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«Molteni?
Ragionamenti da Berlusconi» |
valanga di
reazioni dopo le accuse al partito anticemento
Cuneo (Italia Nostra): assurdo dire che chi perde le
elezioni deve stare zitto. Turchi: un dipendente di
Berruti |
IL
SECOLOXIX |
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Savona. Il sasso nello stagno lanciato
dall'assessore Ferdinando Molteni, dalle
colonne del Secolo XIX, agita le acque della
politica savonese.
L'assessore era uscito allo scoperto sui
temi del cemento, dello sviluppo e della
bellezza, puntando il dito contro «i
rivoluzionari in pantofole». Il primo a
reagire è Roberto Cuneo, presidente di
Italia Nostra e già candidato sindaco del
centrodestra, direttamente chiamato in causa
da Molteni: «Io ho posto un problema reale.
Per fare la diga foranea alla Margonara
servono molti soldi. Se quei soldi non
escono dagli alloggi, mi dimostrino con i
conti economici che si può fare con i
residence». E poi: «Io mi aspettavo delle
risposte, non delle offese. Aspetto ancora
la risposta tecnica del sindaco e
dell'assessore Di Tullio». Poi: «Quanto al
discorso sui sette candidati sindaco, il
fatto che Ruggeri a suo tempo abbia vinto
non significa che chi ha perso deve stare
zitto. Questo è un ragionamento alla
Berlusconi. In ogni caso il mio esempio era
per dire ai cittadini che si devono
ricordare come hanno votato».
Patrizia Turchi, consigliera di "A Sinistra
per Savona"è netta come sempre: «Non siamo
sudditi e voi non siete re (ovvero cosa si
nasconde dietro al cemento)». E aggiunge:
«Non varrebbe la pena di rispondere ad un
dipendente del Sindaco (perché tali sono gli
assessori), che deve la sua attività a fior
di sponsor il cui elenco non può che
confermare la percezione di oligarchia
onnipotente (e senza i quali, forse, non si
farebbe "cultura"?)». E prosegue: «Ma il
problema vero è che da tempo a Savona non si
parla di sviluppo e di piano di crescita
economica, e che gli enti preposti a
favorire e governare tali progetti con mano
e proposta pubblica in realtà hanno abdicato
a favore di poche persone che invece
controllano, senza alcuna fatica, non solo
la Riviera ma anche la Valbormida». E
conclude: «Quindi il vero scandalo è la
pochezza della regia pubblica, che ancora
una volta tenta di parlare di cemento per
celare insipienza, incapacità, ignavia e
soprattutto inesistente ruolo politico».
Carlo Vasconi, consigliere regionale dei
Verdi, interviene invece con pacatezza, ma
cogliendo l'occasione per ribadire la
richiesta di referendum sulla
Margonara:â??«Se l' assessore ritiene che
coloro che non vorrebbero la torre di Fuskas
alla Margonara siano minoranza perché la sua
giunta non permette ai savonesi di
esprimersi direttamente con un referendum?
Così vedremo veramente cosa pensano i
savonesi: capiremo se i savonesi ritengono
come Molteni che sia un "bellissimo frutto
della creatività" o una più banale
speculazione edilizia». Poi ricorda il caso
di Finale: «L' assessore invita i critici a
guardare anche altrove ed indica Finale.
Conosciamo bene la storia dell' autosilo. A
Finale eravamo fortemente impegnati contro
questa speculazione con un impegno vero che
ha portato ad una petizione (firmate da 2000
persone tra cui anche Molteni), assemblee
pubbliche ed onerosi ricorsi al Tar. Ma non
siamo solo contro il progetto della
Margonara e l' autosilo di Finale».
Conclude: «Noi crediamo, come la Convenzione
Europea sul Paesaggio adottata dal consiglio
d'Europa nel 2000, che il paesaggio
rappresenti un bene della collettività. Noi
siamo convinti che a fronte del forte
decremento demografico dei residenti l'
aumento sconsiderato di abitazioni che
vengono proposte non sia assolutamente
giustificabile se non per fini speculativi.
Ci impegniamo con tutte le armi della
democrazia senza fare caso al reddito o alla
fama di chi condivide le nostre idee con
semplicità e senza pregiudizi. In futuro
saremo lieti di fare qualche battaglia per
l' ambiente con l' assessore Molteni».
An. Gran.
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