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TRUCIOLI SAVONESI
spazio di riflessione per Savona e dintorni
A 5 anni dai
fatti, in attesa di sentenza, pagine di cronaca sconvolgenti
Frasi razziste, schiaffi, violenze e…
Accadeva all’asilo di Loano
Le ultime testimonianze in tribunale, assenti i
quotidiani locali. Vicende tristissime che non avremmo mai voluto
raccontare da un’aula di giustizia
di Luciano Corrado
Nell’indifferenza, nel
disinteresse dei media savonesi, non è abituale che un
giornalista
pensionato prenda il taccuino e torni al vecchio mestiere, iniziato nel
1966. Dal 1970 corrispondente e redattore de Il Secolo XIX, dal 1975
cronista di giudiziaria fino al 2001.
Tra
scandali, processi, arresti, condanne, assoluzioni, gialli mai risolti,
pagine rimaste buie della nostra provincia, come il “sequestro Berrino”
o l’arresto per detenzione di esplosivi del banchiere Enrico Galleani di
Alassio, mentre trattava la cessione dell’omonima banca privata
all’Ambrosiano di Roberto Calvi, morto “impiccato”, a Londra.
Tra le migliaia di processi seguiti in aula o nei
corridoi, mai assistito ad un’udienza dai contenuti così disgustosi. Il
“caso-scandalo asilo di Loano”. Tutti siamo stati bambini, molti sono
padri, altri nonni. Si può tacere, far finta di niente di fronte a
piccoli indifesi, affidati dalle famiglie?
La sentenza/o le sentenze
dovranno verificare. Precisando che la “verità giudiziaria” non è
automaticamente la “verità reale”, ma questo fa parte di uno Stato di
diritto.
Ho avuto un precedente
difficile nella professione: essere chiamato a rispondere di
diffamazione per aver riportato frasi di una “guerra tra magistrati”
alla Procura di Savona.
Un Procuratore che ho sempre stimato,
chiese un miliardo e mezzo di danni dopo che avevo dato conto, sul
Decimonono, della testimonianza in aula, a Milano, di un suo sostituto
procuratore della Repubblica. Si parlava anche di “corruzione”. Fui
assolto dal Tribunale civile di Genova, assistito dall’avvocato Angelo
Luciano Germano.
Il Secolo XIX, nonostante cause e querele, almeno una
trentina - guai se un cronista non fosse denunciato, mi incoraggiava il
vecchio maestro, capo redattore e collega Pietro Ferro - non ha mai
pagato un centesimo di risarcimento per colpa mia. Neppure quando
Giovanni Nucera imprenditore-finanziatore della Federazione del Psi
provinciale e di Alberto Teardo, mi querelò per aver riportato un capo
di imputazione di presunta evasione fiscale per quattro palazzi ad
Andora.
L’ultimo legale de Il Secolo XIX mi consigliò di
accettare la remissione di querela, proposta dalla figlia-avvocato di un
presidente di Regione per conto di Nucera. Risposi, “nò grazie”. E
accettai solo quando Nucera, consigliere del Psi ad Albenga, padre
dell’assai più potente ed intraprendente Andrea Nucera dei nostri
giorni, finì pure per accollarsi le spese di giustizia e senza lettera
di scuse.
Il “caso Loano” che ho seguito solo in parte,
inizialmente senza convinzione, forse darà seguito a querele, cause
civili. E’ legittimo, comprensibile. La giustizia, alla fine, farà
giustizia. Anche nei confronti del vecchio e volontario cronista.
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Albenga –
La storia.
Due educatrici dell’asilo nido di
Loano
imputate di maltrattamenti a minori. Nel
corso delle udienze emergono, tra le
testimonianze, fin qui poco meno di una
trentina, tra cui un perito-psicologo
per bambini, aspetti sconcertanti.
Fanno capolino
retroscena piuttosto oscuri.
Coinvolgendo anche il sindaco. Più ombre
che luci. Almeno dopo l’udienza di
giovedì mattina. Quattro ore di
dibattimento, con diverse conferme alla
principale tesi accusatoria ed un colpo
di scena che forse covava, ma pochi
conoscevano.
L’ex presidente della
Fondazione Simone Stella
(scuola materna e asilo
nido), Emanuele
Caglieris ha
“vuotato il sacco”. O
meglio, ha reso in
un’aula del tribunale,
aperta al pubblico, ciò
che già aveva detto in
gran parte alla polizia
giudiziaria della
Procura. Aver subito
minacce e pressioni
affinché “disconoscesse”
la lettera-denuncia dei
maltrattamenti (in un
caso fu testimone
diretto).
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Aver subito pressioni
affinché rassegnasse le dimissioni a
poco più di un anno dalla nomina.
Essersi trovato al centro di un presunto
falso orchestrato ai suoi danni, con due
attori principali.
Il segretario
della Fondazione,
Aldo Genesio,
che presentò anche una querela,
archiviata. E il sindaco di Loano,
Angelo
Vaccarezza,
col quale ebbe incontri, ma soprattutto
restano agli atti uno scambio di
sms
via cellulare.
Messaggi, già noti
agli avvocati, letti in aula tra stupore
e incredulità, alla luce delle
spiegazioni, degli approfondimenti,
delle contestazioni ad opera del giudice
monocratico,
Laura Russo,
del pubblico ministero
Chiara Maria
Paolucci,
del difensore di parte civile
Mara Tagliero
(Cooperativa Quadrifoglio),
Simonetta Salvini
(imputa
Irvana Cadeddu),
Maria Luisa
Formato
(imputata
Federica Puzzo).
Altre partici civili con
Maria Carla
Calcaterra, Giovanni Paleologo
ed avvocato
Zunino
(parti civili, cioè alcuni genitori dei
piccoli al centro dei presunti abusi).
Una premessa. Al
dibattimento di giovedì, come è quasi
sempre accaduto in questa vicenda non
proprio di scarso interesse sociale,
non
erano presenti cronisti o
corrispondenti. Unico giornalista (ma
solo per la terza volta), il
coordinatore del blog di volontari
Trucioli
Savonesi.
Assenze casuali, può darsi, anche se
qualcuno aveva assicurato che <tutto
si sarebbe concluso in una bolla di
sapone e ai giornali locali la vicenda
non sarebbe interessata>.
Perché?
Un avvocato si
raccomanda col cronista: <In
passato hanno pubblicato, pur essendo
assenti, cose contrarie alla realtà,
quella palese… ho dovuto intervenire…>.
Caglieris
al cronista: <Potrei
documentare quale immagine si è dato di
me negli articoli, in una circostanza
anche Trucioli ha tradito la verità…>.
Altro passaggio di
cronaca. Dell’udienza di giovedì, di ciò
che ha rappresentato, con le
dichiarazioni sconvolgenti di
Emanuele Caglieris,
ha finora scritto una notizia molto
superficiale,
La Stampa
di sabato 5 dicembre.
Il Secolo XIX
probabilmente non aveva spazio. E non
dipende certo dai corrispondenti locali.
Con
Trucioli Savonesi
più che un articolo giornalistico –
costruito secondo alcuni canoni –
vogliamo offrire ai lettori un
documento, un resoconto burocratico.
Partendo dal presupposto che si tratta
di appunti, non della trascrizione
ufficiale, registrata nell’aula e che
verrà trascritta, messa a disposizione
delle parti interessate al processo.
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PARLA LA MAMMA DI
UN BIMBO
Esordio
dell’udienza di giovedì. <Sono
…mamma di
Francesco C….lavoro
ai servizi sociali…abito a
Tovo…tra
il settembre 2003 e 2004, mi sono resa
conto con stupore che
Francesco
iniziava a morsicare, a picchiare i
bambini, era diventato aggressivo…In
casa si era messo a tirare giocattoli,
lanciare oggetti, si accaniva persino
contro il gatto che aveva sempre
accarezzato…All’asilo mi veniva
comunicato un comportamento del bimbo da
bollettino di guerra…Lui, un anno e
mezzo, non parlava ancora…Succedeva
prima di Natale 2003…>.
A domande risponde: <…Una
mattina mentre lo
accompagnavo, è arrivata
Irvana… si
è mollato a terra…non
voleva…In un caso ho
dovuto portarlo in
ospedale per lesioni
alla gamba destra…altra
volta un livido molto
evidente, era l’inverno
2004…ma continuavo a
non attribuire colpe
alle educatrici…Nell’estate
2004 altro ematoma alla
fronte, l’educatrice
Caterina Puzzo era
in malattia ed era
presente Irvana
Cadeddu e lei mi
disse che la causa fu un
colpo contro il muro…>.
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Domanda: ha
referti medici, si è rivolta a….Ancora
la mamma: <Un certificato del 18 aprile,
il 4 maggio mi sono ripresentata, non
ero soddisfatta del Pronto Soccorso di
Pietra
Ligure e mi
sono recata a Savona…>.
Domanda: <Dopo che
ha deciso di cambiare asilo, ha avuto
contatti con la
Cadeddu
e suo figlio è cambiato nel carattere…?
Risposta: <Ho
incontrato una volta la
Cadeddu,
mi ha chiesto se firmavo una
dichiarazione su come lei gestiva i
bimbi dell’asilo…Io ho preso tempo…alla
fine non ho firmato contrariamente ad
altre mamme…Non ero presente neppure
all’assemblea dei genitori del settembre
2005…Dopo aver spostato il bimbo in un
asilo dove si pagava di meno e lo
assistono più ore, trovandomi agevolata
sul lavoro,
Francesco
si è trasformato. Niente aggressività,
felice quando lo portavo…Il presidente
Caglieris
un giorno mi chiese perché decisi di
spostare il bambino…non parlai di
nulla.>-
L’avvocato
Simonetta Salvini
mostra un
biglietto scritto dalla giovane mamma
quando decise di cambiare asilo.
Biglietto consegnato al nuovo presidente
Stefano
Ferrari…
La teste: <…La sua
preferita era
Caterina,
con i bambini era favolosa…se non c’era
Ivana…>.
Il giudice
Russo:
<Ricorda quando ha notato che il bambino
aveva seri problemi?>. La mamma: <Poco
dopo settembre 2003…era un
bollettino…morsicava tutti… tirava
giocattoli, lanciava oggetti..,faceva
persino del male al gatto…Francesco
ha iniziato a parlare dopo il Natale
2004…una volta lasciato l’asilo di
Loano
ha smesso di essere aggressivo…>.
La mamma di
Francesco
avvicina
il cronista: <Mi
scusi, se riporta tutto finisco per
perdere il lavoro…ho paura….sono sola…si
può evitare di riferire di me.…>.
In questo clima di
“cultura
sociale mafiosa”
pure i testimoni temono. Ed era già
successo in precedenti udienze, ma non
sapevamo ancora qual era la fase
vulcanica.
Sono le 12, 35
quando è invitato a prestare giuramento
Emanuele
Caglieris,
classe 1959, nato a
Bologna,
residente a
Loano,
all’epoca dei fatti agente immobiliare
ed esponente vicino a
Forza Italia.
Oggi trasferitosi su un’isola del
Venezuela
dove svolge diverse attività che si
possono trovare su internet, con un sito
personale.
Il teste,
visibilmente teso, un collaudato
autocontrollo, era rimasto nell’attesa,
a fianco dell’avvocato
Giuseppe Rembado (figlio
dell’ex sindaco
Dc Mario Rembado,
attuale difensore civico di Loano), che
spiega: <Non lo assisto, sono qui solo
perché lo conosco ed è un amico. Nulla
di più. Non è neppure il caso di farne
menzione>.
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Caglieris:
<Sono stato
presidente
da luglio
2004 a giugno 2005…; il 3 settembre e
…mi pare il 3 ottobre…sono stato sentito
dall’autorità giudiziaria…raccontai…Tra
le 11,30 e le 12 ero in cucina, cosa che
facevo spesso…mi fermavo a parlare col
cuoco…seguivo la mensa perché si
preparava per 280 bimbi della materna…>.
Ricorda il giorno?
Caglieris:
<Era il 14 febbraio 2005…la fine del
pasto…ero seduto col cuoco…Ho visto a
pochi metri da me che nella sala pranzo,
al tavolo…al bimbo
Federico Z….,
presenti
Puzzo, Piazza, Schembri…c’erano
15-20
bambini…Federico
si alzava
sempre dal
suo posto….la
Puzzo
l’ha preso in
braccio e
collocato
su un seggiolone molto più piccolo…con
lacci di protezione…cosi ondeggiava
pericolosamente…alla segnalazione…la
Puzzo
ha reagito menando 3-4 schiaffi, nel
farlo scendere, tra le nuca e le spalle.
Direi schiaffi forti…
Il pubblico
ministero
Chiara Maria
Paolucci:
<Lei non si è sentito in dovere di
intervenire subito…>.
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Caglieris:
<Non sono intervenuto, purtroppo. Per me
è stato un momento di incredulità,
imbarazzo, tensione …Sono uscito per
sbollire…da una porta secondaria, come
spesso facevo. Era la prima volta…mai
potevo immaginare di trovarmi al centro
di una
cosa del
genere…Con le educatrici del resto c’era
un rapporto quotidiano. Nelle tre
sezioni dell’asilo nido ero ancora più
presente in quanto volevo verificare il
lavoro affidato alla cooperativa…>.
E dopo essere uscito?
Caglieris: <Nella
mezzora immediatamente successiva ho
telefonato alla cooperativa stessa…>.
Ha visto solo lei
la Puzzo
che picchiava…maltrattava…e il cuoco che
era vicino?
Caglieris:
<Si tratta di
Fabrizio Ferrari,
lui non aveva la mia visuale, non era in
grado di vedere la stessa scena…Il
giorno successivo alla telefonata ho
preparato una lettera, destinata al
presidente della cooperativa stessa (Quadrifoglio);
al segretario della Fondazione l’ho data
per metterla agli atti…>.
Ricorda in che
circostanza l’ha consegnata?
Caglieris:
<Il giorno 15…a
Natale Consiglia…Sono
stato io a dettare il testo e chiederne
l’archiviazione al segretario
Genesio…>.
Pubblico
ministero: <Ricorda altri casi oltre a
quello della
Puzzo?...>.
Risposta: <No, nessun altro. C’era stato
un episodio molto prima…fu una madre e
mi accennò alla
Cadeddu…era
prima di Natale…un pomeriggio del
2004…sul cellulare della
Fondazione
venni chiamato da una madre…arrabbiata
perché un bimbo si era rotto il
labbro…fu chiamata un’ambulanza e la
mamma sarebbe stata avvertita dopo
alcune ore…Io non seppi dell’episodio…,
poi arrivò una lettera
di
dimissioni dalla struttura…>-
Si era già parlato
in altre udienze (la psicologa di Torino
designata dal Pm) di un clima con alcuni
“bimbi
terrorizzati”.
Qualche accenno a sfondo razziale. Ma
ecco cosa è emerso ora all’udienza di
giovedì.
<…Siamo
a Natale 2004… presenti
Puzzo, Cadeddu,
Piazza, Ivaldo…impegnate
a ripartire sessanta regali acquistati
dalla Fondazione e destinati ai bambini,
con criteri che tenevano conto del
livello economico delle famiglie…dunque
i regali maggiori alle famiglie più
bisognose…famiglie di cui le educatrici
conoscevano…Ascoltai in quella
circostanze battute razziste per la
famiglia di una bimba egiziana…del
tipo…”Non hanno la luce…neanche l’acqua
per lavarsi…cosa gli regaliamo a questi
pez…” Tra l’altro, la piccola assistita
era
inserita nei programmi di assistenza
sociale del Comune….Ho ascoltato queste
battutacce ripetute più volte…con
l’aggiunta che intanto…non avrebbero
apprezzato nulla del regalo…>
Contestazione
a Caglieris…in
un precedente verbale aveva riferito…. .
Risposta: <…Sono trascorsi cinque
anni…può darsi che…, ma posso confermare
la frase che ora mi si legge… “Sono
dei morti fame…”.
Come non ricordare, rimasi molto
colpito, cosi pure la disinvoltura con
cui veniva detto. Del resto era proprio
personale di una cooperativa pagata da
noi… Si sentivano impuniti …ecco
spiegata tanta disinvoltura…La signora
Pamela…ad
esempio, non voleva più stare …Posso
confermare di aver parlato per due ore
al telefono con la
Cadeddu…non
con la
Puzzo…mi
riferì di episodi tollerati dalla
gestione del presidente
Ferrari….
disse di stare attenti…
non
essere scoperti dai genitori…c’era il
caso di un bimbo chiuso in bagno per
castigo…seguito da un rimprovero di
Ferrari
di non farsi
scoprire…altrimenti…All’interno del
gruppo di educatori c’era una spaccatura
tra chi si sentiva superiore e chi ad un
livello più basso…>.
Pubblico
ministero:
l’ultimo
giorno di lavoro della
Cadeddu,
a gennaio…ha fatto riferimenti ad
episodi di cui non sapeva nulla…ricorda
che le disse di non riferire ai genitori
di maltrattamenti ?
Caglieris:
<Dissi nelle precedenti dichiarazioni
che lei mi parlò di fatti gravi
accaduti, ma io ne ero all’oscuro…forse
sapeva il maresciallo…>.
Pubblico ministero:
può spiegare come ha ricostruito le ore
in cui scrisse la lettera-denuncia…
Caglieris:
<Nella tarda mattinata del 14 l’ho
preparata e consegnata…>.
Difensori:
Aveva
parlato con il presidente della
Cooperativa,
Natale Consiglia?
Aveva informato anche il sindaco
Vaccarezza?
Caglieris:
<Ci sentimmo col presidente più volte,
le dissi che questa persona (Puzzo)
non la volevo più vedere in asilo…da
subito…>
Difensori: E il
sindaco….
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Caglieris:
Nota, il
cronista non capisce tutto. Avrebbe
risposto <…Il sindaco aveva il figlio
(a?) all’asilo…l’ho tranquillizzato …>
Difensori: La sua
denuncia ebbe qualche influenza nel
rapporti successivi…
Caglieris:
<…premetto che fu
Vaccarezza
a chiedermi se avessi piacere di
entrare, siamo nella primavera del 2003,
nel consiglio della
Fondazione
Stella-Grossi…dopo
un anno di contrasti che portarono il
presidente
Ferrari
alle dimissioni…Fui chiamato a fare il
presidente, francamente prima di me
c’era qualche imprenditore più
meritevole…In quel periodo la Fondazione
da pubblica assunse la veste giudirica
di ente privato…
Chi chiese le
dimissioni a
Caglieris…
a seguito del clima infuocato, con
famiglie loanesi in allarme…
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Caglieris:
<Un assessore e il presidente della
società del Depuratore…ricordo
l’intervento dell’avvocato
Formato…con
le mie dimissioni
o lasciando
una delega si potevano sistemare le
cose…>
Domanda: il
sindaco le ha riferito che
Ferrari
chiedeva
le sue dimissioni…
Caglieris:
<Fui chiamato da
Vaccarezza…mi
disse che erano state riscontrate delle
irregolarità da parte dell’ente…avrei
dovuto passare dal segretario
comunale…mi si fece presente che allo
stesso numero di protocollo non esisteva
la mia denuncia…fu l’ultima pressione.
Il giudice
Russo:
può essere più preciso…chi le prospettò
l’esigenza di dimettersi da presidente…
Caglieris:
<L’assessore
Luigi Pignocca…mandato
dal sindaco…il consiglio di lasciare
perdere e non presentarmi a
testimoniare….ad evitare di partecipare
a riunioni con i genitori che potessero
riscaldare l’ambiente già teso…Oltre a
Pignocca
la
richiesta mi fu rivolta dal presidente
del Depuratore Consortile allora in
carica,…non avrei dovuto testimoniare
anche per salvarmi da un falso che avrei
commesso io…cose che ho già dichiarato
all’autorità giudiziaria nell’autunno
2005…Poi ci sono telefonate e
messaggini…nessuno mi ha querelato…Vaccarezza
era stato molto chiaro…se tu testimoni
noi tiriamo fuori la storia del falso…Io
però non ero ancora a conoscenza di ciò
che era stato costruito ai miei danni,
ovvero la falsificazione del registro di
protocollo con la sostituzione della mia
denuncia per maltrattamenti, con una
fattura di un’utenza dell’asilo…>.
Può essere più
esplicito?
Caglieris:
<Se avessi dato le dimissioni, mi
avrebbero fatto una dichiarazione
scritta ed il partito mi poteva
assicurare un incarico superiore a
quello che ricoprivo…Sarebbe stata
pronta una dichiarazione predisposta
dall’avvocato
Formato…,
d’accordo col sindaco in modo che mi
dimettessi.>
Si consigliò con
qualcuno? < Mi prospettarono che con
quel falso di cui avevano la prova,
sarei incorso nel reato di falso in atto
pubblico e privato…con una pena da 4 a 7
anni…decisi di contattare un
penalista…che consigliò di munirmi di
alcune prove…Iniziai ad inviare messaggi
sul cellulare del sindaco…del tipo se si
considerava estraneo a quanto mi stava
accadendo…Rispose di si, io chiesi le
prove, di dimostrarlo…tirando fuori i
nomi…i messaggini sono tutti
trascritti…data
e ora…
Alle 19.05 gli
dissi di decidere con la sua morale chi
sarà il prossimo presidente…e
Vaccarezza
“ Ciao
Emanuele,
mi dispiace, l’unica soluzione
percorribile…ti abbraccio”…Ricordo una
lettera di 60 nomi di famiglie di
iscritti all’asilo, tra essi il sindaco
ed il consigliere
Rocca…raccontai
le pressioni ricevute…Le riunioni in
negozi del centro storico contro la mia
persona…C’era chi mi riferiva e
sapevo…Il 14 luglio alle 17,30 altro
messaggio sms…<…il clan ha altre
pretese, oltre a strapparmi…>. Risposta:
<Chiedilo al segretario, credo sappia
più di chiunque>.
<Alle 19,31 ricevo
sempre dal cellulare del sindaco: <Parla
con…la situazione precipita, io su di
lui non posso fare di più….dimmi solo se
ci sono novità…>. Alle 13.54 ho
risposto: <Il sacco di falsità ai miei
danni
puoi
restituirlo…> . Poi le minacce, gli
articoli di giornali a senso unico…Un
sindaco non può essere ricattato…non si
può dire…meglio se i giornali non
scrivono…>.
Difensore: <Lei
ricorda gli articoli di giornale…se
scrivevano che c’erano denunce…mentre
era pendente solo una denuncia querela
di Puzzo…>.
Caglieris:
<Mi sembra evidente che il caso veniva
architettato , forse orchestrato…io
avevo anche un’agenzia immobiliare in
centro città…>.
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L’ultimo
messaggino di
Vaccarezza a
Caglieris?...<…Fai
come credi…io a questo punto mi chiamo
fuori…>. Risposta: <Gran signori i tuoi
amici, appena ottenuto la nomina…era
venerdi alle 17.07… del 16 luglio 2005.
Ci fu una riunione di assessori…con i
nomi dei nuovi componenti della
Fondazione…il
tutto senza le mie dimissioni,
cacciandomi di fatto… Io ricevo i nomi…
e
il sindaco
alle 19,07 risponde…Le nomine non le ho
ancora fatte…i miei amici sono altri…>.
Ovviamente diceva
il falso, le nomine c’erano già, eccome!
All’una del 17 luglio
scrivo a
Vaccarezza:
<Che al 100 per cento
Ferrari
lo sta già dicendo…scrivo “dimostra a
tutti che tu non fai parte della torta…>.
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Obiezione in aula:
<Negli atti originari si parlava solo di
far sparire la pratica della
Puzzo…>.
Caglieris:
<Io ho mostrato i messaggi a chi mi
interrogava in Procura, un’ispettrice di
polizia…mi prese il cellulare e copiò
tutto…Precisai anche che informai
Vaccarezza
quando ricevetti la prima segnalazione
di maltrattamenti…>.
L’avvocato
Formato
torchia
Caglieris
con una raffica di domande…L’ex
presidente cita che al suo arrivo nel
settembre 2004
ha trovato,
in forza lavoro, una signora …. in
gravidanza, poi
Ivaldo,
Schembri,
la signora
Pesce unica
dipendente, senza specifici incarichi…E
ancora…Luciana…Barberi…Spirito…oltre
alla sorella(?) della
Cadeddu.
Mai avuto contrasti gravi, né rapporti
particolari…>.
Avvocato
Formato:
<Quali cambiamenti ha fatto quando è
arrivato alla presidenza?>.
Caglieris:
<Sei mesi dopo, a seguito di opportuni
pareri, ho voluto integrare classi per
età. Prima erano misti…>.
La signora
Puzzo
non le disse che era contraria?
Caglieris:
<Può darsi, non era lei la referente
della
Cooperativa Quadrifoglio…
Ma quando ero consigliere della
Fondazione
e non presidente ci sono stati altri
membri che spingevano per una nuova
cooperativa che si era costituita a
Loano.
Alla fine dissi, da presidente, che se
continuavano a fare pressioni…avrei
denunciato la cosa.>
L’avvocato
Formato
cerca di fare chiarezza sulla brutta
storia dei regali. Uguali per tutti.
Caglieris
dice che
non è vero…si doveva tener conto
di…criteri di agiatezza o meno delle
famiglie…conferma il grave episodio di
frasi a sfondo razziste, presenti la
Ivaldo,
Piazza,
Cadeddu….
Caglieris
conferma di aver
chiesto l’immediata sospensione dal
servizio della
Puzzo
in base
all’articolo 7, comma 4
della
convenzione con la cooperativa
Quadrifoglio…Ha
confermato che forse oggi non è in grado
di ricordare tutto, ma di avere
raccontato nell’immediatezza, ovvero 4
mesi dopo i fatti, alla polizia
giudiziaria di Savona…Si parla della
Ferrigno…
Il giudice
Russo:
<Conferma ed emerge dagli atti che
l’hanno spinto in mille modi a
dimettersi, nominando un nuovo cda…>.
Caglieris:
<Sono stato da
Vaccarezza
lunedì 11 luglio,
il 18, mi pare di venerdì, ….e c’è la
nomina…>.
Avvocato
Formato: <…Lei racconta…che il
sindaco disse
che il
segretario della Fondazione aveva
trovato nel cestino …la prova del suo
falso…il foglio…>. Caglieris:
<Il sindaco aveva in mano un foglio, non
credo fosse lo stesso…>. L’avvocato fa
presente che il segretario protocollò al
n. 13…venne mostrato un floppy, salvato
sul file del computer a dimostrazione…>.
Fu lo stesso segretario, pare, a svelare
alla pg che si trattava di una data
successiva. <E quel protocollo che
sostituì la mia denuncia era in realtà
la fattura di un’utenza telefonica>.
Il giudice
Russo:
<Può spiegare meglio lo scopo della
riunione nell’ufficio del sindaco…>.
Caglieris:
<Mi fu detto in termini espliciti, ora
abbiamo le prove che hai fatto un
falso…>.
C’è
un’interruzione, il giudice
Russo
osserva ai legali che nessuno ha finora
utilizzato l’acquisizione di altro o
altri fascicoli d’indagine, neppure
davanti
al
Gip Venturi,
dunque…C’è una
denuncia querela presentata dal
segretario
Genesio che
è stata archiviata.
Caglieris:
<Quando sono andato dal sindaco …c’era
il floppy e una pallottola di carta…>.
Formato
chiede di parlare dell’incontro tra lei
stessa ed il sindaco…Il giudice
Russo:
<Mi pare fuori luogo insistere …>.
Caglieris:
<E’ stato
Vaccarezza
a riferirmi delle pressioni del
legale….
L’avvocato
Salvini
mostra un’articolo di
Qui Palazzo Doria
(organo ufficiale del Comune) in cui
compare
Caglieris
ed educatrici. Chi lo scrisse?
Caglieris:
<Su mio suggerimento
Lucia Campana…C’era
il nucleo storico delle
educatrici…Quando arrivai alla
presidenza trovai liste d’attesa
chilometriche, ho scoperto che i
genitori non venivano chiamati, oppure
si chiamava senza rispettare l’ordine
cronologico. Scoprii che c’era in lista
d’attesa un bimbo che da otto mesi
frequentava le elementari…Le chiamate le
facevano il presidente, il segretario e
Caterina
Pesce…>.
Poi emerge un altro
caso a presunto sfondo razzista, una
famiglia numerosa di origine
meridionale…
<Nei primi mesi
del 2005 ho revocato l’incarico
informale di coordinatrice
alla
Pesce….>.
Emanuele Caglieris,
nelle tre ore di domande e risposte,
senza mai tradire emozioni, incertezze,
contraddizioni evidenti o palesi, ha
pure sostenuto che a
Loano girava
gente capace di garantire
l’archiviazione del caso
Puzzo,
e…sosteneva
che era tutta una bolla di sapone…<ma
quale vantaggio avrei avuto, se non
crearmi grane come è avvenuto?.....>.
Dalle domande
della
Formato
emerge che la Puzzo si
presentò ancora un giorno dopo la
cacciata del presidente…venni a sapere
…che la Puzzo non
ammise nulla dei fatti contestati….e
successivamente uscirono gli altri
episodi … <Una conferma – ha detto
Caglieris
– che la mia lettera esisteva eccome e
fu mandata
il giorno
14…c’è tutta una sequenza come documenta
la stessa cooperativa…>.
Emerge che tra i
testi… e tra i presenti ad un incontro
c’è anche il segretario generale del
Comune
Piero Araldo
(ora in Provincia, dopo una sosta in
Comune a Savona, con l’arrivo di
Vaccarezza)…Ricostruisce
ancora una volta cosa il sindaco le fece
vedere nel suo ufficio a dimostrazione
che avevano la prova del falso. Si
chiarisce che nella segreteria della
Fondazione più che registro vero e
proprio esisteva un “brogliaccio” con
fogli staccabili.
Che
Caglieris
si era convinto
che il “pallottoliere” di carta mostrato
da
Vaccarezza,
altro non fosse che un farsa…ma io ero
soprattutto interessato a sapere se il
sindaco fosse d’accordo o meno con il
clan che mi faceva fuori…la risposta dei
messaggini, ad avviso di
Caglieris,
conferma da che parte stava il primo
cittadino.
Ultima domanda di
Simonetta
Salvini.
Quando fu sentito in procura sapeva
delle indagini in corso a carico di
Puzzo e
Cadeddu?
Caglieris:
<Fui invitato a raccontare gli episodi
di cui ero a conoscenza…>.
Il giudice Russo
chiede di poter visionare il registro
della
Fondazione:
fogli separati
, scritti a mano,
è sempre stato cosi. E conclude:
<Signor
Caglieris…
dove vive ora> Risposta:<…in
Venezuela…mi
fermo qualche giorno
a Loano…>.
Il giudice : <Grazie,
grazie, la sua testimonianza è stata
molto esaustiva>.
Una domanda
piccola, farina del nostro sacco.
All’epoca,
Irvana Cadeddu
aveva il diploma
per svolgere le funzioni di educatrice
nell’asilo “comunale” dove alle famiglie
è richiesta una retta? Nella struttura
lavorava
la madre
del presidente della
Cooperativa
Quadrifoglio?
Era la signora
Pina?
Infine, una mail
ricevuta sabato mattina, 5 dicembre, di
Caglieris:
<…ho letto
l’antipasto su Uomini Liberi…specifico
come già detto in aula che il signor
Luigi
Pignocca…citato…
e Paolo
Paganelli,
presidente del depuratore consortile…non
sono compartecipi di alcuna estorsione
aggravata…su richiesta del sindaco…come
da entrambi dettomi, mi hanno
esclusivamente chiesto, in due occasioni
differenti, di dare le dimissioni perché
le pressioni di alcuni gruppi di
genitori stavano creando problemi. Posso
aggiungere che ciò accadde tra marzo ed
aprile 2005 in un clima disteso…Non ho
mai ricevuto minaccia dai suddetti, due
persone che non mi hanno mai dato motivo
di perdere, a livello umano, stima di
loro…E’ utile puntualizzarlo perché
questa vicenda ha già infangato troppa
gente che ha agito senza malafede>.
Prendiamo atto, ma
le conclusioni e le iniziative spettano
ai magistrati, poi ai giudici. Nel caso
in questione il pubblico ministero
d’udienza,
Paolucci,
non ha perso una battuta. Toccherà a lei
decidere, anche alla luce di un
fascicolo già aperto dopo la
testimonianza dello stesso Caglieris e
atti –allegati di esposti, denunce,
querele, archiviazioni. Noi siamo
soltanto cronisti e ci scusiamo fin
d’ora di eventuali errori, lieti di
ospitare precisazioni, chiarimenti,
oppure smentite.
Luciano Corrado
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