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24 Settembre 2008
DOPO 150 ANNI LA FILIALE CESSA OGNI
ATTIVITÀ
Bankitalia: “Addio Savona”
Da venerdì lo storico edificio nel
cuore della città chiude i battenti
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SAVONA LA STAMPA
Ancora poche ore e poi vi sarà l’ammaina bandiera sulla
poggiolata centrale della sede di piazza Mameli della Banca
d'Italia: tricolore, vessillo europeo e bandiera del Comune
venerdì 26, ultimo giorno di lavoro per i 19 dipendenti rimasti,
saranno tolti dai pennoni. Dopo 150 anni Savona non sarà più
sede provinciale della Banca d’Italia. La filiale è finita nella
lista dei «tagli» decisi dal Governo e in Liguria il
provvedimento ha inoltre interessato Imperia mentre resteranno
attive le sedi di Genova e La Spezia. Anche questo è un segnale
di quanto flebile sia ormai la voce di Savona nelle vicinanze
della stanza dei bottoni. I dipendenti della filiale sono meno
di una ventina (un tempo erano almeno cinquanta) e la maggior
parte ha accettato il trasferimento a Genova. Nei giorni scorsi
alcuni autocarri della Croce Rossa (una disposizione
ministeriale lo stabilisce con precisione) hanno prelevato
mobili e arredi dalla sede di piazza Mameli (erano stati
acquistati solo un paio di anni fa) e li hanno portati chissà
dove. Ufficialmente pare siano destinati agli uffici delle varie
sedi nazionali della Cri. La chiusura di Bankitalia è questione
di giorni: scatterà venerdì. Al suo posto s’insedierà la Carisa?
In città non si parla d’altro. L’ipotesi si è affacciata non
appena si è diffusa la notizia della chiusura di Bankitalia,
visto che il grande edificio poco si presta ad altre funzioni.
Si affaccia purtroppo il rischio, che molti temono, di un
edificio storico abbandonato, un po’ come sta accadendo all’ex
San Paolo. La possibilità che possa essere il Comune ad
acquistare il prestigioso edificio non è poi tanto campata in
aria. Esiste un contratto siglato nel secolo scorso in base al
quale l’attuale giunta può far valere una clausola di prelazione
e riscattare l’intero isolato a un prezzo stracciato.
Intervista
Franco Bartolini
presidente Carisa
“Noi in piazza
Mameli?
A priori non posso
escludere nulla”
IVO PASTORINO
SAVONA
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La chiusura di Bankitalia è
prevista per venerdì 26: al suo posto
s’installerà la Carisa? In città la voce corre.
Lo stesso presidente, professor Franco Bartolini
ammette: «Molti amici non fanno che fermarmi per
strada e chiedermi dove sistemerò il mio ufficio
nel palazzone di Bankitalia». E ride divertito.
Dicono però che vi siete fatti avanti per
subentrare a Bankitalia in piazza Mameli...
«Assolutamente no. Da parte nostra non c’è stata
alcuna manifestazione d’interesse e non potrebbe
essere altrimenti. E’ una questione sulla quale
occorre essere cauti. Mi spiego: sulla proprietà
dell’edificio esiste, almeno in base a quanto
sinora ho letto, un’antica opzione del Comune
che concederebbe allo stesso la possibilità di
acquistare l’edificio ad un prezzo
particolarmente favorevole. Ma, ritengo, e qui
esprimo una semplice opinione personale, meglio
ancora avanzo una pura ipotesi, Bankitalia non
mancherà di entrare in contraddittorio con il
Comune, non accettando di sottostare ai
contenuti dell’antica opzione. E per questa
ragione temo che i tempi si faranno piuttosto
lunghi».
Insomma, non esiste alcuna possibilità di vedere
sostituita la scritta Banca d’Italia con quella
di Cassa di Risparmio di Savona?
«A priori non posso escludere nulla, neppure
questa ipotesi, nonostante il fatto che per una
banca sia preferibile mantenere intatta la
propria liquidità piuttosto che bloccarla su un
immobile e vedersi così limitare le possibilità
di investimenti più proficui»
L’opzione che il Comune vanta rappresenta dunque
un ostacolo?
«In un certo senso è vero, ma come ho già detto
la Carisa formalmente non ha mai affrontato
l’argomento. In altre sedi Bankitalia ricorre
subito ai bandi europei per la cessione delle
proprie sedi dismesse e si trasforma quindi
nell’unico interlocutore verso il quale gli
interessati possono rivolgersi. A Savona la
situazione è diversa, prevedo tempi lunghi per
un accordo tra Comune e Bankitalia».
Qual è il suo giudizio sul «taglio» della sede
di Savona di Bankitalia?
«Sono veramente rammaricato, anche come
cittadino. E poi i vertici locali di Bankitalia
sono sempre stati un utile supporto per la
nostra banca, mai dei gendarmi controllori,
piuttosto dirigenti che ci hanno sostenuto».
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