PALAZZO SISTO LE INCOGNITE DEL RIMPASTO DI GIUNTA

“Meno Pd o appoggio esterno”

Il vicesindaco Caviglia propone di ridurre gli assessori da 9 a 7
[FIRMA]ERMANNO BRANCA LA STAMPA
SAVONA
«O meno Pd in giunta oppure sarà un monocolore appoggiato dall’esterno». Se non è un ultimatum poco ci manca. Il vicesindaco socialista Paolo Caviglia ad un anno dalla nascita del nuovo Partito democratico a cui hanno aderito 8 decimi della giunta di Savona, pretende che venga risolto quello che definisce un «caso politico».
«Non siamo a caccia di posti come dimostra il fatto che siamo usciti dalla giunta provinciale due anni fa quando tutti quelli che ora parlano male di Bertolotto ne tessevano lodi sperticate - esordisce Caviglia -. Nella giunta comunale di Savona però c’è un problema evidente. A parte il sottoscritto e Jorg Costantino, tutti gli altri membri hanno aderito al Pd. Persino il sindaco che era stato eletto come indipendente e l’assessore alla Cultura Molteni che era stato scelto come tecnico, si sono affrettati a prendere la tessera del partito. Scelte legittime che però creano problemi di equilibrio».
La soluzione che prospetta Caviglia però non è l’aumento del numero di assessori o il sacrificio di un assessore del Pd in cambio di un socialista: «Esiste solo un’alternativa. O il Pd dà vita a una giunta monocolore appoggiata dall’esterno dagli altri alleati del centrosinistra oppure si riduce il numero degli assessori da 9 a 7 in modo da ridurre la rappresentanza del Pd e riequilibrare i rapporti con gli altri partiti della coalizione».
Il vicesindaco giustifica questa seconda opzione anche dal punto di vista economico: «Tutti gli italiani sono chiamati a fare sacrifici; le finanze del Comune sono in pessime condizioni e la riduzione del numero di assessori potrebbe dare un segnale preciso verso quei tagli della spesa pubblica che vengono auspicati da tutti».
Caviglia respinge invece con fermezza l’ipotesi di far uscire dalla giunta un uomo del Pd per far entrare un socialista: «Ripeto che non siamo a caccia di posti. La scorsa primavera però il sindaco pareva intenzionato a ingaggiare Lucia Bacciu come segretario generale e city manager del Comune per le sue innegabili capacità professionali. In tal caso avrebbe dovuto lasciare la giunta e quindi era emersa la possibilità di affidare il suo assessorato a un consigliere socialista. Dunque non era una nostra richiesta ma il partito era pronto a venire incontro alle richieste del sindaco. Invece Lucia Bacciu è rimasta a Vado e quindi l’ipotesi è tramontata».