I matrimoni gay in Italia dal nord al sud

I matrimoni gay in Italia dal nord al sud
Sono due le cose che dovrebbero preoccupare in questo contesto 

I matrimoni gay in Italia dal nord al sud

 Sono due le cose che dovrebbero preoccupare in questo contesto. La prima, che nel 21esimo secolo, in uno stato che dovrebbe essere progredito (almeno sulla carta) non ci si possa sposare tra persone dello stesso sesso. Problema relativamente risolvibile andando a sposarsi in un qualche paese vicino, meno risolvibile è il biglietto da visita che l’Italia mostra al resto del mondo, apparendo come uno stato molto più retrogrado in tema di diritti rispetto ad altri.

La seconda, che su una questione relativa al diritto di due persone di celebrare al meglio il loro amore, ci debba essere così tanto dibattito, proprio come sta avvenendo in questi giorni. Una questione del genere, in uno stato veramente progredito, dovrebbe essere automaticamente risolta, lasciando a tutti il diritto di sposarsi con chi si ama, senza neanche aprire l’ombra di una discussione. Invece non è così, ecco quindi che, mentre a Roma vi è la trascrizione di un matrimonio gay celebrato all’estero, deve presentarsi la condanna da parte della CEI, con argomentazioni alquanto discutibili, e tuttavia condivise da molti personaggi contrari al matrimonio gay. Insieme alla CEI, gli immancabili gruppi politici di estrema destra. Qual’è la tesi maggiormente in voga tra questi personaggi? Che la famiglia tradizionale sia a rischio.

Già, perché secondo il loro “ragionamento” (le virgolette sono d’obbligo), consentire i matrimoni gay vuol dire condannare i matrimoni tradizionali… qualcuno vuole spiegare a costoro che i matrimoni gay non sono visti da nessuno come una forma alternativa di matrimonio, ma come un semplice riconoscimento di un diritto a chi desidera sposare una persona del suo stesso sesso? Che i matrimoni gay sono un’aggiunta, e non una sostituzione, e che consente a tutti di sposarsi? E che non intaccano in alcun modo la famiglia tradizionale, ma semplicemente affiancano ad essa altre tipologie di famiglia? Che rischi ci dovrebbero essere? Nessuno, ecco la verità! Ma gli stessi personaggi che, attraverso argomentazioni piuttosto singolari, cercano di ostacolare i matrimoni gay e, spesso, anche molti altri riconoscimenti di diritti agli omosessuali, non hanno evidentemente compreso che le loro opinioni decisamente poco aperte sono poco calcolate nell’opinione comune. L’omofobia è punita da qualsiasi social-network, moltissime celebrità sostengono i diritti gay, e anche molte aziende internazionali (tra cui Google, con i suoi immancabili doodles e i suoi “gayglers”, ovvero i dipendenti gay) si dimostrano aperte a questa tematica.


 

Quindi i pezzi grossi della scena internazionale hanno delineato la loro posizione riguardo ai diritti gay, e con loro anche parecchie persone che, come facilmente riscontrabile leggendo qualche commento su Facebook, non risultano contrarie. Alla fine quindi chi è che veramente dà peso a chi ostacola il riconoscimento di diritti ai gay? Semplice: chi ha determinati orientamenti politici o visioni religiose piuttosto estremiste e tendenti al bigottismo. Di certo, una minoranza rispetto all’elenco di persone ed entità favorevoli prima riportato. E come sempre succede, le minoranze possono protestare quanto vogliono, ma alla fine sarà la maggioranza a prevalere. Questo cosa significa? Che chi è contrario ai matrimoni gay potrà esprimersi quanto vuole, e magari potrà anche fare sì che qui in Italia non si abbia il progresso tanto atteso (anche se si spera che non sia così, anche in vista di quanto accaduto in questi giorni)… però non potrà mai cambiare il fatto che sarà inviso a moltissimi italiani, e anche in uno scenario internazionale avrà la pubblicità che si merita. D’altronde è lo stesso discorso che si applica a certi politici straricchi che, tuttavia, sono detestati da tre quarti dell’Italia, e quindi è decisamente poco invidiabile la loro posizione. Chi è contro i diritti dei gay potrà sentirsi realizzato solo quando gli darà corda l’80% degli italiani (specialmente tra i giovani)… e fortunatamente non è così! Inoltre sono sempre più le richieste di trascrizione dei matrimoni gay qui in Italia, sia a nord, sia a sud, e lo stesso sindaco di Pompei ha istituito un registro per matrimoni arcobaleno di fronte al Santuario. Gli oppositori del matrimonio gay dovrebbero seriamente preoccuparsi quindi… anche se dovrebbero preoccuparsi ancora di più per la loro condizione mentale di persone incapaci di vivere accettando le scelte personali compiute dagli altri (in questo caso, la scelta di amare una persona indipendentemente dal suo sesso).

Alessio Ganci

 

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