REGIONE SARANNO CONVALIDATE SOLTANTO TRE NOMINE DEI NUOVI CONSIGLIERI DOPO LE ELEZIONI POLITICHE
Il caso Oliva slitta di 7 giorni
[FIRMA]MIRIANA REBAUDO LA STAMPA
GENOVA
La convalida dei nuovi consiglieri regionali, subentrati per surroga ai quattro neo eletti in Parlamento, domani, si farà soltanto per Angelo Barbero, Lorenzo Basso e Vito Vattuone. Scivola di una settimana (almeno) invece la convalida per Pietro Oliva, al centro di un vero caso. E' stata la stessa giunta per le elezioni, presieduta da Luigi Patrone, a chiedere un ulteriore approfondimento dopo che, in prima battuta, si era espressa con una (non) valutazione piuttosto kafkiana avendo scritto che: «Tenuto conto dei pareri espressi (dall'Avvocatura di Stato, per ben due occasioni, ndr) la situazione di Oliva potrebbe rientrare nei casi di eleggibilità ma anche di ineleggibilità. Si propone al Consiglio di valutare».
«Ponzio Pilato era un dilettante», ha commentato più di un consigliere dopo che lunedì scorso in Conferenza dei capigruppo si è letto il documento, mentre Nicola Abbundo (Moderati per il Pdl), assente a quella riunione di giunta, in totale dissenso con il giudizio (?) emesso, si è dimesso. Giovedì la giunta per le elezioni è tornata a riunirsi e ha chiesto qualche giorno per approfondire la questione ma, prima, bisognerà procedere all'integrazione con la nomina del sostituto di Abbundo, che avrà luogo sempre domani.
Intanto, in attesa che il 7 ottobre finalmente si arrivi ad una parola definitiva, a fare pressing ci pensa Graziano Falciani, l'esponente di Forza Italia che subentrerebbe ad Oliva, nel caso quest'ultimo risultasse ineleggibile: tramite il suo legale Volanti, ha inviato una lettera ai consiglieri ricordando che in sospeso non c'è solo una poltrona ma anche uno stipendio e, nel caso, Falciani è pronto anche a chiedere i danni. Il rischio reale è che per due anni la Regione si trovi costretta a pagare 41 consiglieri, i 40 ufficiali e quello «fantasma», Falciani. Una spesa suppletiva che si aggira sui 150-180 mila euro.
L'eleggibilità o meno di Oliva si sta rivelando un vero pasticcio benché l'Avvocatura dello Stato in ben due occasioni, 21 e 30 luglio, si sia già espressa in modo sfavorevole per il consigliere loanese che, all'epoca della sua candidatura nel 2005, sedeva nel cda di Filse, la finanziaria della Regione. Solo nel caso che Filse avesse costituito anche un comitato esecutivo, che non comprendeva lo stesso Oliva, questi poteva essere eletto. Filse, però, di comitati esecutivi non ne ha mai avuto. A conferma del parere espresso, l'Avvocato dello Stato cita anche una sentenza emessa dalla Corte Costituzionale a sezioni unite: gli amministratori delle società partecipate dalla Regione non possono essere eletti in consiglio regionale. Ora in questo rimpallo tra la giunta per le elezioni e l'aula, la patata bollente è nuovamente nelle mani della prima che per il 7 ottobre dovrà esprimersi in maniera definitiva.