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Quarta puntata/Oltre il “ciclone Teardo”, pagine di storia e di
cronaca mai lette
Troppi
giornalisti e conduttori tv “appecoronati”
sulla massoneria
La scelta vincente di Lagostena (massone) di mandare in onda Gelli
su Odeon Tv. Il Secolo XIX intervista l’ex collega, ora editore, ma
dimentica di chiedere…
di Luciano Corrado
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Licio Gelli |
Savona
- <Funari? Il coraggio di dire quello che
pensava subendone le conseguenze>.<Funari? La faziosità della
verità>. <Uomini liberi e troppi giornalisti servi >. <La faziosità?
Parlare bene dei morti, per parlare male dei vivi>. <La massoneria?
Un’èlite del Paese, non a caso Mussolini come primo provvedimento
sciolse le logge, in quanto associazione>. <Anche alla Chiesa romana la
massoneria dava fastidio>.
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Cosa c’entrano tutte queste prese di posizione,
opinioni, affermazioni, con la quarta tappa sulla “massoneria savonese e
ligure” nell’ambito della “Teardo story” che raccontiamo da oltre
un anno, a puntate? Tra interesse e disinteresse.
Si sono fatte tante polemiche, lette ed ascoltate.
Toni scandalistici, soprattutto a sinistra, perché Licio Gelli
tornava a parlare, testimoniare, riflettere, documentare dal piccolo
schermo. Quel Gelli novantenne al quale sono dedicati libri
(almeno 6), fascicoletti e “supplementi speciali” (da L’Espresso,
Il complotto di Gelli-relazione di Tina Anselmi, presidente della
Commissione d’inchiesta sulla P2, testo integrale; Il memoriale di
Gelli, testo integrale con lettere autografe, circolari riservate,
messaggi ed elenchi di massoni).
Il sempre documentato e “maestro di giornalismo e di
cronaca” per le giovani leve, Marco Travaglio,
nel suo passaparola (blog di Beppe Grillo) dal titolo
“La P 2 è viva e lotta con noi”, ha preso le difese
dell’editore di Odeon Tv di mandare in onda il “contestato
programma gelliano”. Aggiungendo uno dei suoi tanti fendenti: <…se
non fosse stato per Odeon Tv che ha portato in televisione
Gelli, nessuno avrebbe ricordato che Berlusconi stava nella
P 2…Io sono infatti favorevole alla trasmissione di Licio
Gelli, non capisco le polemiche: in TV vediamo molto peggio di
Gelli. Vediamo intanto molti suoi seguaci….>.
Per la cronaca anche
Alberto Teardo aveva tanto di tessera come Berlusconi, con
ricevuta di versamento di quota d’ingresso. Ma l’ex potente presidente
della Regione Liguria, primi anni ottanta, si è ritirato dalla politica
attiva a seguito delle manette (14 giugno 1983) e per l’interdizione a
vita, dopo la condanna definitiva. Fece un’apparizione fugace qualche
anno fa (aveva una spiegazione che racconteremo), poi si è davvero
dedicato a vita privata, attività commerciale (centro Africa
compreso) e spiace perfino riscrivere quelle pagine, solo a fini
storici, per non dimenticare. E’ risaputo che lui non ha gradito. Anzi,
un giorno stappò perfino champagne…Magari potrà raccontarlo (uno scoop!)
a Odeon Tv.
Elisabetta Gardini,
sempre dal piccolo schermo di Odeon, ricordava :<Un pensiero a
Gianfranco Funari, lui le donne almeno le amava>.
E chi meglio di alcuni abitanti di Loano e di Boissano ricorda
<chi fosse nella vita Funari>. Per aver abitato in una villa
sulla prima collina, per aver frequentato la città, dove ha sposato una
delle mogli. Nello stesso programma, Gianni Barbacetto,
giornalista senza museruola, accennava: <Alcune cose in questo Paese non
si possono dire>. Proprio cosi, è accaduto sul “chi era nella vita
Funari>
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L'editore Raimondo Lagostena |
Proprio cosi, emerge dall’intervista che Il Secolo
XIX ha fatto a Raimondo Lagostena, pagina 4 (politica), il 2
novembre 2008, dal titolo: <Intervista all’editore Lagostena:
Censura? Non sarebbe degna di un paese civile” (vedi….).
E’ mancato lo spazio, succede, per ricordare che il collega, è stato
tra i redattori de Il Secolo XIX di Genova. Era anche bravo,
per chi lo ricorda nel periodo in cui “passava” (leggi titolava) la
Pagina della Regione. Era scrupoloso, attento, schioppettante.
Era per le “pagine ed i titoli vivaci”.
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Probabilmente
è successo la stessa cosa (mancanza di spazio) al lungo articolo di
Marco Travaglio; in questo caso neppure un piccolo accenno al
nome di “patron” Lagostena per aver mandato in onda la
contestatissima trasmissione con “nonno Gelli”. E si perché
c’è anche un libero professionista, Maurizio Gelli, nato il
25 ottobre 1950, a Pistoia, cittadinanza italiana, con
residenza a Buenos Aires, via Avenida J. Ferrari (iscritto
all’Aire, anagrafe italiani residenti all’estero), che si muoveva
spesso tra la Costa Azzurra, la Riviera di ponente e la
Toscana. E, camin
facendo, incontrava…
In nome e per conto della completezza di
informazione, della “(s)comparsa dei fatti”, degli “stipendi da
fame” dei giovani giornalisti, o di quel giornalismo graffiante e
documentato che insegnava agli allievi Piero Ottone
(direttore anche de Il Secolo XIX), si finiscono per dimenticare
“piccoli” particolari.
Raimondo Lagostena,
editore di successo e “coraggioso” (fu lui a sdoganare il Funari
caduto in disgrazia alla Rai e Mediaset?), era inserito in
quel libro, ormai introvabile, dal titolo “L’Italia della
Vergogna”. Nel capitolo “Su il cappuccio”, pagina
216, viene riportato l’elenco della “Rispettabile Loggia “Camea”.
Obbedienza di Santa Margherita Ligure”....
(
vedi a fondo pagina.)
Il Secolo XIX aveva pubblicato una pagina sui
“fratelli” del Levante ligure. Chi scriveva, allora, non era in
possesso del libro, edito successivamente. Ed una copia era
disponibile fino a qualche mese fa in Argentina, al modico
prezzo di 470 euro, più spese di spedizione. Introvabile, in
Italia, da oltre un anno.
Trucioli Savonesi aveva pure raccontato la recente
serata e la visita culinaria, ad Albenga, del giornalista-scrittore
(già a La Stampa), Paolo Lingua. Tra gli allegati un articolo
che Lingua scrisse della famiglia Perrone di Genova,
ex Ansaldo, poi proprietari del Messaggero di Roma
(ora Caltagirone, suocero di Casini) e per ultimo de
Il Secolo XIX, in caduta libera di copie.
A completezza di informazione, poichè sotto
riportiamo anche i nomi di persone affiliate a logge, assai meno
noti, quella pagina “massonica” fu inviata ad alcuni giornalisti di
“grinta” (si dice cosi?). Ma per uno stranissimo destino di
internet, da terzo millennio, non solo non seguì mai una risposta,
ma non arrivò neppure la “conferma di lettura”, che solitamente si
clicca, per cortesia. Sarà solo per caso!
Ben vengano, dunque, i programmi di Odeon Tv.
Gli editori alla Raimondo Lagostena. Non importa il
fine politico (se esiste), il lettore-ascoltatore giudicherà con i
discussi indici di gradimento. Forse qualche dubbio sorge sulle
(inutili) autocensure in stile libero, “Secolo XIX”. O libero “Beppe
Grillo”, firmato Marco Travaglio.
Tra le colpe attribuite all’informazione italiana
c’è quella di dedicare il 70 per cento degli spazi ai commenti ed il
30 per cento ai fatti.
Qualcuno si arrabbierà se un piccolo e sconosciuto
blog di Provincia (dodici lettori, quanti gli apostoli), di
proprietà (ma senza spazi pubblicitari) di un altrettanto
“sconosciuto” dipendente autostradale che risponde al nome di
Antonio Signorile, consente ad un “giornalista pensionato a
forza” di fare lo sperduto, magari scomodo e fesso, cronista?
Luciano Corrado

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I PIEDILISTA DEGLI AFFILITI A DIVERSE
LOGGE MASSONICHE
(Procura della Repubblica di Savona 11 ottobre
1982)
Rispettabile Loggia Le
Agavi
(poi Eleuteria)
di Pietra Ligure – Obbedienza di Piazza del Gesù:
Giacomo Accame (Pietra Ligure), Antonio Codilia (Pietra Ligure),
Giancarlo Tritzo (Varigotti), Giorgio Finocchio (Borgio Verezzi),
Antonio Vivino (Loano), Giovanni Allegri (Varigotti), Domenico
Rosciano (Finale Ligure), Pietro De Rossi (Pietra Ligure),
Giacomo Mamberto (Finale Ligure), Sergio Palaoro (Pietra
Ligure), Gaetano Brancatelli (Finale Ligure), Renzo Ghiringhelli
(Finale Ligure), Gustavo Basevi (Pietra Ligure), Mario Carminati
(Albenga), Giorgio Monleone (Borgio Verezzi), Enrico Richeri
(Finale Ligure), Giobatta Astengo (Finale Ligure), Mario Trotta
(Finale Ligure), Bruno Dodino (Borgio Verezzi), Federico
Casanova (Rialto), Aldo Morello (Pietra Ligure), Antonio Sorbi (Borgio
Verezzi), Vittorio Bozzano (Borgio Verezzi), Giovanni Armando
(Pietra Ligure), Paolo Foscolo (Finale Ligure), Pasquale
Ruzzolino (Finale Ligure), Daniele Zancolli (Finale Ligure),
Aldo Zanobbio (Finale Ligure), Gianni Monte (Borgio Verezzi),
Matteo o Mattia Giovannini, in sonno (Borgio Verezzi), Marino
Basso, in sonno (Orco Feglino),
Osvaldo Lacchini (Borgio Verezzi).
Rispettabile Loggia Le Ginestre di Borghetto
S. Spirito – Obbedienza di Piazza del Gesù:
Elio Alessandria, Luciano
Balocco (Balestrino), Brosito Bogliolo (Alassio), Cesarino
Canale, in sonno (Loano), Domenico Costante (Toirano), Gianluigi
Figini (Borghetto S. Spirito), Pietro Franco (Loano), Giuseppe
Giangrande (Pietra Ligure), Giuseppe Miino (Borghetto S.
Spirito), Ubaldo Pastorino (Borghetto S. Spirito), Osvaldo
Pignocca (Loano), Roberto Roveraro (Borghetto S. Spirito), Elio
Zucchetta (Boissano). Alcuni degli affiliati sono poi
confluiti nella Rispettabile Loggia Spartos, sempre a Borghetto.
Rispettabile Loggia Le Palme (poi Phoenix)
Oriente di Loano: Mario
Condorelli (Loano), Alberto Galati (Pietra Ligure), Piero Borea
(Albenga), Aldo Morandi (Albenga), Raffaele Macchi (Albenga),
Giancarlo Ascoli (Ceriale), Giovanni Cerruti (Ceriale), Benito
De Leonardis (Pietra Ligure), Giovanni Bruzzone (Loano), Vincenzo Jaccarino (Loano), Gianalberto Bussetti (Loano), Augusto Rolando
(Loano), Lanfranco
Fabbrò (Loano), Mauro Serratore (Ceriale), Emilio Astudo
(Albenga), Gianbattista Enrico (Albenga), Maurizio Clementi
(Pietra Ligure).
Rispettabile Loggia Le
Acacie (poi Ligustica) di Albenga – Obbedienza di Piazza del
Gesù: Gianfranco Sasso (Albenga),
Luciano Malpezzi (Alassio), Italo Gafà (Albenga), Vincenzo
Papalia (Pietra Ligure), Gianfranco Mosso (Villanova d’Albenga),
Carlo Stalla (Alassio), Luciano Campanari (Andora), Augusto
Guglieri (Andora), Gianpaolo Fracchia (Alassio), Piero
Rebagliati (Loano), Antonio Fameli (Borghetto S. Spirito),
Giuseppe Cavassa (Conna di Andora), Elio Rotondo (?), Mario
Panerai (Varigotti), Francesco Lovino (Pietra Ligure), Pietro
Fasiani (Ceriale).
(prosegue prossima puntata)
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