TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XV
Numero 665 del 26 maggio  2019
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Addio cabina telefonica Stampa E-mail
Scritto da ANDREA GHIAZZA   
  ADDIO CABINA TELEFONICA 

“Ciao ciao cabina, una telefonata ancora” si potrebbe canticchiare, omaggiando l’intramontabile Domenico Modugno in “Piove”. Non a caso i cartelli adesivi affissi in numerose cabine telefoniche della città parlano chiaro e annunciano la loro imminente dismissione. “Questa cabina sarà rimossa dal giorno 16 giugno 2015” così si legge a caratteri cubitali negli adesivi apposti in decine e decine di impianti telefonici pubblici a Savona. È giunta l'ora dell'addio? Se la risposta non è un “sì” pieno la verità è che “siamo a un passo”. Già perché per salvare le cabine telefoniche non rimane che una possibilità, remota, ma pur sempre una possibilità. Inviare una mail certificata alla direzione dell'Agcom, l'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni spiegando i motivi dell'opposizione. Gli utenti -entro il termine perentorio di trenta giorni che decorre dall’affissione del cartello adesivo sulla postazione da rimuovere- potranno così fare valere le loro buone ragioni sulla rimozione delle singole cabine. Ma quanti opteranno per questa scelta? Ben pochi verrebbe da dire visto che a livello nazionale le mail pervenute si contano sulle dita di una mano. Infatti il numero di opposizioni ha fatto registrare un trend decrescente passando dal 10% di tre anni fa fino agli attuali 5%. Se i nostalgici hanno un'ultima arma per salvare i famosi box rossi della Telecom ciò che appare certo è che, piaccia o no, la riduzione di numero ci sarà. Così è stato deciso a livello centrale a partire dal 2010 ritenendo di salvare solo quelle situate in zone strategiche o in corrispondenza di scuole, caserme e ospedali. Nel 2000 in Italia i telefoni pubblici erano 300mila, nel 2010 130mila, nel 2013 circa 80mila e nel 2015? Staremo a vedere cosa succederà. Intanto la Telecom, l'operatore che le gestisce ancora oggi, fa sapere che “dal 2001 l'uso delle cabine si è ridotto del 90 per cento, sia come numero di conversazioni sia come media di minuti passati alla cornetta”.

 

 

Il nostro Paese -con un telefono pubblico ogni 450 abitanti circa- resta però ancora al primo posto in Europa: adesso l'obiettivo dichiarato è quello di passare da 80mila a meno di cinquantamila unità per poi soppiantarle definitivamente. Non c'è quindi spazio per la nostalgia e gli impianti pubblici saranno sempre più cimeli di un mondo che tradisce il tempo. Simboli di un’epoca che non esiste più solo nel Comune di Savona sulle 350 postazioni totali una stima indicativa afferma che ne verranno rimosse almeno un quinto e questo si preannuncia solo come un primo assaggio. “Sono le cabine meno utilizzate”, fanno sapere dalla Telecom che aggiunge: “quella in atto è una semplice politica di razionalizzazione”. Non a caso la mappatura degli improduttivi, considerati inutili, proseguirà per tutto il 2015 ed è già in cantiere la rimozione di un ulteriore 12 per cento delle cabine ancora esistenti. Occorre però essere obiettivi: alzi la mano chi negli ultimi cinque anni è entrato in una cabina telefonica. E le schede? Ve le ricordate? Ormai sono pezzi da collezione e poco più così come i gettoni di cui le tasche degli italiani erano piene, almeno negli anni '80. Ma al giorno d'oggi chi sono i fruitori di queste postazioni più vintage che utili visti i numerosi smantellamenti previsti?


“Il fenomeno di acquisto delle schede telefoniche in città -spiegano dalla segreteria provinciale della Fit, la Federazione Italiana Tabaccai- è in forte calo. Oramai quasi nessuno chiede più le schede telefoniche che iniziano a scomparire nei tabacchini di tutta la città. La richiesta, seppur esigua e sempre più rara, giunge solamente da cittadini extracomunitari, che utilizzano le cabine per telefonare ai propri cari”.  Finisce un’epoca, è proprio il caso dirlo. L’epoca degli scherzi telefonici fatti da una cabina, l’epoca delle chiamate tra fidanzati da un telefono pubblico o –guardando strettamente all’utilità– quella delle chiamate di emergenza. Non resta, quindi che passare ai saluti: telefoni pubblici addio, è giunta l'ora dell'ultima chiamata per la cabine telefoniche. Gli smartphone non hanno pietà ma il ricordo resta: “c'eravamo tanto telefonati”. Modugno non ce ne voglia.

Andrea Ghiazza da IL LETIMBRO

 

 

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