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Code e degrado il
distretto della vergogna |
varazze, gli utenti
protestano
Tende al posto delle porte, bagni fatiscenti. Manca l'acqua
calda e l'ascensore per i disabili è guasto |
IL SECOLOXIX |
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TOILETTE in condizioni disastrose, code infinite,
montagne di medicinali da buttare via, una tenda al
posto di una porta, mancanza di acqua calda in
alcuni ambulatori, montacarichi per i portatori di
handicap sempre guasto. Siamo all'Asl 2, distretto
di Varazze, al quale fa capo un bacino di 12 mila
residenti, ma sul quale gravitano anche gli utenti
di comuni limitrofi, come quelli di Celle (oltre 5
mila abitanti), dove il Cup è aperto solo due volte
alla settimana. «Sembra di essere in Albania». L'Sos
lanciato da alcuni utenti del distretto di via IV
Novembre - dove hanno sede il Cup, l'ufficio di
igiene, il consultorio e alcuni ambulatori
specialistici, e dove lavorano quattro infermieri,
tre impiegati amministrativi, oltre al personale
medico e del consultorio - ci ha spinti a
controllare.
E la situazione è davvero di degrado.
Nell'anticamera fanno la fila decine di persone per
prenotarsi al Cup, la maggior parte in piedi, dato
che ci sono solo 18 sedie. Mamme con bambini
piccoli, anziani, persone che tossiscono. A causa
delle lunghe attese, a volte scoppiano liti, per
sedare le quali (è successo lunedì) è necessario
l'intervento dei carabinieri. «È la terza volta che
vengo qui stamattina, con la speranza di trovare
meno persone - sbotta Antonella Benenati -. Forse il
personale è scarso e deve dividersi fra le
prenotazioni e la consegna dei referti. Niente da
dire, invece, sul funzionamento dei servizi, in
particolare quello dei prelievi, il consultorio di
pediatria e ginecologia, che frequento da anni
perché ho tre bambini». «Ho davanti 30 persone» si
agita un signore. «I locali sono quelli che sono -
interviene Roberta Valle - però devo dire che il
personale è competente: vengo qui per il corso di
massaggio infantile. Il vero scandalo a Varazze è la
pediatria: non ci sono specialisti a sufficienza e i
medici generici sono costretti a farsene carico».
«Per favore, abbassiamo un po' il volume, perché non
sentiamo niente» interviene, nervosa, un'operatrice
del Cup.
Ma andiamo oltre. Sulla sinistra, sacchi stracolmi
di medicinali sono ammucchiati sopra e davanti ai
contenitori per il ritiro dei farmaci scaduti.
Tappiamoci il naso ed entriamo nei gabinetti, o
meglio, nei cessi. In quello al pian terreno
spiccano alcuni detersivi, prese di corrente
mancanti e un calorifero arrugginito. Ma la "chicca"
sono quelli del primo piano. Nel gabinetto per il
pubblico veniamo accolti da due porte divelte,
appoggiate sulla parete, da due bidoni della
spazzatura e uno sgabello rotti. Un appendiabiti
ciondola dal muro e, orrore, una garza fa le veci
della catena del gabinetto. Accanto c'è, lasciato
aperto, il gabinetto destinato al personale. Lo
squallore è totale. Nell'anticamera albergano un
carrello delle pulizie, apparecchiature mediche, un
rotolone di carta. Nel bagno spiccano l'armadio
pieno di detersivi aperto e la scritta: "Per favore
in questo w.c. fare solo pipì".
Abbiamo chiesto alla dirigenza per quale motivo
l'Asl di Varazze, che da una quarantina d'anni ha
sede in questi locali presi in affitto, si trova in
tali condizioni. «La struttura sarà abbandonata non
appena l'Asl sarà trasferita nella sede, acquistata
dal Comune, delle ex Boschine, nel centro della
città - spiega il dottor Giampiero Storti, direttore
della Comunicazizone dell'Asl -. Stiamo solo
aspettando il finanziamento ex art. 20 dalla Regione
per poter iniziare i lavori. Il progetto da un
milione di euro è già stato approvato». La
dottoressa Claudia Agosti, direttore sanitario
dell'Asl 2, è più ottimista: «Nel 2009 l'edificio
delle ex Boschine sarà ristrutturato e ospiterà
tutti i servizi attuali. Certo, ciò non giustifica
il fatto che non ci sia attenzione nei confronti
della manutenzione della sede di via IV Novembre.
Avevo fatto la segnalazione all'ufficio tecnico
dell'Asl. Mi fa dispiacere sapere che la situazione
sia ancora così».
Stefania Mordeglia
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