CONSIGLIO DI FABBRICA RINVIATO PER IL MALTEMPO

Ferrania, presto il vertice a Roma
[FIRMA]MAURO CAMOIRANO LA STAMPA
CAIRO
A placare il clima di tensione che si sta diffondendo, tra tante docce scozzesi, tra i lavoratori di Ferrania, ieri è arrivata la notizia ufficiale che è stata convocata per giovedì 4 dicembre la riunione al ministero dello Sviluppo economico sull’accordo di programma.
Durante l’incontro verrà preso in esame il piano industriale del gruppo Messina, con l’obiettivo di accelerare l’approvazione e la realizzazione delle iniziative previste dalla proprietà dell’azienda valbormidese. Lo ha comunicato ai sindacati il prefetto di Savona, Nicoletta Frediani, che nei giorni scorsi era stato invitato a intervenire per ridare impulso a iniziative ministeriali, compresa la richiesta di un incontro a livello politico. I sindacati intendono chiarire se, per il governo, il piano Messina rappresenti in modo compiuto il quadro delle iniziative industriali da attuare nel quadro dell’accordo.
«Se è così - ha detto il segretario dei chimici Cgil, Fulvio Berruti -, dobbiamo dire addio al progetto laminatoio e trarne le conseguenze. C’è bisogno di chiarezza, perchè abbiamo di fronte ancora alcuni anni tutelati dalla cassa integrazione e dovremo utilizzare questo tempo per trovare una soluzione per i 170 lavoratori che resterebbero senza prospettiva».
L’incontro a livello tecnico precederà quello politico che, comunque, il prefetto Frediani conta di poter fissare prima delle festività di fine anno.
«Sarà un Natale molto caldo», minacciano i sindacati riferendosi alla vicenda della Ferrania. E si dicono pronti alla mobilitazione.
Proseguono intanto gli incontri con le imprese industriali a Savona per i giorni 10 e 11 dicembre nell’ambito dell’iniziativa di promozione industriale in loco che il Ministero - con il supporto di Invitalia spa, agenzia di promozione dello sviluppo industriale e attrazione degli investimenti - sta svolgendo dal giugno scorso. Si procederà alla verifica delle manifestazioni di interesse delle imprese a presentare progetti industriali singoli o coordinati in appositi «contratti di sviluppo» per sostegno di nuovi investimenti a salvaguardia e a incremento dell’occupazione nell’area di crisi.
«Io non so cosa abbiamo intenzione di fare i lavoratori - spiega Berruti dei chimidi Cgil - nè se abbiano intenzione di fare qualcosa. L’assemblea di fabbrica che avrebbe dovuto svolgersi ieri è stata rimandata anche a causa del maltempo. Non siamo, ovviamente, contrari ad aiuti e iniziative per le medie e piccole imprese, ma l’accordo di programma è uno e deve valere per tutti. Insomma, o tutto, o niente». Da qui la richiesta di chiarezza: «Il piano Messina non è certo da buttare, ma lascia sul campo 170 posti di lavoro.