il caso

Ecco i primi sintomi
della recessione
in provincia di Savona

ROBERTO PAVANELLO

La crisi incomincia
da edilizia e auto

SAVONA LA STAMPA
La recessione non fa sconti neppure alla provincia di Savona e alla sua economia.
La crisi, come sottolinea savonaeconomica.it, avanza inesorabile sulle sponde del Letimbro e a subirne gli effetti non sono più solo i consumi delle famiglie, ma anche tutta la cosiddetta economia che produce. A finire sotto scacco sono infatti anche settori i «trainanti» del Pil savonese: nel porto di Savona-Vado si stanno dimezzando, rispetto all’autunno scorso, i traffici di auto nuove e anche per il 2009 l’orizzonte si profila a tinte fosche, soprattutto se saranno confermate le previsioni che parlano di ulteriori record negativi per il mercato dell’auto. Il mezzo milione di autoveicoli in meno che si venderanno in Italia ha già provocato rallentamenti nell’attività dell’indotto provinciale: le due aziende savonesi della componentistica hanno fatto ricorso alla cassa integrazione ordinaria per un primo periodo di tre mesi. La Ap Italia di Cairo Montenotte, che ha a libro paga circa 500 dipendenti, ha già chiesto l’intervento della cassa integrazione per un massimo di 200 lavoratori a rotazione, mentre la Bitron di Savona, 300 dipendenti in tutto, ha raggiunto l’accordo con i sindacati per tredici settimane, a rotazione, fissando in 150 unità il limite massimo giornaliero di lavoratori che resteranno a casa. E, a far compagnia alle due più importanti aziende dell’indotto savonese dell’auto, se ne stanno aggiungendo altre di minori dimensioni comunque legate al settore dei trasporti, come l’ex Vetrotex, ora Ocv, di Vado Ligure, i cui prodotti che escono dalla divisione «velo di vetro» vengono anche utilizzate come rinforzo per i materiali plastici degli autoveicoli.
Il comparto legato per definizione al territorio, l’edilizia, sconta invece due aspetti negativo: la frenata del mercato residenziale e la riduzione degli investimenti in opere pubbliche. Il numero dei bandi di gara segna infatti un desolante meno 32% rispetto al dato del 2004, con una perdita secca per il settore delle costruzioni che viene quantificato in 50 milioni di euro. Se si tiene conto che l’edilizia per la provincia di Savona significa 9 mila posti di lavoro, è evidente come le conseguenze della riduzione di attività potranno essere molto pesanti.
Infine, anche il turismo fa i conti con la crisi: è in arrivo un inverno grigio ben oltre quelle che saranno le condizioni meteorologiche, con presenze che si annunciano concentrate solo nella settimana tra Santo Stefano e Capodanno e minori arrivi negli altri ponti e nei weekend. Ma i timori già si allungano sulla prossima primavera e persino sull’alta stagione, nel caso in cui la crisi economica continuasse a deprimere i consumi, anche quelli legati alle vacanze.