Donati gli organi, camera ardente in Comune a Vado e
domani alle 11 i funerali
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«I guerrieri della luce non sempre
sono sicuri di ciò che stanno facendo. Molte volte
trascorrono la notte in bianco, pensando che la loro
vita non ha alcun significato. Per questo sono guerrieri
della luce. Perchè sbagliano. Perchè si interrogano.
Perchè cercano una ragione: e certamente la troveranno».
Questa citazione tratta dal «Manuale del guerriero della
luce» di Paulo Coelho è stata inviata da Roberto Peluffo
alla moglie Marina dopo un’interminabile riunione
politica che lo aveva tenuto lontano da casa. Poche
parole che testimoniano l’autoironia e il disincanto con
cui Peluffo viveva il mestiere che si era scelto. Un
mestiere a cui ha dedicato la vita, anche se a volte
nemmeno lui vedeva la fine del tunnel. [FIRMA]ERMANNO
BRANCA
PIETRA LIGURE
Roberto Peluffo è morto. L’ex sindaco di Vado da una
settimana era ricoverato nel reparto di Rianimazione del
Santa Corona dopo l’ictus che lo aveva colpito domenica
scorsa. Ieri mattina i medici ne hanno riscontrato la
morte cerebrale e alle 15 sono state spente le macchine
che garantivano le funzioni vitali. La moglie Marina ha
dato disposizioni per donare gli organi. L’operazione si
è svolta ieri sera, questa mattina la salma sarà
nell’obitorio di Santa Corona e nel pomeriggio verrà
trasferita a Vado Ligure dove è già stata allestita una
camera ardente nell’atrio del Comune. L’amministrazione
del sindaco Giacobbe ha deciso l’apertura straordinaria
del municipio fino a mezzanotte. Intorno alla salma si
alterneranno i picchetti d’onore organizzati dai
sindacati e dalle associazioni di volontariato di Vado.
I funerali si svolgeranno domani alle 11 nella chiesa di
San Giovanni a Vado. Poche ore dopo la morte di Roberto
Peluffo, la mamma Silvia che ha 84 anni, ha accusato un
collasso ed è stata ricoverata nell’astanteria del
Pronto soccorso del San Paolo in osservazione.
Fin dal mattino nella saletta di attesa del reparto di
Rianimazione di Pietra Ligure si sono alternati amici,
parenti e decine di uomini politici che lavoravano
abitualmente con Roberto Peluffo: il presidente della
Regione Claudio Burlando, il manager dell’Asl Flavio
Neirotti, gli assessori regionali Ruggeri e Montaldo il
consigliere del Pd Nino Miceli, il segretario
provinciale Giovanni Lunardon, il segretario della Cgil
Francesco Rossello, i colleghi di giunta in Provincia
Lorena Rambaudi e Carlo Scrivano, l’ex presidente
Garassini. Particolarmente folta la delegazione vadese
con il sindaco Giacobbe, gli assessori Carelli, Giuliano
e Verdino, Laura Celestini della Croce Rossa di Vado, il
responsabile della sezione del Pd Ivano Sciutto, il
presidente della Sms di Sant’Ermete. Tutti apparivano
commossi, addirittura provati. E’ stata la moglie di
Peluffo, Marina, a fare coraggio ai visitatori, «perchè
Roberto avrebbe voluto così».
Il segretario del Pd Lunardon ha sottolineato: «Roberto
è stato un grande uomo di governo e delle istituzioni.
Un uomo capace di assumersi con coraggio le proprie
responsabilità». Il sindaco Giacobbe ha detto con
semplicità: «Adesso a chi chiederò consiglio?». Il
governatore Burlando ne ha sottolineato le doti
politiche: «Un uomo che aveva uno straordinario rapporto
con la gente: basti pensare che fu eletto con l’80% di
preferenze». Il prefetto Frediani, che giovedì aveva
visitato Peluffo, si è detta «addolorata per la
scomparsa dell’assessore provinciale». Il presidente
Bertolotto ha ammesso: «Con Peluffo ho lavorato bene per
anni anche se negli ultimi tempi c’erano tensioni per le
vicende politiche». La collega di giunta Lorena Rambaudi
ha aggiunto: «Siamo stati vicini e abbiamo sofferti
entrambi per la fine del mandato in Provincia». Il
vicesindaco di vado Monica Giuliano: «E’ stato Peluffo a
volermi in giunta. Era lui a dare la carica a tutti». |
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