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La nuova stazione di Borghetto, errore clamoroso. Ecco le ragioni documentate

Caro ministro Scajola, non chiedo favori,

salvi Loano e Pietra da un disastro!

Trenitalia penalizza il futuro del baricentro loanese, ignorando il Santa Corona, il maxi porticciolo turistico, il raddoppio degli abitanti, il bacino d’utenza…


 di Filippo Bonfiglietti


Questo articolo, con altri che seguiranno, è particolarmente indirizzato all’attenzione del ministro Scajola, sperando che gli arrivi e che possa contribuire a risolvere meglio i problemi locali che andremo a descrivere.

Questa volta affrontiamo il rapporto tra le Ferrovie e Loano, dove ormai da anni non ferma più nessun treno veloce. Secondo noi, per via dell’insufficiente importanza attribuita da Trenitalia al bacino d’u­tenza della Piana di Loano: doppio di quelli di Finale e di Alassio e addirittura più grande di quello di Albenga, come si vede dal grafico a fianco e dalle fotografie sa­tellitari che mettono a confronto l’area di bacino di Loano con quella di Alassio.

Le ragioni di questo equivoco sembrano essere almeno tre: l’aver dato più importanza all’apparenza amministrativa (i Comuni) che alla realtà (il bacino d’utenza), l’aver guardato verso il passato anziché verso il futuro e l’aver considerato le lamentele degli utenti solo alla stregua di noiose pretese campanilistiche.

Quanto all’equivoco fra apparenza amministrativa e realtà socio/geografica, questo dipende dal fatto che, nella zona, tre Comuni (Albenga, Alassio e Finale) dominano l’area di loro competenza. Mentre Loano e Pietra Ligure, entrambe sulla stessa Piana, distano solo 3 km una dall’altra e sono quasi eguali (anche se Pietra è un po’ più piccola) col risultato di essere trattati come entità separate (i due Comuni!), troppo vicine tra loro per meritare una stazione importante ciascuna.  

E così si è penalizzata l’intera area, senza rendersi conto che questa - un’unica entità geografica tra i capi della Caprazoppa e quello di Borghetto - è tanto grande da avere due caselli autostradali come Imperia e Sanremo, ha il maggior ospedale del Ponente savonese (Santa Corona, 550 letti) e il più grande porto della provincia (oggi 425 posti barca, fra un anno 1500).

In più, a favore di quest’area, negli ultimi cinquant’anni c’è stata anche l’evoluzione della popolazione

Che ha fatto quasi raddoppiare il bacino di Loano, mentre quello di Albenga è cresciuto solo del 50%, quello di Alassio del 20% e quello di Finale quasi nulla. Intanto che Albenga perdeva una buona parte dei suoi passeggeri: le reclute delle caserme, chiuse con la fine della leva obbligatoria.

Ma Trenitalia sembra non si essersi accorta dei cambiamenti e, casomai, si è adeguata alla rovescia, peggiorando il servizio anziché migliorandolo.

Per questo, ci sembra che Trenitalia guardi al passato anziché al futuro. Certo, cent’anni fa, quando non c’erano né il porto, né l’ospedale di Santa Corona, né l’autostrada, né le automobili né le moto, se non ci fosse stato il treno ci si sarebbe dovuti muovere a piedi: ragione più che sufficiente per fare una  stazione ogni due chilometri.

Ragioni, d’altra parte, che tutt’ora giustificano le stazioni secondarie.

Purché non si dimentichi che un’area importante come questa esige una stazione importante nell’interesse di tutti, Ferrovie comprese: una stazione , una sola, dove fermino tutti i treni:
anche perché chiunque la raggiunga con un mezzo proprio, sia automobile, moto o bicicletta, deve poter tornare col treno alla stessa stazione per recuperarlo. Viceversa, uno degli aspetti sgradevoli del servizio fornito oggi dalle Ferrovie è proprio che, se si lascia la bicicletta o la moto a Loano e al ritorno si deve scendere a Albenga o a Finale, non solo occorre farsi una dozzina di chilometri con mezzi pubblici lenti e radi, con taxi costosi o con auto private, col risultato di raddoppiare il tempo occorrente per arrivare a Genova: ma poi, più tardi, si deve anche andare a recuperare il proprio mezzo personale.

La stazione importante non può essere altro che quella di Loano o quella di Pietra Ligure, tra le quali si può scegliere basandosi su fattori tecnici obiettivi.

In base ai quali, a un primo esame, Loano supera Pietra. Perché Pietra Ligure è più vicina a Santa Corona e il porto è a metà strada. Ma Loano, se si considera l’entroterra, è più baricentrica. E, in più, offre una maggiore  possibilità di parcheggio: sul tratto di lungomare che va dalla stazione a Borghetto e sulla via Olivette, parallela al di là della ferrovia, dove la disponibilità di posti/auto supera quella delle aree intorno alla stazione di Pietra.

 

Non voler guardare alla situazione con la logica che abbiamo appena esposto rischia di consolidare un errore capace di diverse conseguenze negative: peggioramento del servizio, danneggiamento del turismo, perdita dei clienti delle ferrovie, aumento del traffico automobilistico a spese di quello ferroviario.

Dunque rischia di danneggiare l’intero bacino Loano/Pietra ecc senza fornire alle ferrovie nessun vantaggio concreto, anzi portando ad una riduzione dei clienti, in barba a tutte le pretese di migliorare l’ambiente e di ridurre il traffico automobilistico superfluo.

E rischia di trasferire lo stesso errore sulle decisioni relative al raddoppio: a incominciare da quella di collocare la stazione a Borghetto, nel punto più lontano dal baricentro del bacino d’utenza della piana di Loano. Ne parleremo nel prossimo articolo.

 

Filippo Bonfiglietti