni nelle patrie galere americane; in Italia, malgrado tutte le truffe perpetrate e reiterate dai vari banchieri, non ve ne è uno in galera, anzi si godono le loro ville e le loro tenute, mentre i risparmiatori piangono e addirittura vi è chi si è tolto la vita a causa loro.

La certezza del diritto presuppone anche uno svolgimento dei processi in tempi accettabili o meglio in tempi normali, come avviene in tutte le parti del mondo, dove i processi durano in media sei anni in meno rispetto al nostro Paese, sia per motivi di organizzazione ma anche per la semplicità delle leggi.

In Italia accade spesso che le leggi siano formulate con il supporto delle categorie professionali coinvolte nella loro successiva applicazione e, stranamente, sembrano poi strutturate appositamente per essere interpretate in svariati modi dai vari avvocati azzeccagarbugli, oppure dai i burocrati delle varie amministrazioni dello Stato, se non addirittura da alcuni magistrati in modo da favorire Tizio anziché Caio, o per colpire il politico di colore diverso dal proprio, oppure ancora per essere applicate da certi burocrati per favorire gli amici degli amici.


Gianni Zunin (Presidente della Banca popopare di Vicenza) e Giuseppe Mussari (Presidente del Monte dei Paschi di Siena) coinvolti nel crack delle loro banche ora si godono la vita

 

In Italia capita addirittura che avvocati pagati dal contribuente italiano offrano gratuitamente i loro servizi ai clandestini in arrivo - i quali già di per se stessi hanno forse commesso un reato da perseguire - per spiegare loro tutti diritti che ad essi spettano, e che spesso sono il frutto di cavilli giuridici che avvantaggiano i clandestini a svantaggio dell’interesse generale  e non solo, sovente insegnano loro anche come sfruttare a proprio favore ogni piccola intemperanza delle Forze dell’Ordine nei loro confronti, quando, come purtroppo spesso accade, i clandestini commettano reati contro il patrimonio dello Stato o contro i cittadini italiani, arrivando persino ad aggredire fisicamente pure tali forze dell’ordine.

Noi viviamo in un Paese dove un Ministro dell’Interno deve rispondere a un Giudice perché ha difeso i Confini dello Stato, mentre decine di migliaia di clandestini varcano i nostri confini senza documenti, mentendo sovente sulle loro generalità e sulla loro provenienza e, a causa del credo politico di una certa parte dell’Amministrazione, anche di quella Giudiziaria, questa illegalità viene accettata come cosa normale, in nome dell'umanità o della cristiana bontà e tolleranza. Ed ecco quindi che il cerchio si chiude: grazie ai cosiddetti migranti, è possibile alimentare interessi economici parassitari e raccogliere i voti politici che tali interessi rappresentano.


Come diceva Giorgio Gaber nella sua canzone, il potere dei “più buoni” la fa da padrone, e qui i “più buoni” sono gli indulgenti, che considerano caritatevole e tollerano che sui nostri treni e autobus i clandestini viaggino a sbafo, terrorizzino i passeggeri e i controllori, spesso malmenandoli, e che nulla possano o debbano fare le forze dell’ordine nei loro confronti, perché i clandestini non hanno nulla da perdere e poi le galere sono superaffollate.

Siccome le galere sono super affollate, il viaggio a sbafo o l'occupazione abusiva di immobili altrui “non sono reati gravi” e da taluni politici vengono accettati come fatti normali; il messaggio che così viene veicolato è che qui si può fare di tutto, intanto si è impuniti, insomma non doveri come negli USA, ma il diritto di fare ciò che si vuole.


Oggi sono il biglietto evaso e l’occupazione abusiva; domani forse saranno lo stupro, lo spaccio o la creazione di gang che spadroneggiano nelle periferie, dove già oggi tanta povera gente deve subire ogni tipo di vessazione. Intanto lo Stato non ha la forza o la possibilità di intervenire.

Chi lavora e compie il proprio dovere in silenzio al contrario è vessato da una burocrazia asfissiante e vessatoria, che oltretutto spesso persegue imprese e cittadini con l'applicazione di leggi fatte appositamente per essere interpretate da chi ha il potere di disturbare chi crea ricchezza e paga per tutti, mentre dalla parte dello Stato nessuno è responsabile del proprio operato.

Oggi quegli eroi che fanno impresa, anziché dedicare la maggior parte di tempo a produrre e creare ricchezza, che ai giorni nostri è sempre più difficile, devono ottemperare alla miriade di incombenze che mirano innanzi tutto a far pagare sempre più tributi senza avere in cambio dei servizi accettabili, soprattutto in termini di giustizia e sicurezza.


Le risposte della pubblica Amministrazione, che hanno tempi biblici, e una Giustizia con tempi quattro volte superiori alla media Europea, perché oberata da ricorsi e controricorsi dovuti a una legislazione che cambia di anno in anno, fanno sì che il nostro Paese sia quello meno attraente per chi vuole investire; da qui il declino inesorabile dell’economia e la conseguente perdita di PIL.

Ogni Governo di Sinistra si sforza sempre più per concedere diritti e risorse a una sempre più ampia platea di disperati, e per soddisfare le conseguenti esigenze di cassa, usa ogni strumento tributario atto a recuperare sempre più risorse dalle imprese e dai lavoratori, aggravando ulteriormente la loro già difficile situazione.

Le imprese emigrano o chiudono e conseguentemente con sempre meno economia il Paese è costretto ad indebitarsi sempre di più per le spese improduttive e parassitarie, a cui il buonismo contribuisce ad aumentare in nome della “umanità”.

Certo l'umanità è un sentimento meraviglioso, a patto che la paghino gli altri, i quali altri però cominciano ad averne le tasche piene, chiudono bottega ed emigrano verso quei Paesi dove il dovere prevale sui diritti, e alla fine genera diritti concreti........e agli italiani non rimarranno che i pesciolini.

 

SILVIO ROSSI  Consigliere LEGA NORD 

 

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