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10 Ottobre 2008
MA CI SONO ASSICURAZIONI DELLA PROPRIETÀ
SUL FUTURO DELLA SEDE VALBORMIDESE
Avanza senza freni la crisi all’Ap
LA STAMPA |
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Vicenda AP: cassa integrazione per 200
dipendenti a rotazione. Vertice fiume, ieri, tra sindacati e
dirigenti. La riunione è iniziata con l'ingegner Paolo Buriazzo,
presidente di AP e membro del Consiglio di amministrazione di
Continental, che controlla la AP; alle 18 l'incontro è
proseguito con Luca Tassinari, direttore del personale dello
stabilimento cairese.
Dice Andrea Pasa, della Cgil: "L'azienda deve affrontare una
crisi globale del settore auto che ha portato ad una diminuzione
del 20% di vendite sui mercati europei e l'inizio di una
flessione anche su quelli asiatico e americano. Ne consegu, che
i volumi produttivi sono scesi da 6 milioni e mezzo di freni a
tamburo prodotti nel 2007 ai 5600 che verranno prodotti
quest'anno, con una riduzione di ben 800 mila pezzi. Nel 2009
era già prevista una riduzione programmata a 6 milioni e 200
mila freni ma, visti i presupposti, probabilmente la cifra è
destinata a scendere, anche se siamo abbastanza ottimisti e
riteniamo che dovremo affrontare sì una crisi del settore, ma
non una picchiata incontrollata". L'incontro con il presidente
di AP non serviva, però, per parlare di cassaintegrazione, ma
per avere lo stato della situazione dello stabilimento cairese
anche nel futuro. Ancora Pasa: "Ci è stato confermato che lo
stabilimento di Cairo, oltre a rimanere centro ricerca e
sviluppo, rimane il punto di riferimento per la produzione di
freni per il mercato europeo, azzerando tutta la girandola di
voci che iniziavano a circolare".
Per quanto riguarda la cassa integrazione, secondo Pasa "è
inevitabile e, visti i presupposti sul ruolo dello stabilimento
cairese confermati dal presidente, nonchè la disponibilità a
confermare i contratti a termine in essere, da parte del
sindacato c'è disponibilità all'accordo. La cassa coprirà un
periodo di 13 settimane, fino al 28 dicembre, a rotazione per
tutti i lavoratori, il che significa che ogni dipendente farà
una settimana di cassa ogni 5 lavorative". Insomma, un
sacrificio accettabile. Anche perchè, sottolinea Giovanni
Mazziotta, della Uil, "Era fondamentale capire se la crisi era
reale o diciamo "virtuale", ovvero la crisi contingente dei
mercati, che è evidente, poteva essere usata per giustificare
magari una delocalizzazione di certe produzioni. Così non sarà,
ci è stato assicurato che la crisi non è strutturale, ma,
appunto, contingente, e quindi cercheremo di affrontarla in un
modo realistico e che dia le maggiori garanzie per i
lavoratori".
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