Comune e Banca d’Italia
si contendono l’ex sede
Il sindaco Parodi medico a tempo pieno
verso la rinuncia al secondo mandato
La prossima settimana s’incontrano
gli avvocati
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SAVONA LA STAMPA
La prossima settimana a Roma s’incontreranno gli avvocati del
Comune e della Banca d’Italia per discutere il futuro della sede
di Savona, prima succursale dismessa d’Italia lo scorso 26
settembre. Il Comune vanta un vecchio contratto che venne
siglato a fine ‘800 dagli amministratori di Savona che prevedeva
in cambio della cessione del terreno per la costruzione della
sede della banca, il diritto del Comune a riscattare l’immobile
qualora fosse cessata la destinazione d’uso originaria. Il
prezzo del riscatto era molto basso e anche applicando tutti i
correttivi sull’aumento del costo del denaro, il Comune potrebbe
diventare proprietario di un prezioso immobile nel cuore della
città per una cifra di poco superiore al milione di euro. I
legali della Banca d’Italia contestano questa ricostruzione, non
solo per quanto riguarda l’ammontare dell’indennizzo ma
addirittura nel merito. Bankitalia sostiene infatti che il
contratto sottoscritto con Savona non avrebbe valore dal momento
che risale a un periodo precedente all’adozione del codice
civile.
Insomma una «partita a scacchi» che verrà giocata dai giuristi
incaricati da Comune e Banca d’Italia con l’intenzione di
arrivare comunque a una transazione che tuteli gli interessi
delle due amministrazioni pubbliche. Il Comune potrebbe tentare
di rilevare la proprietà dell’immobile oppure monetizzare
l’uscita di scena ottenendo un indennizzo e lasciando poi alla
Banca d’Italia il diritto di vendere il prezioso palazzo di
piazza Mameli. Il primo incontro si è svolto in Comune e non ha
avuto esito. La prossima settimana le parti entreranno nel
merito del confronto con gli avvocati che metteranno in tavola
le carte da giocare nella trattativa. Incontro risolutivo quello
tra Giovanni Lunardon, coordinatore provinciale del Partito
Democratico e il sindaco di Albisola Superiore Nello Parodi. Sul
tavolo sarà posto lo scottante tema della ricandidatura alle
prossime elezioni di primavera del primo cittadino albisolese,
che è direttore di Medicina interna per le cure intermedie al
San Paolo. Proprio il doppio incarico fa presagire la rinuncia
del medico, suo malgrado, a riproporsi per il secondo
mandato.Durante i quasi 5 anni di amministrazione, al contrario
di quanto successo nelle vicine Celle e Varazze, la giunta
Parodi non ha subito revisioni di mandati negli assessorati né
dimissioni, partecipe buona parte dell'opposizione che ha
sovente dialogato con la maggioranza nonostante i tanti problemi
irrisolti quali, ad esempio, il nodo del traffico, la
stagnazione sulle aree industriali dismesse, i lavori rimasti a
metà dell'opera della piscina coperta di Luceto, il mancato
recupero della vecchia stazione ferroviaria del Capo. |
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