| MARTEDÌ, 18 NOVEMBRE 2008 |
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| Burlando e il cemento ineluttabile
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| Pietra Ligure, case al posto dei
cantieri navali in rovina: "Che altro si può fare?" |
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| "Guardatevi attorno e ditemi: ha un
senso invocare qui l´opzione zero?" |
| "Tutto il progetto deve essere
approvato: siamo aperti a qualsiasi contributo" |
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| MARCO PREVE La Repubblica |
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DAL NOSTRO INVIATO
PIETRA LIGURE - Tra i rottami arrugginiti, i capannoni
deserti e le gru inoperose di un cantiere che ha scritto
un pezzo di storia della nautica e sta per subire
l´ennesima trasformazione immobiliare rivierasca, il
presidente della Regione Liguria Claudio Burlando lancia
il suo appello: «Io non voglio a priori le seconde case
e, quindi, se qualcuno ha qualche idea, qualche
proposta, si faccia avanti. Ascolteremo tutti. Ma sia
chiaro: qualche mese e poi dovremo dare un risposta. Lo
dobbiamo soprattutto ai lavoratori in cassa integrazione
da un anno». Il messaggio di Burlando è chiaro e
certamente sincero. Ciò non toglie che il tutto sia
avvolto da un´atmosfera di ineluttabilità.
Quella che si coglie varcando i cancelli dei cantieri
navali Rodriquez, ex Cameli, nel centro di Pietra
Ligure. Ieri il presidente della Regione, assieme agli
assessori all´urbanistica Carlo Ruggeri e al turismo
Margherita Bozzano, è stato accompagnato in una visita
dello stabilimento ormai chiuso e in abbandono «per
rendermi conto esattamente della situazione, per capire
se abbia un senso invocare, come fa qualcuno, l´opzione
"zero cemento", in un luogo come questo. Guardatevi
attorno. Secondo voi ha un senso qui l´opzione zero?».
La domanda rivolta agli interlocutori - tra gli altri
alcuni dei 30 lavoratori in cassa, il direttore generale
della Rodriquez, Marco Ragazzini, il sindaco di Pietra
Luigi De Vincenzi - è retorica. È un´area industriale
per di più in pessime condizioni. Ma il passato, il
presente e il destino dei Rodriquez sembrano il perfetto
compendio di una parte della recente storia ligure.
Storia di aree pregiate in riva al mare, demaniali, poi
private, occupate da attività produttive oggi senza
mercato, che alla fine della favola vengono trasformate
sempre e solo in operazioni immobiliari, quando va bene
con qualche albergo.
«Quando ne abbiamo avuto l´occasione - commenta Burlando
- e penso alla Genova primi anni ?90 io ho fatto
l´Acquario. Ma ci arrivarono molti soldi pubblici. Qui
invece siamo in casa di un privato. E visto che il
comunismo è finito e non possiamo disporre come più ci
piace... E comunque un conto è Capo Cervo dove non ci
può stare neppure un mattone, un altro è un luogo come
questo che deve essere recuperato. La Rodriquez è la
nuova proprietaria e non ha colpe per la decadenza dei
cantieri. Ha proposto un progetto che prevede il
mantenimento di una parte cantieristica che occuperà i
30 operai in cassa e con l´indotto darà lavoro ad un
centinaio. Vogliono realizzare un albergo a 4 stelle e
faranno delle case, con volumi del 70% rispetto agli
attuali, per pagarsi l´operazione».
Marco Ragazzini spiega che i posti del porto turistico
saranno in massima parte venduti a chi garantirà la
manutenzione alle officine. Il nuovo scalo sarà dedicato
a super barche sopra i 40 metri. Non esattamente la
nautica sociale cui la Regione ha più volte annunciato
il proprio appoggio, ma neppure un semplice parcheggio
di natanti. «Comunque tutto il progetto deve ancora
essere approvato, per questo dico che noi siamo aperti a
qualsiasi contributo» aggiunge Burlando. È probabile
che, come al solito, qualche presa di posizione arriverà
dalle associazioni ambientaliste vista l´ormai cronica
assenza al dibattito di enti e categorie come
l´Università o l´ordine degli architetti. Il sindaco De
Vincenzi sottolinea che a questa scelta condivisa si è
arrivati con molti incontri; i lavoratori sono
preoccupati e giustamente per loro conta soprattutto
mantenere il posto; l´assessore Ruggeri chiosa
affermando che alcune posizioni anti-cemento, critiche
nei suoi confronti e di quelle della giunta «sono
battaglie condotte in solitudine». Burlando si avvia
all´uscita dello stabilimento rimarcando una volta di
più che la sua idea è evidentemente quella di una
Liguria stile Cinque Terre (la foto della sua campagna
elettorale venne scattata a Manarola) ma di fronte a
certe situazioni l´opzione zero non è praticabile.
Infine, e non vorrebbe neppure che se ne scrivesse, ha
ritenuto "offensivi" nei suoi confronti i riferimenti di
un articolo di Repubblica in cui si parla di possibili
imbarazzi decisionali in relazione ad amici ed iscritti
alla sua associazione Maestrale, come l´architetto
Vittorio Grattarola progettista per l´operazione di
Pietra Ligure, e l´avvocato Giorgio Giorgi socio della
cordata per il porto turistico di Marinella. «Faccio
politica da vent´anni e conosco molte persone, pensare
che io possa favorire qualcuno per motivi di amicizia è
offensivo». Resta il fatto oggettivo che le operazioni
in cui sono impegnati i due professionisti iscritti
all´associazione del presidente, dalla Regione devono
passare. |
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