Retroscena  LA STAMPA

Prima Lucia Bacciu poi Franco Aglietto ultimo «ruggeriano»

Berruti, l’inutile ricerca
dell’assessore da sacrificare

ERMANNO BRANCA
SAVONA
Rimpasto delle deleghe, sacrificio di un assessore del Pd o promozione di un socialista alla presidenza del Depuratore. Sono le variabili intorno a cui ruota la soluzione della crisi politica strisciante del Comune di Savona. Il leader socialista Paolo Caviglia aveva sollevato il caso della proliferazione dei rappresentanti del Pd in giunta dopo che l’assessore alla Cultura Molteni e il sindaco Berruti, entrati come indipendenti, avevano aderito al partito democratico. Per un anno Caviglia ha proseguito con i solleciti che alla fine sono sfociati nell’ultimatum, «meno Pd in giunta o vi fate un monocolore».
Il tema era già caldo all’inizio dell’estate e il sindaco, dovendo scegliere anche un nuovo segretario e city manager per il Comune, aveva provato a fare «filotto» togliendo dalla giunta il Pd Lucia Bacciu, assessore ai Servizi sociali, per nominarla segretario e city manager. L’operazione sarebbe stata completata con il subentro in giunta del consigliere socialista Pietro Li Calzi (funzionario Asl) al posto della Bacciu. Una manovra quasi perfetta che si è inceppata per un impedimento tecnico che non ha consentito a Lucia Bacciu di passare dal Comune di Vado a quello di Savona.
A settembre il tema è tornato prepotentemente di attualità e il Pd ha ricominciato la conta per verificare quale assessore immolare sull’altare socialista. La scelta è caduta su Franco Aglietto che sembrava possedere tutte le caratteristiche della vittima predestinata: impegnatissimo con la professione forense, stimato amministratore pubblico e ultimo superstite dei seguaci dell’ex sindaco Carlo Ruggeri. Per lui era già pronta una «promozione» a presidente del nuovo Consorzio di depurazione che sta per diventare spa. Prima il segretario provinciale del Pd Giovanni Lunardon e poi il sindaco Federico Berruti sono andati in delegazione dall’avvocato Aglietto (nel suo studio di via Paleocapa) prospettandogli il trasferimento in via Caravaggio, ma si sono stati respinti.
E così il sindaco ha chiesto agli alleati una pausa di qualche giorno per trovare una soluzione. «La questione sollevata dai socialisti sugli equilibri in giunta è fondata - dice Berruti -. Un partito come il Pd deve porre l’obiettivo di governare ma anche di fare da guida agli alleati». A questo punto o il Pd trova un’altra vittima o risolve il caso assegnando più deleghe a Paolo Caviglia e promuovendo al tempo stesso un socialista al Depuratore. Nel frattempo ieri pomeriggio in Commissione consiliare al Pd sono venuti a mancare i voti (10-13) per approvare gli equilibri di bilancio.