Numeri e raffronti, tra vincitori e vinti
Come ha votato la provincia di Savona Alle Provinciali (rispetto alle Europee) il Pdl perde 16.090 voti, la Lega 1.774, il Pd 2.184, crollo Idv di 2.321. Nei collegi: Andora il Pdl batte tutti al 38,08, Alassio col 36,75, Loano al 34,74.
I verdi a Vado al 7.79. Le roccaforti del Pd…
|
![]() |
Savona - Presentiamo, in questa sede, una prima sommaria analisi del voto a Savona e Provincia in relazione alle Europee e alle Provinciali del 6-7 Giugno scorsi: naturalmente manca il pezzo “forte”, l'esito finale relativo al ballottaggio previsto per il 21 Giugno. Allora potremo trarre delle conclusioni politiche più definite, per ora, però, alcune indicazioni relative ai movimento di flusso maggiormente significativi possiamo, comunque, tentare di tracciarle. |
Un dato di carattere generale, tanto per avviare il
discorso: sia i risultati delle Europee, sia i risultati delle Provinciali,
dimostrano come, anche dalle nostre parti, sia avvenuto un processo abbastanza
importante di riallineamento tra le forze politiche, in una dimensione
territorialmente piuttosto omogenea, fornendo un primo dato di riequilibrio,
rispetto al tentativo di torsione bipartitica del sistema, che era stata attuato
in occasione delle elezioni politiche del 2009.
Inoltre, come vedremo meglio esaminando l'andamento dei
singoli collegi provinciali, il
PD pare soffrire, in una dimensione
generalizzata, dell'attacco alle antiche “zone rosse”, laddove (come in Emilia,
Toscana, Umbria, Marche) pare proprio non esercitare più quella forte egemonia
elettorale di cui era risultato espressione, fino a qualche tempo, fa quale
“erede” (più o meno legittimo) dell'antico elettorato del
PCI.
Il primo dato da fornire risulta essere quello della
partecipazione al voto, risultata complessivamente, nella nostra
Provincia,
in calo: dall'85,3% delle politiche 2008 (percentuale che, in quell'occasione,
era risalita dall'81,2 registratasi due anni prima) si è scesi al 71,7%
(superiore, comunque alla media nazionale), calando ancora rispetto alle
provinciali laddove si è segnata una percentuale di votanti del 70,76%.
La linea di caduta è omologa a quella sul piano nazionale
e si può dire, anche nel caso di
Savona,
come l'astensione abbia colpito, in
misura abbastanza analoga, entrambi i principali schieramenti.
Analizziamo, allora, i voti dei singoli partiti, prendendo
come metro di misura le alleanze così come queste si erano configurate
nell'occasione delle politiche 2008 (ci riferiamo, ovviamente, alle elezioni
europee, specificando poi la diversa articolazione dei dati così come
configuratasi nell'occasione delle elezioni Provinciali).
Perché seguiamo questo indirizzo sul piano analitico?
![]() Palazzo della Provincia |
In Italia , così come
nella
Provincia di Savona, è generalmente
molto bassa la volatilità elettorale
extra-blocco (da un polo all'altro), mentre è
molto più forte all'interno degli schieramenti,
di conseguenza è rapportandoci alla realtà degli
schieramenti che meglio è possibile osservare
dal punto di vista dell'analisi dei flussi
elettorali.
L'alleanza di centro –
destra tra
PDL e Lega Nord ha raccolto, dunque,
il 49% complessivo dei voti, con un
37,2%
per il
PDL ed un
11,8%
per la
Lega Nord. Dal punto di vista
percentuale quindi il centro destra cresce di
oltre 1 punto: diverso il discorso in voti
assoluti, laddove il
PDL appare fortemente penalizzato
dall'astensione (in crescita, ricordiamolo
ancora, oltre il
14%) e cede
12.057
voti, recuperati soltanto per un terzo (4.327)
dalla Lega Nord. |
|
Alle elezioni provinciali
il
Popolo delle Libertà cala ancora di
16.090 voti e scende anche la
Lega, rispetto alle Europee, di
1.774
suffragi: voti recuperati quasi per intero dalle
altre liste collegate alla candidatura di
Vaccarezza (non ci occupiamo qui,
tanto per essere chiari, dei voti ai candidati,
ma soltanto dei suffragi raccolti dalle liste)
che forniscono, complessivamente, sicuramente un
buon exploit (anche se il frazionamento impedirà
una qualche rappresentanza nel futuro consiglio
provinciale) pari a
14.814 voti, 9,42% per cento (un
9,42% vera chiave di volta per il
successo della coalizione di centro -destra,
all'interno della quale sono apparsi
significativi i consensi raccolti dalla
Nuova DC e dalla
lista civica di appoggio diretto al
candidato Presidente).
Dal punto di vista della
dislocazione geografica del voto, c'è da notare
come proprio l'analisi dei consensi ottenuti dal
PDL
indica come sia in atto, anche nella nostra
Provincia, un riallineamento del sistema
politico nel senso di un maggiore pluralismo
partitico: in nessun collegio, il
PDL supera il 40%, attestandosi al
38,08% ad
Andora, al
36,05% ad
Alassio, al 34,74% a Loano e
confermando, quindi, la netta prevalenza nel
Ponente, senza realizzare, però, attraverso
candidature “forti” (pensiamo, in particolare ad
Alassio) considerevoli exploit come, pure,era
accaduto in passato.
Anche la
Lega Nord pare, ormai, aver
concentrato la gran parte della propria forza
nel Ponente della
Provincia, ed in questo caso
possiamo, invece, constatare il valore di alcune
candidature di peso, che hanno portato il
Carroccio
in 3 collegi oltre il 15% (un dato davvero
importante, in Liguria):
23,14% ad Alassio, 18,35% ad
Albenga I,
16,35% ad Albenga II, con altri 10
collegi (ed è questo un altro elemento da
sottolineare con attenzione) oltre il 10%.
Nel voto del
PD troviamo un solo collegio oltre il
40% (Quiliano 41,67%)
ed è questo il segnale più evidente di
crisi dell'egemonia del partito nelle antiche
“zone rosse”: troviamo, infatti, il
PD al 38,30% a Lavagnola e al
34,19% in
Oltreletimbro, mentre appaiono del
tutto insoddisfacenti i risultati del partito in
Valbormida e a Vado Ligure.
Proprio su questi ultimi
dati è possibile innestare un brevissimo
richiamo, riguardante le elezioni comunali
svoltesi in oltre
40 comuni (su 69 totali della nostra Provincia): va
constatata, prima di tutto, l'avvenuta
conclusione di qualsiasi ipotesi di “sistema
politico provinciale”, a livello delle singole
amministrazioni locali (come, invece, avveniva
fino a qualche tornata fa), ormai siamo, da
questo punto di vista, ad una complessiva
disarticolazione.
Guardando ai risultati
delle provinciali si potevano già intuire alcuni
esiti che hanno portato, appunto,a questa
disarticolazione del sistema cui si accennava,
in particolare a
Vado Ligure, dove il modesto
risultato del
PD (che partiva dal 47,1%) è apparso
propedeutico al crollo registratosi
nell'occasione delle elezioni comunali (un caso
molto particolare, ovviamente, non assegnabile a
spostamenti sul piano politico in termini
complessivi ma a fortissimi fattori contingenti,
ma di grande significato sul piano dell'analisi;
ancor più significativo, ancora, il caso di
Carcare dove la perdita del comune da
parte dei “Democrats”
ha assunto, invece, un più pieno significato
politico.
D'altro canto, ad
ulteriore testimonianza della fase di incertezza
che stiamo attraversando, anche la strategia di
“assedio” della zona centrale da parte del PDL
non è riuscita appieno: conquistate
Varazze e
Albisola Superiore, è mancata
all'appello
Celle
e, soprattutto, ha cambiato di segno
l'amministrazione di
Albissola
Marina,a testimonianza di un
esercizio della logica dell'alternanza che, in
ogni caso, non ha fatto la regola di questa
tornata elettorale, in chiave di amministrazioni
comunali ( dal punto di vista del personale
politico, abbiamo poi registrato il ritorno
sulla scena di antichi personaggi, a
dimostrazione della evidente difficoltà a
trovare ricambi e a promuovere nuove
generazioni, da parte di tutti).
Tornando al voto delle
singole formazioni politiche, passiamo ad
analizzare la coalizione tra
PD ed Italia dei Valori: anche in
questo caso, tra il 2008 ed il 2009 (Europee) il
PD
subisce la mannaia delle astensioni, cedendo
19.739 voti in un anno: voti recuperati
parzialissimamente dall'IDV
(più 5.150) per una caduta
percentuale complessiva del
4.11% (meno 7,8 per il PD, più 3,7 per l'IDV).
Inoltre il
PD, verosimilmente cede voti anche
alla propria sinistra: laddove le forze riunite
nel 2008 in quella che fu la
Sinistra Arcobaleno (5.865, 3,19%) oggi suddivise in
Sinistra e Libertà e Lista Comunista (PRC-PdCI) salgono
complessivamente a
9.218 voti (5,6%): certamente per
queste forze non va dimenticato il “tracollo”
che comunque permane guardando ai risultati
delle politiche 2006 (
21.336 voti,
pari al 10,96%: quindi rimangono
perduti a sinistra circa
12.000 voti, con una percentuale dimezzata).
Al riguardo delle elezioni
provinciali il
PD
ha ceduto ulteriori 2.184 voti, mentre l'IDV
crollata al 5,71% ( a dimostrazione
di un precario radicamento: in solo
5
collegi è stata passata la soglia del 7% e di
questi ben 4 insistono sull'ambito cittadino del
capoluogo: quindi un partito tutto da fare, con
un equilibrio elettorale sicuramente molto
instabile), perdendo
2.321
voti.
Poco significativo,
inoltre, l'apporto delle altre liste collegate
alla candidatura
Boffa:
5
formazioni capaci di raccogliere soltanto
10.597 voti nel complesso, per una
percentuale del 6,74 (inferiore, quindi, quasi
del 3% rispetto alla percentuale delle liste
minori collegate alla candidatura del centro
destra).
L'UDC ha dimostrato, invece, un discreto
grado di tenuta nel rapporto tra elezioni
politiche ed europee (più 1,2% in percentuale,
pari ad una crescita di
188 voti, a dimostrazione di non aver
subito la disaffezione al voto): calo netto ,
invece, per lo
“scudo crociato”, probabilmente
sottoposto al fuoco incrociato del “voto utile”
(in particolare nel
Ponente, bacino di voti comune con
PDL e Lega
Nord), per quel che riguarda le
elezioni provinciali (-1,3% in percentuale, con
un calo di circa 450 voti in assoluto; con due
collegi sopra il
6%: Andora e Pietra Ligure).
Da notare, ancora, che le
formazioni comprese nelle due liste di sinistra
alle europee:
Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani,
Socialisti e Verdi (queste ultime due
comprese nel cartello di “Sinistra e Libertà”, hanno
affrontato l'avventura delle provinciali ognuna
per proprio conto: ne sono venuti fuori
risultati davvero poco significativi e nessuna
di queste formazioni approderà al nuovo
consiglio Provinciale(l'exploit migliore, sotto
questo aspetto
è toccato ai
Verdi con il 7,79% nel collegio di
Vado Ligure:
segnale ben preciso di ciò che stava per
accadere nelle elezioni per il Consiglio
Comunale, con il caso “Maersk”
vero e proprio oggetto del contendere, mentre
per
Rifondazione Comunista rimane sopra
il
6% il risultato di
Carcare, località di provenienza del candidato alla
Presidenza; mentre ci sono soltanto due altri
collegi superiori al 4%, ad indicazione di un
declino incipiente, in particolare proprio in
quei collegi della zona “centrale” che
rappresentavano , un tempo, la forza di questo
partito:
Quiliano al 4,71%, Vado Ligure al 4,32).
Questi, dunque, i primi
dati analitici, in forma ancora sommaria, che è
possibile indicare come significativi al
proposito di ciò che è avvenuto in
Provincia di Savona, nel corso della tornata elettorale del
6-7 Giugno: riarticolazione del quadro politico,
perdita di capacità egemonica a destra come a
sinistra, interessante “movimentazione” del voto
in particolare nelle aree di più tradizionale
appartenenza della sinistra; questi appaiono,
dunque, gli elementi più importanti da
sottoporre all'attenzione degli osservatori.
Savona, 13 Giugno 2009
Franco Astengo
|