Cinema: Rambo (quarto capitolo della saga)

Ancora su  John Rambo (Rambo) è un film del 2008 diretto e interpretato da Sylvester Stallone. Stati Uniti e Germania produzione, 92 minuti la durata, drammatico.
Costituisce il quarto e miglior capitolo della saga iniziata nel 1982 con Rambo.

Attenzione, il commento di questo film contiene spoiler

John Rambo ha scelto la Thailandia settentrionale per ritornare a vivere in pace dopo tante battaglie che lo hanno visto protagonista. Lavora su un battello sul fiume Salween, al confine con la Birmania, trasportando commercianti e militi bisognosi di spostamenti lungo quel corso d’acqua.
Nella Birmania è in corso un vero e proprio genocidio che vede coinvolto il regime militare birmano e i Karen, un gruppo etnico.
Rambo osserva questa regione straziata dalla guerra senza trovare un motivo per intervenire.
Deciderà di rompere gli indugi e ritornare alle armi quando sarà costretto a difendere un gruppo di missionari protestanti che lui deve traghettare verso la Birmania, sono cristiani fermamente convinti che la loro predicazione porterà il popolo alla scoperta di Dio attenuando quindi  gli orrori della guerra in corso. John Rambo è un film d’azione che si distacca dai precedenti, sopratutto per la forma narrativa, che è dominata da una ricerca linguistica sull’immagine sempre sopra le righe, con dettagli nei volti e negli sguardi dei protagonisti funzionali alla costruzione anche di concetti d’arte visiva ( idee, effetti ricordo sull’inconscio dello spettatore) che lambiscono la cultura, qualcosa in grado di costruire atmosfere suggestive e ricche di intensità umana, dove anche il linguaggio sonoro fa bene la sua parte caricando la drammaticità di tinte forti dipinte e rafforzate dal ritrovamento di una causa giusta suggerita dal cristianesimo…
Esempio raro di film di serie promosso dalla critica per la bellezza e l’efficacia comunicativa, un’opera dai risvolti drammatici nella scrittura visiva, luogo in cui la fotografia in movimento si cala più nelle specificità del lungo ed esauriente tempo del dire e del fare che in facili e comode inquadrature sintesi … Verrebbe da dire che con forme espressive visive e sonore simili a quelle presenti in questo film, si potrebbe rendere piacevole anche una mediocre sceneggiatura…E’ questo un potere dell’arte cinematografica quando il cast del film e della produzione giocano la partita con diversi talenti in campo…

Biagio Giordano

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