VARAZZE «MANCAVA L’AUTORIZZAZIONE DELLA PROVINCIA»

Isole ecologiche: il pm chiede 4 mesi
per l’ex sindaco Busso e i suoi tecnici
VARAZZE LA STAMPA
Una richiesta di quattro mesi di reclusione e 1800 euro di multa per aver attivato l’ecopiazzola di Varazze sequestrate nel 2004 dal Nucleo Operativo Ecologico dei carabinieri in località Parasio. E’ la richiesta avanzata ieri in tribunale a Savona dal pm Alessandra Coccoli nei confronti dell’ex sindaco varazzino Giovanni Battista Busso (attuale assessore all’Urbanistica) e i tecnici comunali Paolo Corsino, Angelo Gandolfo e l’imprenditore Pierpaolo Pizzimbone, titolare della Ponticelli spa di Imperia che gestiva lo smaltimento dei rifiuti, difesi dagli avvocati Flavio Opizzo, Franco Aglietto, Leandro Boggio e Cristina Basso. Lo stesso pm ha chiesto l’assoluzione «perchè il fatto non sussiste» dall’accusa di inquinamento (l’abbandono nelle «isole» di batterie e idrocarburi) poi venuto meno in istruttoria. Il processo è stato rinviato a martedì prossimo 30 settembre per le repliche e la sentenza.
Secondo il rapporto del Noe, le «isole» dove i cittadini portavano i rifiuti ingombranti, come elettrodomestici e mobili, dovevano rispondere a determinate caratteristiche ed essere specificamente autorizzate dalla Provincia. Il sindaco Busso e i suoi tecnici erano stati di fatto accusati di aver creato una discarica non autorizzata, anche se in realtà il problema, più che tecnico, era burocratico.