Cinema: Terminator

Terminator di James Cameron, con Arnold Schwarzenegger, Michel Biehn, Usa 1984, Fantascienza, durata 108 minuti

 Attenzione commento con spoiler

In una Los Angeles postmoderna un cyborg giustiziere arriva dal XXI secolo per uccidere una giovane donna, Sarah Connor.
Dall’elenco telefonico il cyborg trova tre Sarah Connor, uccide facilmente le prime due, che nulla c’entravano con la sua missione, e poi si concentra con grande attenzione sulla terza, che sa essere la donna giusta da eliminare.
Ma con sua grande sorpresa scoprirà che dal futuro è arrivato anche un essere umano, mandato dai prigionieri impegnati nella nuova lotta contro le macchine, un uomo molto dotato fisicamente e mentalmente, il cui compito è di proteggere Sarah Connor. Lo scontro tra i due sarà durissimo e ricco di colpi di scena…
Premessa storica. Nel XXI secolo le macchine cyborg si erano ribellate all’uomo, uscendo vittoriose dopo scontri molto violenti che avevano reso necessario anche l’uso di armi nucleari.
Gli umani superstiti relegati in zone-territoriali di prigionia, non si erano però rassegnati alla sconfitta e avevano organizzato una intelligente rivolta; il loro leader era John Connor.
Le macchine, preoccupate della nuova guerra innescata dai rivoltosi mandano un cyborg terminator nel passato per uccidere la madre di John Connor (cosa che avrebbe fatto scomparire, nel loro secolo, il corpo del leader umano della rivolta consentendo vantaggi importanti in guerra).
Film figurativamente eccezionale, Terminator, nel 1984 rappresentava una novità assoluta nella settima arte, per effetti speciali, ritmo, fotografie di grande impatto visivo,  che rappresentavano una violenza di morte cinica senza limiti ma non crudele perché inserita in contesti di guerra con finalità precise legate alla sopravvivenza…
Oggi il film è datato, nell’era dei video giochi non stupisce più, ma rimane storicamente un film molto importante perché riflette simbolicamente e metaforicamente il pensiero, il costume, le vicissitudini esistenziali di un epoca, quella degli anni ’80, in forte cambiamento, che si avviava verso  le paure, i sogni, i misteri di una globalizzazione che tendeva a togliere l’Occidente dal piedistallo di protagonista dell’industria e del mercato nel mondo…
Notevole regia di James Cameron che nulla lascia al caso per informarci con immagini di grande potenza invasiva la capacità del cinema nel formare sempre nuovi mondi paralleli alla realtà, immaginifici, in grado di competere con il reale per diverse ore rilasciando sia piaceri estetici visivi superlativi che punti di riflessione filosofica…come mai con questo film era successo prima…

 Biagio Giordano
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