CHI ERA LO SCRIVANO?

Quando nelle case ancora non esisteva la tivù le mamme raccomandavano le buone letture. Il libro “Cuore” di Edmondo De Amicis, ricco di buone intenzioni e apologhi sapienziali non poteva mancare sul comodino. Le ore scorrevano veloci nello sfogliare le pagine in cui si narravano le vicende presenti nel racconto “Dagli Appennini alle Ande”, oppure quelle del “Piccolo scrivano fiorentino” che non dormiva di notte per aiutare la famiglia e raggranellare qualche soldo. Se alle giovani generazioni si chiedesse chi era lo scrivano forse non saprebbero rispondere trattandosi di un mestiere ritenuto scomparso. A torto però. Nel centro culturale La Filanda di Mendrisio, nel Canton Ticino, si può incontrare uno scrivano pubblico con tanto di scrivania intarsiata, penna e calamaio a disposizione di chi avesse bisogno di scrivere una lettera e non ne possedesse la capacità. Il pennino è stato sostituito da un moderno laptop per districarsi più agevolmente nella selva di problemi antichi come il mondo. Le esigenze delle persone in difficoltà con la lingua fanno sì che la figura dello scrivano pubblico sia più che mai attuale.

Renzo Balmelli da L’Avvenire dei Lavoratori

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