Accanimento contro il territorio»
anche noli e spotorno bocciano il nuovo gruppo a carbone di vado
Il sindaco Berruti e l'okay all'ampliamento della centrale: un pericoloso atto antifederalista
IL SECOLOXIX
IL SINDACO Federico Berruti scende in campo sull'assenso della commissione nazionale di "Via" all'ampliamento a carbone della centrale di Vado, fortemente voluta dall'Unione industriali e "benedetta" dal ministro Claudio Scajola. Lo definisce un atto «d'imperio, calato dal centro a viva forza. Ancora una volta assistiamo agli atti di un governo che parla di federalismo e invece si comporta in modo antifederalista - dice - È un accanimento contro un territorio che ha già dato molto». E lancia un monito: «Così ci si spinge verso posizioni più radicali».
Sul metodo il giudizio è nettissimo: «Trovo incredibile che il sistema complessivo degli enti locali, dai Comuni alla Regione, sia stato escluso da una valutazione che è sì tecnica, ma che si è tradotta in un atto politico: l'esclusione del territorio, i cui motivati pareri non sono stati tenuti in conto». Poi il sindaco entra nel merito: «Tra Savona e Vado ci sono meno di 80 mila abitanti. Su questo territorio si è progettata una piattaforma contenitori, un porto turistico e un'infrastruttura come l'Aurelia bis». Prosegue: «Non solo quali altri territori esistano in Italia nei quali gli enti locali si siano dimostrati capaci di governare simili processi, in un clima non favorevole». Il rischio? Scivolare rapidissimamente lungo un piano inclinato: «Assistiamo ad un accanimento controproducente che indebolisce chi cerca di governare in modo equilibrato il rapporto tra ambiente e sviluppo». Ci fossero dubbi, aggiunge: «Io sono per l'ambientalismo del fare e non per quello dei "no". Ma non posso sottovalutare il problema del carico ambientale su questo territorio: se all'ambientalismo del no si contrappongono le forzature, come in questo caso, ci troveremo tutti costretti a rivedere le nostre posizioni».
Poi si infila nelle contraddizioni del centrodestra: «Noi abbiamo sempre attuato una politica attentissima al rispetto dei parametri di Kyoto. Tanto è vero che abbiamo proposto un impianto di smaltimento dei rifiuti non inquinante. Ci si è detto "no". Mi domando come il centrodestra locale, che dà mostra di grande sensibilità ai temi ambientali, possa andare alle Provinciali con proposte come queste: carbone e incenerimento dei rifiuti».
Berruti, nel 2005, da vicepresidente della Provincia, si era opposto con fermezza all'ipotesi di una centrale a carbone da 300 megawatt nell'ambito del "pacchetto" per il rilancio di Ferrania (alla quale Provincia e Comuni opposero, con la proprietà e l'allora ministro alle Attività produttive Scajola, la disponibilità per una centrale a metano). Difficile che la sua propensione all'utilizzo del fossile sia aumentata nel corso del tempo. Fa tuttavia un distinguo: «Un conto sono le valutazioni sul singolo progetto, un conto è il rapporto con un'azienda che è di fondamentale importanza per il nostro territorio ed è importante che continui ad investire qui». Aggiunge Berruti: «Tirreno Power è una grande azienda ed è un'azienda che ha un rapporto molto serio con il territorio, come dimostra il sostegno al Campus e a tante attività culturali».
Il progetto presentato da Tirreno Power, del resto, garantisce l'abbattimento complessivo del 7,3% degli ossidi di zolfo, del 1,1% degli ossidi di azoto e del 3,2% delle polveri. Ma il punto è un altro: molti ritengono che il ricorso al carbone e alle metodologie connesse, per quanto avanzate, si rivelerà obsoleto nel giro di pochi anni. Gli stessi Usa, che a lungo si sono rifiutati di aderire ai parametri di Kyoto, si apprestano con il nuovo presidente a virare a 360 gradi la propria politica energetica, che Obama ha posto in cima alla sua agenda.
Intanto, i no secchi degli enti locali si moltiplicano: ieri si sono aggiunte Spotorno e Noli. «Il consiglio comunale di Spotorno, il 31 maggio 2007, si era già espresso contro l'ampliamento a carbone della centrale», ribadisce il sindaco Bruno Marengo. Il sindaco di Noli Ambrogio Repetto, che ritiene «anacronistico» produrre energia bruciando carbone, aggiunge: «Noli è pronta a sostenere le amministrazioni locali nella battaglia istituzionale di opposizione al progetto».
Antonella Granero