Foto Storiche, l'archivio "parlante":
chi sono i protagonisti?
se li hai riconosciuti
I BIG DELLA SETTIMANA SCORSA?

CHE FINE HA FATTO IL CLUB DI PERSONAGGI
PER LA TUTELA DEL MARCHIO “LA RIVIERA”?
Vi raccontiamo una delle tante storie simpatiche, diciamo cosi, da iscrivere nel ricco album dei desideri, dei buoni propositi, degli annunci giornalistici di cui sono zeppi gli archivi di cronaca della nostra provincia.
La descriviamo come era stata scritta, allora, da uno dei maggiori protagonisti con la sua stessa macchina da scrivere e per sua iniziativa.
Parliamo subito dei personaggi, noti e meno noti, alcuni passati nel frattempo dalla vita terrena a quella “celeste”.
Nella didascalia: <La foto con i soci che hanno siglato la nascita ufficiale della “Associazione Tutela Marchio “La Riviera”. Da sinistra: Ugo Fieschi, Giovanni Dagnino, Giacomo Accame (sindaco di Pietra Ligure), Franco Gallea (Presidente del consiglio di Amministrazione), Giacomo Burastero (notaio), Angelo Marchiano (vice-presidente vicario), Mario Vigo, Franco Laureri, Remo Tissoni e Gianni Nari>. Testo di Gianni Nari, scritto in calce alla foto.
Ed ora la lettera che il sindaco Giacomo Accame (Lega Nord doc, almeno in quel periodo), scrisse alla direzione del Secolo XIX, il 25 marzo 1998 e all’allora capo della redazione di Savona, Mario Muda, oggi vice direttore a Genova, firmandola per conto del presidente Franco Gallea.
Il testo. <Oggetto: Riviera Romagnola di L. Corrado, Secolo XIX del 23 marzo 1998 Cronaca di Savona.
La scritta in oggetto è apparsa in un piccolo trafiletto addirittura con la “R” maiuscola, quale nome “proprio” per giunta. Sopportabili prurito e ignoranza dell’individuo, inaccettabile che il Decimonono (il nostro giornale della Riviera!), favorisce la disprezzabile violenza di coloro che tentano di appropriarsi – senza ragione – del nostro secolare appellativo. Ricordiamo appunto che Riviera non ha mai significato costa, litorale o comunque limite terreno del mare. Ma “corso d’acqua”, fiume, riva scoscesa di fiume.
“RIVEA” e “RIVEASCO” sono le antiche espressioni usate dai Genovesi, perché situati in mezzo alle Alpi e Appennini, come monti e colli scoscesi sul fiume.
Alleghiamo il “MEMENTO” della Castrum Petrae (spedito ai sindaci della Riviera) perché l’interessato possa attingere i riferimenti dovuti (n.b. la magnifica fotografia che chiarisce il significato di Riviera è stata rilevata dal Secolo XIX).
Non solo: abbiamo anche vecchie pergamene del 500-600, che fanno regolarmente riferimento a Riviera e Rivierasco. Così come all’estero la Riviera era solo l’arco ligure.
Ricordiamo alla Vostra Direzione che è stato costituito un Comitato, formato da autorevoli componenti del mondo della cultura, del turismo, delle associazioni professionali della nostra provincia. Persone che alle parole hanno sempre preferito i fatti concreti, il buon esempio, coerenza e onestà.
Conseguentemente si sta preparando un convegno di Comuni ed enti delle due Riviere, sperando di superare l’arido disinteresse che purtroppo grava su tutta la regione nonostante il nostro impegno. E augurandoci che il giornale più “rivierasco” sia presente collaboratore>.
Per le persone che in questi hanno seguito l’evolversi e gli sviluppi dell’iniziativa dell’Associazione “a tutela del marchio La Riviera” ogni commento è superfluo.
Per gli altri lettori, meno informati, diciamo che è stato uno dei tanti “fallimenti perfetti”. Chi legge i giornali italiani e stranieri, guarda i programmi televisivi, soprattutto quelli della “Mittel Europa” (bacino turistico della Riviera savonese), quali Germania, Austria, Svizzera, Belgio, Olanda e su fino a Danimarca, Svezia...si sarà resoconto che l’Associazione Tutela Marchio “La Riviera”, al di là di quell’insulto al cronista, pare abbia fatto poca strada. Si è smarrita? Anzi, ai nostri conoscenti che annoverava (allora) auguriamo “ad multos annos”. Mettiamoci sopra una (pietosa) pietra. Auguri di vecchia in serenità e salute?
NOTICINA – Visto che parliamo di un’iniziativa nata a Pietra Ligure, visto che si parla e si discute tanto del futuro e della sorte del Santa Corona, riportiamo un assai significativo stralcio di articolo (per la serie da non dimenticare..la politica degli annunci sistematicamente mai verificati anche da chi fa cronaca e ogni tanto dovrebbe ricordarlo per non fare la figura da scemo) pubblicato il 22 ottobre 2002 sul Secolo XIX, a firma di Alessandra Costante, all’epoca corrispondente da Pietra Ligure.
Il Testo: <L’impegno ufficiale e pubblico è stato preso. L’amministrazione comunale di Pietra Ligure ricoprirà un ruolo fondamentale nella progettazione del nuovo ospedale Santa Corona e nel riutilizzo a fini turistici e residenziali delle aree attualmente occupate dalla cittadella ospedaliera.
Le riserve sono state sciolte ieri mattina durante un vertice a palazzo Golli tra il manager dell’ospedale, Ildefonso Cagliani e gli amministratori comunali, il sindaco Giacomo Accame e gli assessori Giampaolo Schiaffino (urbanistica) e Salvatore Catarella (sanità).
Già questa mattina il documento per la promulgazione del bando di gara per il concorso pubblico di idee per l’utilizzo delle aree del Santa Corona sarà portato all’esame della giunta. Quindi in discussione del prossimo consiglio comunale.
E’ un bando di gara rivolto ad architetti e progettisti perché lancino idee su cosa fare delle aree del Santa Corona, un progetto globale che prevede la costruzione del nuovo monoblocco e il riutilizzo delle zone lasciate libere – ha spiegato al Secolo XIX il manager Ildefonso Cagliani.
L’intervento di recupero urbanistico interesserà i circa 170 mila metri quadrati del Santa Corona. In linea di massima, si apprende negli ambienti ospedalieri, l’azienda Santa Corona per la costruzione dell’ospedale vorrebbe mantenere circa un terzo delle aree ed alienare le altre per finanziare la costruzione di un piccolo (circa 350 posti letto), ma modernissimo monoblocco destinato alle alte specialità>.
Se incontrate per strada Accame, Schiaffino, Catarella, Ildefonso Cagliani, fatevi raccontare il seguito. Ovvero, come è andata a finire.
Anzi, se c’è qualcuno che ha materiale utile (non chiacchiere, né pettegolezzi) documentale, trova porte spalancate nel blog di “Trucioli Savonesi”. E questo perché sulla storia (e retroscena, anche piccanti) dello storico ospedale savonese stiamo completando quella che descriveremo, a capitoli, “Santa Corona, anno per anno, nomi & cognomi, appalti & affari, fornitori & cooperative, nomine & privilegi, promossi & puniti, sindacato & dintorni, risarcimenti & danni, amori & separazioni in reparto, annunci, proposte, progetti, bufale. E domani...?>.
Tutto materiale proveniente da inchieste giudiziarie, cause civili e penali, citazioni in giudizio, delibere dell’ente, protocolli “riservati”, articoli non smentiti di giornali e riviste, alcune preziose testimonianze e soprattutto l’archivio “segreto” di un ex dirigente (ebbe anche ruoli delicati quando era al servizio di istituzioni democratiche dello Stato) a suo tempo al centro di un’inattesa perquisizione.
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