UN CASO IL 6 NOVEMBRE LA DECISIONE DEFINTIVA SUI RICORSI DELLE IMPRESE FRECCERO E BERTONE

Savona, l’Anas non può occupare

fabbricati e terreni per l’Aurelia bis
Il Tar conferma la sospensiva degli espropri in corso Ricci e ad Albisola
ERMANNO BRANCA LA STAMPA
SAVONA
Il Tar ha confermato ieri la sospensiva che era stata concessa ai proprietari degli immobili su cui l’Anas aveva avviato la procedura di occupazione d’urgenza per realizzare l’Aurelia bis. Il tribunale amministrativo ha ritenuto che non esistessero motivi per revocare la sospensiva che quindi resterà in vigore fino a quando la vicenda non sarà discussa nel merito. Si tratta di un nuovo round a favore dei proprietari e in particolare delle imprese di corso Ricci e Albisola Superiore che avevano presentato ricorso per poter continuare a svolgere la propria attività.
Ieri mattina davanti al Tar di Genova si svono svolte le udienze di sospensiva per le cause promosse contro l’Anas, il Cipe e i Ministeri competenti dalle imprese «Freccero Costruzioni» S.r.l. di Savona e dalla «Fratelli Bertone» S.r.l. di Albisola Superiore che erano assistite in udienza dall’avvocato Sabrina Carta dello Studio Vivani & Marson di Savona. Gli avvocati volevano ottenere la sospensione del decreto di occupazione d’urgenza e di immissione nel possesso degli immobili (capannoni,uffici e terreni) di proprietà delle due società, nell’ambito della procedura espropriativa avviata per la realizzazione dell’Aurelia bis.
Il Tar ha deciso di confermare i decreti presidenziali emessi a favore dei ricorrenti, in via provvisoria e d’urgenza nei giorni scorsi e, conseguentemente, di non dare corso alla procedura espropriativa. La sospensione sarà efficace fino alla decisione del merito delle impugnative,che avverrà a breve.
In quest’occasione il Tar sarà chiamato a decidere anche sul merito la legittimità o meno della deliberazione del Cipe del 3 agosto 2007 (pubblicata in G.U. del 21 febbraio 2008), con cui era stato approvato il progetto definitivo ed era stata dichiarata la pubblica utilità dell’opera contestata.
Spiega l’avvocato Sabrina Carta: «La misura cautelare concessa dal Tar si fonda sull’assenza del carattere di urgenza dell’espropriazione che, secondo l’Anas, avrebbe invece dovuto motivare l’anticipata occupazione degli immobili espropriandi. Il Collegio ha, quindi, ritenuto prevalenti le ragioni delle imprese ricorrenti, alle quali era stato assegnato dall’Anas un termine di pochi giorni per l’immissione in possesso e per l’occupazione anticipata. In questo modo sarebbe stato però violato in modo il principio del valido contraddittorio fra i proprietari e l’Anas». La sospensiva ha l’effetto di evitare che i proprietari subiscano un danno fino a quando la vicenda non verrà discussa nel merito. La prossima udienza sarà quindi fondamentale per la prosecuzione del progetto e per il destino di centinaia di famiglie che abitano lungo il tracciato dell’Aurelia bis.