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Ferrania, biomasse e
laminatoio Messina garantisce 300 posti |
| presentato il
piano industriale |
IL SECOLOXIX |
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SVILUPPO del fotovoltaico, della chimica fine, del
comparto energetico con centrale a biomasse da 10
megawatt, e annesso impianto di teleriscaldamento,
ma soprattutto il mantenimento del filone
siderurgico con il laminatoio. E gli stessi numeri a
suo tempo pensati dall'ex azionista Vittorio
Malacalza. Ovvero 300 milioni di euro di
investimento privato per 300 posti di lavoro ex
novo.
Sono le linee guide del piano industriale per la
nuova Ferrania (con un organico teorico di 460
dipendenti, la maggior parte in cassaintegrazione)
che il gruppo Messina ha presentato ieri mattina ai
sindacati nella sede dell'Unione Industriali di
Savona. Al tavolo del confronto si sono presentati i
manager genovesi, gli armatori Stefano Messina e
Andrea Gais, con l'amministratore delegato Giuseppe
Cortesi. «E' una bozza, solo un'ipotesi per il
momento, abbiamo bisogno ancora di tempo. Un mese al
massimo, per presentare il piano definitivo. Se ne
riparlerà alla fine di ottobre, ai primi di
novembreȏ stato la premessa fatta alla delegazione
sindacale da parte della proprietà che ha ribadito
nel loro schema di sviluppo come sia centrale il
perno del laminatoio. «Ancora un mese e poi lo
scenario su cui siamo in grado di muoverci sarà più
chiaro - ha chiarito la dirigenza - abbiamo avuto
contatti e trattative con i principali gruppi
siderurgici italiani che però non hanno avuto uno
sbocco positivo, ma continuiamo a muoverci in questo
settore».
È quanto si sono limitati a dire i rappresentanti
della proprietà dello stabilimento Ferrania che
comunque hanno ribadito di avere in piedi ulteriori
trattative per allacciare sinergie con partner
internazionali. In grado non solo di costruire
l'impianto di lavorazione dell'acciaio, ma anche in
grado di garantire lo sbarco e la movimentazione
delle materie prime (bramme). Filone da un milione
di tonnellate all'anno, su cui si sono arenate le
trattative con i principali gruppi italiani, da
Marcegaglia a Lucchini.
A.P.
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