| TRUCIOLI SAVONESI
spazio di riflessione per Savona e dintorni
Strada Albenga- Pieve di
Teco, chi ride e chi piange Il racconto di un pomeriggio infernale. E
Balestra c'è?
di Carlo Marras Alle redazioni dei quotidiani La Stampa e Il
Secolo XIX, a Trucioli Savonesi Spettabile Trucioli Savonesi, ho scritto ai
giornali per raccontare ciò che ho vissuto da cittadino e
automobilista comune, senza auto blu. Martedì, 27 ottobre 2009, nel primo
pomeriggio, uscita al casello autostradale di Albenga, quindi
Aurelia-bis (uscita Bastia); ho intrapreso la ex statale Anas, ora
provinciale per Pieve di Teco. Mi attendeva un
funerale in un paesino. Superato l'incrocio per Arnasco,
ho vissuto un'esperienza che dovrebbe far riflettere tutte le persone
dotate di onestà sociale, culturale e politica. Siamo nel 2009. Ero preceduto, da una decina di camion. Alcuni,
li definierei "bisonti" cabinati, ma in maggioranza adibiti al
trasporto terra e materiali da cantiere. Nulla di eccezionale. Senonchè
in alcuni tratti della provinciale e attraversando la cosidetta
zona di Coasco - cosi indicava il navigatore dell'auto
- e fino all'inizio di un recente cantiere di allargamento verso
Ortovero, sono rimasto bloccato per quasi un'ora. Tre, quattro
chilometri di percorso. Motivo: in diversi tratti la vecchia careggiata
non consente il transito, nelle due direzioni di marcia, di grossi
camion da trasporto, oppure di camion e pullman - come accaduto.
Dovrebbero essere fermati, prima di incrociarsi? In più tratti. Nessun bisonte riusciva più a fare retromarcia
o far spazio all'altro, perchè di spazio non ce n'era. La provinciale è
vecchia e stretta. Andava bene al tempo dei carri, trainati da
cavalli o muli, asini o al traffico di un secolo fa. E oggi? Non si procedeva nè avanti, nè
indietro, in entrambe le direzioni e non certo per negliegenze e colpe
di chi stava facendo soltanto il suo lavoro. Intrappolati al volante. E'
arrivata anche un'auto dei carabinieri. Potevano solo allargare le
braccia, evidentemente non hanno il dono della bacchetta magica.
Allargare la sede stradale. Mi chiedo e vi chiedo. Avendo origini nella
zona, ho letto, leggo spesso e volentieri che Villanova e
Ortovero saranno beneficiate da un nuovo miracolo edilizio,
golf compreso (vedi sotto un resoconto de Il Secolo XIX).
Sono in corso centinaia di nuove costruzioni, interi nuovi quartieri
residenziali, scriveva in estate La Stampa, dando cifre
e numeri del boom. Presto si partirà con la nuova Piaggio.
Un aeroporto finalmente rilanciato. Tutto bene, sono per il progresso, anche perchè
per trovare lavoro ho dovuto andare lontano. Ma i vari potentati o
padrini locali, da sempre i "mister Balestra", tra i
"giovani della politica" locale, insostituibili, si rendono conto che
prima bisognerebbe realizzare una viabilità da paesi civili, non dico
all'avanguardia. La provinciale, al di là di insignificanti
ampliamenti, non è neppure in grado di far transitare normalmente, nelle
due direzioni di marcia, camion e pulman. Anche le sole auto, ormai
siamo nel terzo millennio, sono aumentate di pari passo con l'espansione
edilizia-urbanistica. Si procede spesso a passo d'uomo. Si resta bloccati, oppure ci sono incidenti.
Non arrivare ad un funerale sarà un'eccezione. Ma in queste condizioni,
mi chiedo e chiedo, a tutte le persone di buon senso, a tutti i miei
amici ex democristiani soprattutto, come si può pensare a 200-300
mila nuovi mila metri cubi di cemento - non sono un ambientalista,
semmai ho simpatie per la Lega Nord - , con migliaia di
nuovi abitanti, pendolari, attività, in queste condizioni! Con questa
provinciale? Sarà un altro suicidio collettivo. Prima
abbiamo contribuito a distruggere la fascia costiera, facendo
ricchi pochi e impoverendo l'intero tessuto turistico, rare eccezioni a
parte, adesso i cittadini con le visioni strategiche alla
Balestra, non essendo certo il solo e unico fautore di questa
filosofia di progresso, stanno rovinando anche la vita delle future
generazioni. Visto che si parla tanto di turismo con i Paesi
del Nord Europa, siete mai stati in Svezia, Norvegia, Finlandia, la
stessa Germania? Avete idea che politiche di sviluppo portano avanti da
anni in tema di infrastrutture? Il volume di traffico non può certo
essere risolto con l'ottima Aurelia-bis per Alassio, grande merito
soprattutto dell'Autofiori. E diamo pure atto a quanti,
a livello locale, si sono battuti per il tunnel, già nel 1972 (avvocato
Spagnolo, assessore alassino). Sono per lo sviluppo civile, non il
"cannibalismo". In quei paesi nordici, ma anche nella vicina
Francia, non da oggi, prima si provvede ad adeguare la rete viaria ,
quindi si concedono insediamenti civili ed industriali, crescita della
popolazione residenziale. Basta farci del male, seppure in buona fede. Ho
ascoltato di recente, su Rai 3 Regione, che Don
Mauro che abita in zona, propone una "scuola
superiore" per formare i quadri della Pubblica
amministrazione, sul modello francese. Ottimo il suggerimento:
a quando la scuola di saggia amministrazione, visto i risultati, come ha
fatto rimarcare il sacerdote, per i miopi che ci amministrano da troppo
tempo? E con la benedizione del popolo sovrano. Carlo Marras
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