TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XV
Numero 676 del 15 settembre  2019
Tel. 346 8046218
Che succede alla Piscina di Corso Colombo? Stampa E-mail
Scritto da R.T.   

 

Che succede alla Piscina di Corso Colombo?

Un fiore all’occhiello invidiato da molti

La piscina comunale Zanelli è un fiore all’occhiello per Savona, più di 100 mila ingressi l’anno, più naturalmente la parte agonistica.

Ci sono corsi di nuoto, di pallanuoto e nuoto sincronizzato, con una valenza anche sociale, infatti ci sono moltissimi utenti disabili che frequentano i corsi gratuitamente.

Non solo è tra i più importanti impianti della Liguria, è anche tra i migliori a livello nazionale. 

A Savona il nuoto è l’unico sport che ci fa emergere a livello internazionale, la squadra di pallanuoto è in serie A (anche se le imprese di Estiarte e Ferretti sono solo un ricordo), le ragazze del nuoto e del sincro hanno conquistato medaglie al campionato europeo dando lustro alla città.

Eppure il Comune pare trascurare la piscina pubblica di Corso Colombo che molte città ci invidiano.

 


 

D’accordo, le casse comunali sono in deficit, ma sarebbe importante non trascurare un impianto sportivo che ha dato tanto risalto alla nostra città.

Lo spazio in piscina per i cittadini è sempre più ristretto, occupato in gran parte dagli atleti della pallanuoto e dalle nuotatrici della sincro.

La piscina è molto frequentata, ma il problema dello spazio lo ha creato il Comune chiudendo la vasca da 25 mt.

L'impianto è aperto al pubblico praticamente tutto il giorno (questo non succede in nessuna realtà italiana) e quindi c’è la possibilità di frequentarlo in orari meno affollati, ma certamente quando c’era la 25 mt le persone avevano molte più opportunità e si erano abituate a nuotare sui 50 mt.

 

C’è poi il grave problema dell’aria condizionata e degli aspiratori sempre spenti, con l'aria irrespirabile per chi ci lavora e per i nuotatori.

L'impianto dell’aria condizionata è guasto da circa circa 2 anni, per un po’ di tempo si è cercato di tamponare a spese della società, ma il problema è del Comune. 

Il malfunzionamento è stato segnalato più volte, ma il Comune non è mai intervenuto per sistemarlo.

 

Gli introiti ci sono grazie alle varie convenzioni sportive, agli sponsor, agli incassi dei corsi e dal contributo del Comune, ma le spese sono altissime. La società deve pagare la luce, l'acqua, il riscaldamento, gli stipendi degli istruttori, dei bagnini e provvedere a molte altre spese.  

 

Qualche amministratore non si rende conto che gestire un impianto del genere non è come gestire una palestra dove i costi sono altri.

C’è chi si pone una domanda: se invece di un contributo il Comune pagasse le utenze, come succede in altri Comuni, la situazione gestionale dell'impianto ne trarrebbe giovamento?

 

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