Amanti di tutte le Fette, unitevi!
Ecco i salvatori delle Panissette
Oggi avanzano i “lor signori” sostenitori della tradizione gastronomica
savonese: Burlando, Berruti, Romani, Pasquale, presidenti della Camera Commercio
e Confesercenti folgorati in vico Crema. Ma c'è chi le "Fette" le aveva già
scoperte...
di Bellamigo
![]() Burlando, Boffa e il Sindaco Berruti nel negozio di fette in vico Crema |
Ti ricordi, ha detto, le riunioni del direttivo provinciale del partito e poi tutti a mangiare le ‘Panissette’ e a bere nostralino ?! A l’emmô zôeni, con idee chiare”. Ci ricordiamo. Il compagno Pistarino era pericolosissimo perché voleva sempre parlare: strillava - da buon muratore - che nessuno si preoccupava dei …contadini, si arrabbiava perché affermava di non sapersi esprimere a dovere e perché delle campagne se ne fregavano tutti. Ma il bello veniva dopo la fine del suo discorso, spesso inconcluso, perché cominciavano gli interventi dei “professori” sull’interpretazione di quello che aveva voluto dire: |
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“Abbiamo compreso
il
messaggio proletario del compagno
Pistarino, la posizione privilegiata
che gli conferisce l’incontrovertibile capacità
di calarsi nel problema sociale , per sollevare
, con la contestualità necessaria , il dato
della coincidenza tra gli interessi della classe
operaia e di quella dei lavoratori autonomi del
settore agricolo alimentare e…” “Ma io credo compagni, proseguiva un altro, che non tanto la convergenza degli interessi delle diverse classi popolari, quanto la divergenza sugli strumenti di lotta, sia l’obiettivo tracciato dal compagno Pistarino nel suo appassionato intervento e…”
Pista
seguiva l’evolversi della discussione
passando da un atteggiamento irato ad uno
attonito e, peraltro, compreso ed assenziente:
ma guarda un po’, pensava,
che cosa sono riuscito
a dire senza saperlo.
Ci ricordiamo
dunque delle “Panissette”, le “Fette”
bianche e gialle, del “Nostralino”
e di quelle romantiche sedute psiuppine.
Ora
contempliamo questa
Savona
(ma all’occhiello destro della pagine appare
anche un ilare e regionale
Burlando) che
agita le “Fette” come un prodotto “storico-culturale”
, “un
valore pubblico”, “una
sfida per la salvaguardia dell’identità e della
gastronomia savonese”,
una Savona che, dal vico del
Crema, esalta il grido di dolore
delle signore
Rosanna
e
Marisa: “I
giovani vanno a patatine fritte!”
Di
fronte alle “Fette” cade ogni contrasto,
l’identità savonese non è da ricercarsi nella
Medaglia d’oro per
la Resistenza, ma nelle
“Fette”.
Ecco una classe
dirigente che si mobilita, uomini che a tutta
pagina fanno esplodere i loro
detti memorabili sulle “Fette”: il
Sindaco,
il
Presidente della
Camera di Commercio, il
Presidente della fondazione CARISA,
il
Presidente della
Confesercenti, il
Direttore dell’Unione Industriali.
Parole altisonanti
, proponimenti costosi. Prendiamo,a caso, quelli
del Presidente della Fondazione
CARISA avvocato
Roberto Romani: “La fondazione farà la sua parte.
Mi compete il salvataggio delle fette come aspetto culturale. Sono
pronto a sostenere
finanziariamente qualsiasi progetto per salvare
le fette”.
Romani
è un ragazzo sveglio. Al telefono è conciso e
perentorio come nelle soprastanti affermazioni,
sbrigativo,fa capire che ha altro da fare.
Secondo noi le “Fette” non le ha mai assaggiate
perché non
ha trovato il tempo. Non importa: ecco
un argomento che mette d’accordo tutti, che
bellezza !
E come va a finire
? La “Panissa” ( “Il Secolo XIX di venerdì 13) entra
nelle Osterie (state attenti: non esistono più)
d’Italia con il logo “Slow Food”.
“Alé
(il compagno
Pistarino non è più contento).Ti è
vistô sôn arrivâe i americhén e i se sôn
piaggiâe anche e ‘Fette’. Fine della trasmissione: Fette e
Coca Cola”.
“Ma
no,
Pista, è solo un modo di dire per
contestare il
‘Fast Food’, quel mangia in fretta
del consumismo alimentare, con un ‘mangia e
gusta lentamente’ con calma, alla mediterranea. Costituisce il sigillo dei prodotti
tipici della grande ed originale italica
culinaria, a cura di noti intenditori e studiosi
nostrani della materia”. “Scì, scì, daghene di nômmi, ti vegghiâe cômme a finisce: ‘una Fetta, yes? con mostarda, okkei!’ E poi hai letto che il Presidente degli industriali vuole fondare tutto sulla identità gastrica ?”
“Enogastronomica
Pista, vino e specialità
savonesi.”
“ E alôa perché i nô parla cômme i mangia
?Addio alle Fette, te digô”. Non è vero . Le maggiori istituzioni savonesi si stanno impegnando deeply e questi sono fatti.
Da fonti precarie
abbiamo saputo che ci si agita per borse di
Studio e premi letterari aventi ad oggetto le
“Fette”.
Sono in proposta
svariati temi su tutta la gamma delle scienze
sociali, economiche, giuridiche ed
antropologiche, ed anche sotto il profilo
letterario, accompagnati, per i migliori
svolgimenti, da ricchi premi (a cura del Comune,
della Fondazione
CARISA,
dell’Unione
Industriali, della
Confesercenti e della
Camera di Commercio):
“Le Fette e la loro incidenza sul PIL”; “La tortilla messicana e le
Fette nella dialettica rivoluzionaria”; “Le
Fette e il movimento operaio in valle
Bormida”; “Le Fette, ritrovamenti
archeologici nel finalese”; “Le Fette
nell’evoluzione dell’homo erectus : tipologia
savonese”; “Ulpiano e la glossa ‘de
fectarum proprietatibus , manu
vindicatione
capta’”; “L’amore ai tempi delle Fette”;
“La danza delle Fette nella versificazione
di
Gabriello Chiabrera”.
Inoltre siamo stati
informati di una riunione segreta. Pare che
un gruppo
di teardiani, già processati e condannati, abbia
costituito un “Comitato per la
riabilitazione dei perseguitati giudiziali”.
Dopo alcuni
commossi e commoventi interventi,si è levata
forte una voce dalla Presidenza: “
Ora si potrà comprendere quali fossero le nostre coperte volontà, le
nostre giustificate intenzioni, ora finalmente,
amici dell’amara sorte, potremo spiegare,
apertis
verbis, quali erano le nostre vere aspirazioni
quando, nelle contrattazioni pubbliche,
chiedevamo ‘la
nostra Fetta’.
Anni di sofferenze e di passione e cosa volevamo noi ? Risolleviamoci
amici e sia chiaro, volevamo le “Panissette”.
Noi siamo stati i primi sostenitori delle
“Fette”, a
noi si deve la loro affermazione . "Amanti di tutte le Fette, unitevi !”
BELLAMIGO
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