C’è del marcio in Danimarca
(L’Italia dei valori regione per regione)
di Marco Zerbino da MICROMEGA
Pubblichiamo, dall'articolo, la parte relativa alla Liguria
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….Scuola di polizia.
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Febbrile
è stata anche la sua attività di consigliere in
sostegno della lobby dei cacciatori, volta ad
estendere i limiti temporali della stagione
venatoria, ad aumentare il numero di capi da
uccidere e a consentire l'immissione nel
territorio della selvaggina da allevamento,
all'occorrenza votando insieme alla Casa delle
libertà. Paladini è arrivato in Idv nel marzo
2008, alla testa di un drappello di 83
fedelissimi, tutti amministratori eletti in
Liguria nelle fila della Margherita.
Alle ultime
elezioni europee, Di Pietro decideva di inserire
nella lista Idv per il Nord-Ovest la savonese
Gloria Bardi. Insegnante di
storia e filosofia al Liceo classico di Savona,
scrittrice e appassionata
di teatro, durante la stagione dei girotondi e
la cosiddetta «primavera dei movimenti» la Bardi
era stata fra i
fondatori a
Finale Ligure dell'associazione LiberaMente, che
per circa due anni aveva animato il dibattito
finalese organizzando eventi e discussioni
pubbliche con Travaglio, Caselli, Di
Pietro, Dalla Chiesa, Remondino e altre
personalità. Successivamente
era
passata all'impegno politico locale dando vita,
insieme ad alcuni esponenti del Prc, alla lista
civica «Un'altra Finale», per la quale si
sarebbe candidata a sindaco della cittadina nel
2004. Una donna impegnata, insomma,
dall'identità politica chiaramente definita:
radicale, laica, di sinistra. Un po' troppo, per
uno come Paladini.
Di lì a poco,
la segreteria regionale del partito decideva che
le candidate liguri alle europee del 6 e 7
giugno dovevano essere due: oltre a Bardi,
veniva inserita in lista anche Marylin
Fusco, giovane astro nascente dell'Idv
genovese, consigliera comunale e, notoriamente,
«fiamma» del Paladini. L'esordio dell'avvenente
Marylin in qualità di candidata al parlamento di
Strasburgo
era però
tutt'altro che brillante: nel corso di un
dibattito elettorale
andato in onda
su Odeon Tv, in compagnia di Iva
Zanicchi, la nostra ammise con
straordinario candore, guadagnando si nei giorni
successivi la prima pagina del quotidiano
Libero, che sì, in effetti, «nei confronti
di Silvio Berlusconi è in atto
una persecuzione».
Ovviamente fra gli elettori e i militanti
dell'Idv si
scatenava il putiferio, tanto che l'incauta
candidata era costretta a una smentita ufficiale
su YouTube. A ogni modo, durante la successiva
campagna elettorale Marylin ce la metteva tutta,
aprendo un suo sito dal quale comunicava in
diretta video con gli elettori, girando in lungo
e in largo l'Italia nord occidentale,
addirittura presentandosi insieme a Tonino
davanti ai cancelli della Fiat e, soprattutto,
beneficiando ampiamente dell'aiuto della
segreteria regionale del partito, a quanto pare
non altrettanto prodiga nei confronti di
Gloria Bardi. Alla fine, nessuna delle
due candidate sarebbe stata eletta, ma la Fusco
avrebbe ottenuto circa 8 mila preferenze,contro
le quasi 3 mila della Bardi.
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In provincia, invece, l'Italia dei valori
rimaneva a bocca asciutta anche se, durante il
braccio di ferro con gli altri partiti di
maggioranza seguito alle elezioni di giugno,
Paladini aveva fatto circolare insistentemente
il nome di Salvatore Ottavio Cosma
come nuovo assessore provinciale «di peso» in
aggiunta (o in alternativa) all'odiata
Manuela Cappello. Cosma, da poco
rientrato
in Idv, è attualmente responsabile enti locali
della sezione ligure del partito. Di origini
calabresi, da anni risiede a Genova, dove ha
peregrinato a lungo in diverse formazioni
politiche: ex Pci, poi Pds, ex assessore nella
giunta comunale di Adriano Sansa,
transitato già in precedenza in Idv, era infine
approdato nell'Udeur di Clemente
Mastella, da cui è uscito pochi mesi
fa. Il suo «peso» sembra derivare soprattutto
dalle buone relazioni che mantiene nel capoluogo
ligure con i suoi conterranei in quanto
presidente
dell'associazione di immigrati calabresi «La
città del sole».
Il 23 maggio2008, in un articolo del Secolo
XIX relativo a un'indagine condotta dal pm
genovese Francesco Pinto
venivano citati degli estratti di un rapporto
della guardia di finanza dai quali emergevano i
rapporti fra Cosma e la famiglia calabrese dei
Mamone, imprenditori edili operanti in Liguria a
lungo beneficiati
con diversi appalti dalle amministrazioni di
centro-sinistra. I Mamone,
sempre secondo la finanza, sarebbero stati
segnalati dalla Dia per i loro legami con la
cosca calabrese dei Mammoliti.
E dire che l'assessore è uno che di liste
elettorali se ne intende, avendo dovuto sborsare
in passato 600 euro per estinguere il reato di
aver falsamente certificato una firma per la
presentazione delle liste alle regionali del
2005. Durante un incontro effettivamente avuto
verso la metà di marzo con gli iscritti
albissolesi, Tuvè accennava
en passant all'eventualità che il partito
potesse correre alle comunali senza allearsi con
i democratici, come sarebbe avvenuto, ad
esempio, nella vicina Varazze.
Più o meno nello stesso periodo i dipietristi di
Albissola
apprendevano dai giornali che la decisione presa
dalla segreteria regionale di Idv era quella di
andare ovunque in alleanza col partito di
Franceschini.
Comprensibilmente disorientati, i membri del
circolo arrivavano,
il 2 aprile, a scrivere direttamente
all'onorevole Paladini, senza ottenere alcuna
risposta. Nel mese successivo, preso atto del
silenzio degli organismi dirigenti locali, l'Idv
di Albissola si attivava per dare il proprio
contributo alla campagna elettorale di «Nuova
Rotta».
«Due giorni prima della chiusura delle liste»,
ricorda Daneri «ricevo una
chiamata di Tuvè, che mi comunicava la scelta di
sostenere Vicenzi». A quel punto, il referente
del circolo albissolese informava l'assessore
che, vista la latitanza dei vertici regionali e
provinciali, era ormai in corso una proficua
collaborazione con il gruppo di Silvestro.
«Menzogne», ribatte Tuvè «abbiamo chiarito a
Daneri che doveva appoggiare la
lista «Albissola futura» con largo anticipo. Non
è in questione la nostra stima per Silvestro, è
che avevamo il sentore che, in quelle
condizioni, «Nuova rotta» fosse destinata a
perdere.
E i fatti ci hanno dato ragione: a Varazze, dove
abbiamo acconsentito a che il partito andasse da
solo, è stato un massacro». Secondo l'assessore,
la differenza fra la situazione di Varazze e
quella di Albissola risiedeva nella scarsa
esperienza politica di Daneri e
dei suoi amici: «a Varazze abbiamo dato carta
bianca perché abbiamo ravvisato, nei
responsabili locali del partito,
dei presupposti di esperienza e competenza che
non erano presenti ad Albissola. E comunque,
l'ultima parola sulle alleanze elettorali spetta
agli organismi di coordinamento regionale e
provinciale, non al singolo gruppo di iscritti».
Su questo, va riconosciuto, Tuvè ha ragione:
secondo lo statuto oggi in vigore, i circoli di
Idv non possono in alcun modo vincolare o
rappresentare il partito sul territorio. Non
possono, cioè, prendere decisioni in contrasto
con quanto stabilito dagli organi statutari. A
essi, tuttavia, «deve
essere assicurata l'attiva partecipazione alla
vita politica del partito» (articolo 5), ed è
stata proprio l'assenza di partecipazione quella
che, ci pare di capire, ha determinato l'esito
spiacevole della vicenda.
Alle elezioni, Daneri si
presenterà infatti nella lista di Silvestro
«come libero cittadino, non come Idv». Per tutta
risposta, a consultazione elettorale avvenuta,
Tuvè «sospendeva» l'intero
circolo albissolese, a partire dal referente.
In realtà la vicenda delle comunali spiegava
solo in parte il ricorso ad una decisione così
estrema. A determinarla aveva infatti
contribuito anche (soprattutto?) la lettera che,
a urne Ormai chiuse, Daneri e un gruppo di
giovani iscritti a Idv delle province di Genova
e Savona avevano inoltrato ai vertici nazionali
del partito, lamentando l'eccessivo
sbilanciamento dei dirigenti
regionali e provinciali nei confronti della
candidata Fusco. «Girando per la Liguria nelle
settimane precedenti alle elezioni», sostiene
Daneri «sembrava che l'unico candidato di Idv al
parlamento europeo fosse Marylin Fusco.
Noi, come iscritti a Idv, abbiamo ritenuto
doveroso fare campagna elettorale anche
per altri candidati, a partire dalla ligure
Gloria Bardi». La vicenda della
lettera e dell'avvenuta sospensione dal partito
rimbalzava sugli organi di stampa locale, con il
sito Uominiliberi. it che rivelava un
particolare, per Paladini & Co, ancora più
imbarazzante: durante la campagna elettorale,
dalla segreteria provinciale e da quella
regionale del partito sarebbero stati mandati ai
candidati alle provinciali e alle comunali due
sms in cui si proponeva lo sconto sul materiale
elettorale a coloro che avessero deciso di
associare la propria candidatura alle
amministrative a quella europea della
Fusco.
Di casi simili a quello di Albissola, nei quali
si assiste ad un conflitto fra la componente
motivata e militante del partito e quella più
legata a logiche elettoralistiche e spartitorie,
se ne potrebbero citare diversi. Qualcosa di
analogo si è verificato ad esempio anche a
Caltanissetta, sempre in occasione dell'ultima
tornata elettorale….
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