GLI AFORISMI DI MAURO COSMAI
TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XV
Numero 659 del 14 aprile  2019
Tel. 346 8046218
Amministratori e politici savonesi (terza parte) Stampa E-mail
Scritto da R.T.   

 

 

 

CAPPA PAOLO (Savona, 1801-1874) 

Animo patriota, generoso, Vice Sindaco della sua città, maturò coll'Assereto, col Corsi, col Zunini, col Gozo, col Martinengo, col Noberasco il nuovo divenire di Savona alla vita delle industrie e dei commerci. Ne (segue) le belle tradizioni il nipote On. Paolo. (da F. Noberasco, «Le strade savonesi ... », 1921, pag. 111). Fu tra gli uomini eminenti che crearono la Savona nuova aperta alle industrie ed ai fiorenti commerci. Coprì numerose cariche, compresa quella di Vice Sindaco. Nacque nel 1801 e morì nel 1874. Era avo paterno dell'on, Paolo Cappa, (attuale) deputato di parte popolare, (da E. Baldino, «Savona e circondario», 1922). 

 

 

CAPPA PAOLO (Genova 1888- 1956)

Uomo politico, giornalista. Nacque a Genova il 19-2-1888 ma trascorse l'infanzia e la fanciullezza a Savona. Qui ebbe la prima formazione religiosa e culturale che risentì dei contrasti interni del movimento cattolico di allora con la scuola statale. Studente, si iscrisse al Circolo Popolare «Pensiero e Azione» ispirato alle idee democratiche cristiane in netto contrasto col «Circolo Pio VII» di tradizione clerico-conservatrice. 

Passò a Genova per gli studi universitari fondandovi il Circolo Universitario Cattolico. Laureatosi in giurisprudenza all'età di 20 anni, si dedicò al giornalismo, come redattore capo de «Il Cittadino». 

Forse, per la sua lealtà alle istituzioni dello Stato Italiano ed anche per l'amicizia col genovese Mons. Giacomo Della Chiesa - divenuto nel frattempo Benedetto XV - fu chiamato nel 1915 a dirigere il quotidiano bolognese «L'Avvenire d'Italia», filogovernativo. Allineò il giornale alla posizione sturziana del Partito Popolare di cui il Cappa fu uno dei fondatori. Si presentò in seguito candidato popolare in due circoscrizioni (Marche e Liguria) riuscendo eletto in entrambe. Optò per la Liguria. Si battè alla Camera contro la legge «Acerbo, 1923». 

Successivamente intraprese a Genova l'attività forense, che svolse per tutto il periodo fascista senza venir meno alle sue idee democratiche. Morì a Genova il 26-6-1956. 

Scrisse tra l'altro: «Ai cattolici della Liguria», tip. Ricci, Savona, 1924; «La riforma elettorale e le libertà politiche», tip. Camera Deputati, Roma 1923. (riduz. da «Dizionario biografico degli Italiani», vol. 18, Istituto della Enciclopedia italiana, Treccani, Roma).

 

 

COLLA FEDERICO GIUSEPPE (Genova 1790 – 1879)

Federico Giuseppe Colla, nato a Genova nel 1790, e mortovi nel 1879, da famiglia oriunda di Celle Ligure, fu autorevole statista, patrocinò e risolse spesse volte vari problemi riguardanti Savona. Nel 1848 fu nominato senatore e regio commissarie per Parma, Guastalla e Piacenza, che avevano deliberato l'unione al Piemonte.

 Combatté negli eserciti napoleonici. Tra il 1815 e il 1830 ebbe alti incarichi al ministero di guerra e marina e nell'azienda di artiglieria. Nel 1838 fu eletto consigliere di stato; nel 1848 fu nominato senatore. Tornato a Torino, fu ministro senza portafoglio nel gabinetto Alfieri. Nel 1859 ebbe la presidenza della Corte dei Conti e nel 1862 fu nominato ministro di Stato. Vittorio Emanuele II usava chiamarlo confidenzialmente «Papà Colla>>. 

Amministratori e deputati savonesi ricorsero spesso, durante un cinquantennio alla sua alta influenza presso i vari gabinetti; ministeriali per la risoluzione di pratiche interessanti Savona. Morto nella notte del 17 aprile 1879 in Genova, è ora sepolto nel cimitero di Celle Ligure. 

A Celle, dove aveva il palazzo di famiglia, trascorse molta parte della vita. (R. Aiolfi).

 


Luigi Corsi

 

CORSI LUIGI (1815-1897)

L'illustre marchese Luigi Corsi (1815-1897), ornato di profondi studi classici e legali, visitata a lungo l'Italia, la Francia, la Germania e l'Inghilterra, dedicavasi alla città sua, di cui era sindaco dal 1861 al 1875, avviandola ad una vita nuova d'industrie e commerci, istituendo, con Paolo Boselli, la «Scuola d'Arte e Mestieri» e l'Istituto Tecnico Nautico. Fu prode ufficiale nel 1848-9 a Goito, Somma Campagna, S. Lucia, Volta, Custoza ed ebbe il caro onore d'essere additato agli italiani nella tornata parlamentare del 17 settembre 1849. Fu Deputato per Cairo Montenotte nel 1849, 1853, 1857 e Senatore dal 1876. (da F. Noberasco, «Le strade savonesi», pag.117). 

Corsi Luigi, classe 1815, da Savona, Comandante Volontari, medaglia d'argento. «Cavaliere nobile, coraggioso soldato, comandò valorosamente nel 1848 la Compagnia dei volontari genovesi». Prima Guerra d'Indipendenza, 1848-1849. (da Ist. Nastro A.). 

Nel 1899 fu collocato a Palazzo Gavotti il busto marmoreo del sen. marchese Luigi Corsi, al quale Savona deve il suo espandimento edilizio ed il risorgimento economico. L'opera è dello scultore Francesco Fasce di Genova. (E. Baldino). 

Bene ha operato il Comune dedicando al suo nome l'antica via Letimbro dove egli possedeva una villa. 

 Il cav. nob. avv. deputato Luigi Corsi fu sindaco in Savona dal 1861 al 1865, poi dal 1866 al 1874, poi quando già era senatore nel 1895, ma fu rinunciatario. Il 13 giugno 1865 il Consiglio Comunale di Savona deliberava e adottava le varianti al piano regolatore 1856 firmato da Carlo Tissoni, ingegnere civico, Frumento Giuseppe architetto, Luigi Corsi sindaco, Paolo Boselli membro anziano, S. Iacini, ministro pei lavori pubblici. Prevedeva, oltre i portici della costruenda via Paleocapa - dalla piazza della stazione ferroviaria fino alla via Fossavaria (Pia) - anche quelli per l'attuale Corso Italia, da piazza Giulio II all'incrocio coll'attuale via C. Battisti poi non attuati. 

Dove attualmente sorgono via Paleocapa, Corso Italia, piazza Mameli, le vie Niella, Montenotte, Guidobono ecc., sorgevano allora fertili orti, vigneti e aranceti: il Comune, presieduto dal benemerito sindaco Luigi Corsi, acquistò con coraggiosa iniziativa dal marchese De Mari quella zona, consistente in circa 6 mila mq., tracciò un piano regolatore e vendette ai privati i terreni.

In pochi anni, grazie all'associazione di capitali alla quale partecipò anche la classe operaia (specialmente calafati e carpentieri) sorsero nuove vie e piazze che trasformarono Savona in una ammirata città moderna. (R. Aiolfi). 

Il marchese Luigi Corsi, nel 1586 Deputato alla Camera Subalpina, con Regio Decreto 5 ottobre 1856 ottenne la tutela governativa della Scuola Pubblica di Nautica che aveva sede in una sala del vecchio municipio. (da E. Baldino, «Savona e Circondario»). 

  

Tratto da  STORIA DI SAVONA di Nello Cerisola (editrice LIGURIA) e SCHEDARIO UOMINI ILLUSTRI IN SAVONA di  E. Baldassarre e Renato Bruno (A campanassa)

 

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