TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XV
Numero 665 del 26 maggio  2019
Tel. 346 8046218
La necessaria evoluzione scolastica e culturale 5 Stampa E-mail
Scritto da ALDO PASTORE   
Aldo Pastore
L’avvenire che ci attende   14ª parte  

La necessaria evoluzione scolastica e culturale

(Quinto capitolo)

 Gli ultimi report del Ministero della Giustizia Italiana hanno messo in evidenza uno specifico trend in crescita (da un complessivo decennio): si tratta del settore dei ragazzi affidati all’ufficio distretto sociale per i minorenni (circuito, in cui si entra, dopo aver subito almeno una denuncia)

Siamo passati, infatti, dai seguenti dati:

14.744 individui nel 2007

a

20.466 individui nel 2017

a

21. 268 individui nel 2018

 

Sono aumentati, inoltre, i minorenni ospiti delle comunità di recuperosiamo passati infatti dai 1.688 dell’anno 2015 ai 1.934 dell’anno 2018.

 

È salito, infine, il numero dei detenuti racchiusi nei 17 penitenziari per giovanissimi (distribuiti dal nord al sud dell’Italia): siamo passati dal 1057 ingressi relativi all’anno 2017 ai1.112 detenuti dell’anno 2018.

 

Inoltre, sono cresciuti gli omicidi commessi da under 18 (dal 3% dell’anno 2015 al 3,64%, certificato dal Viminale nell’anno 2017: ultima annualità disponibile)

 

Ma, per comprendere interamente l’andamento demografico di quanto, sinora esposto mi permetto di sottoporre, all’attenzione dei nostri amici lettori, le seguenti tre tabelle (pubblicate dal quotidiano nazionale LA STAMPA in data 11 marzo 2019); da esse, infatti, si potrà osservare quanto incide, sulla presunta o certa criminalità minorile, la componente italiana e quella straniera (e, cioè, esercitata da giovani migranti).

 

  

 

 In sintesi le tabelle sopraccitate evidenziano che la criminalità minorile viene esercitata, in Italia, da:

 

Singoli individui di nazionalità italiana ma soprattutto straniera

 

Gruppi organizzati (le cosiddette BABY GANG) composti, prevalentemente, da figli di immigrati in Italia (riflesso della mancata integrazione)

 

da figli di italiani che vivono già il crimine come una professione 

 

da figli di italiani, indirizzati al crimine dalla povertà assoluta e dalla solitudine esistenziale.

 

I principali reati commessi dai minorenni sopraccitati nell’anno 2018 in Italia sono stati i seguenti: 

 

 Furto                                                          9958

 Commercio ed utilizzo di stupefacenti      4630

 Lesioni volontarie                                      4568

 Rapine                                                      4132

 Violenza e resistenza a pubblico ufficiale 2168

 Ricettazione                                              2105

 Danneggiamenti                                       2063

 Minacce                                                    1687

 Detenzione illegale armi                           1523

 Estorsione                                                  900 

 

Di fronte a tutti noi, sorge, a questo punto, un drammatico interrogativo: 

come affrontare e tentare di risolvere questo problema?

 


 

A mio modo di vedere, le strade percorribili per vincere la drammatica situazione, che abbiamo di fronte sono soltanto due:

 

1) Il potenziamento funzionale degli attuali servizi sociali per minorenni e delle attuali comunità per minori e giovani adulti (sopra citate):

Questi servizi non dovranno più essere concepiti e strutturati come luoghi di punizione e di segregazione, ma dovranno essere concepiti come centri rivolti ad insegnare e dare impulso alla loro completa integrazione nell’attuale nostra società.

In altri termini questi servizi dovranno servire a rafforzare i legami di questi minori con l’intera nostra collettività.

Cerchiamo di essere coerenti con gli ideali che Stefano Rodotà ci ha trasmesso:

“Perché inchiodarli in una identità che non è la loro?

Oggi sono cittadini di questo paese e va riconosciuto”

 

2) Il contrasto severo contro la politica dell’attuale Governo che sta conducendo, come documentato dai titoli dei quotidiani nazionali, alla seguente situazione:

 

Scuole sempre più vuote 

Settantamila studenti in meno il prossimo anno

 

In tal senso, cerchiamo di essere coerenti con il pensiero di Andrea Gavosto (direttore della fondazione Agnelli):

 

“Sulle politiche migratorie si sta andando nella direzione opposta, privilegiando scelte muscolari di chiusura, senza comprendere che i giovani immigrati possono essere una risorsa fondamentale per lo sviluppo del paese.”

 

    Aldo Pastore    14 Aprile 2019

 

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