| Case a "luci
rosse"boom nel savonese |
la prostituzione che
cambia
Sono cinquanta, dieci nel capoluogo. La battaglia dei sindaci |
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APPARTAMENTI "a luci rosse",
una sorta di edizione in chiave moderna delle
vecchie case d'appuntamento (l'unica variante è che
non esiste la figura della "maitresse"), che
crescono giorno dopo giorno, ma al tempo stesso la
scomparsa ormai quasi sull'intero arco della
provincia delle "lucciole" in attesa di clienti sui
marciapiedi o ai bordi delle strade più trafficate
nelle ore notturne. Praticamente impossibile trovare
giovani in abiti succinti in attesa di clienti in
cerca di sesso a pagamento sulla litoranea tra
Albissola e la Torretta e sull'Aurelia all'altezza
di Porto Vado. Mentre qualche sporadica presenza
viene ancora segnalata nella zona immediatamente a
ponente dell'abitato di Ceriale, ma non oltre il
confine con Albenga.
Nel Savonese le decisioni coraggiose prese nei mesi
passati da alcuni sindaci, a partire da quello di
Albenga Antonello Tabbò, e soprattutto i controlli
costanti disposti a livello provinciale dai
comandanti della polizia e dei carabinieri sono
serviti a liberare le strade della provincia dal
fenomeno della prostituzione notturna. Con almeno
qualche mese di anticipo di quanto sta accadendo,
seppur tra mille polemiche, in questi ultimi giorni
in tutto il resto d'Italia a seguito dell'improvviso
giro di vite voluto dal ministro Mara Carfagna. «Per
quanto ci riguarda - sottolinea Antonello Tabbò,
avvocato e primo cittadino di Albenga - siamo
riusciti ormai già da più di un anno a eliminare il
drammatico fenomeno della prostituzione ai margini
delle nostre strade. E' bastata una ordinanza che
prevede una contravvenzione neppure troppo elevata,
si tratta di cinquanta euro, nei confronti degli
automobilisti che intralciano il traffico fermandosi
per contattare le "lucciole", per farle allontanare
dal nostro territorio comunale. Se il fenomeno si
ripresenterà non esiterò un attimo a firmare una
nuova ordinanza che preveda multe ben più pesanti,
come sta accadendo in questi giorni in molte altre
città italiane». Se da una parte è vero che il
Savonese è stato il primo a combattere con successo
l'indecoroso spettacolo offerto dalle giovani in
attesa di clienti ai margini delle strade, è però
altrettanto vero che negli ultimi mesi è cresciuto
in maniera notevole il numero degli appartamenti
all'interno dei quali le ragazze, perchè nella
maggior parte dei casi sono più di una, si offrono
per incontri a pagamento. In provincia sono ormai
oltre una cinquantina le moderne case
d'appuntamento, una decina delle quali solo nella
città di Savona. Ad attendere i clienti giovani
provenienti dal Sudamerica e dai Paesi dell'est
europeo.
Gianluigi cancelli
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«controlli miratispuntano soloepisodi
sporadici» |
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il questore |
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QUANDO ARRIVO' a guidare la
questura di Savona all'inizio
del 2003, la lotta contro il
fenomeno della prostituzione ai
margini delle strade della
provincia era appena cominciata.
A lanciare una sorta di
"crociata" contro le "belle di
notte" e i loro clienti, ma
soprattutto contro coloro che le
sfruttavano spartendosi, a volte
anche in modi violenti i tratti
di strada ritenuti più redditizi
di altri, era stato infatti il
suo predecessore Benedetto
Pansini. Ma la quasi totalità
del merito di aver quasi
completamente eliminato il
fenomeno della prostituzione su
strada nel savonese va senza
ombra di dubbio attribuito al
questore Giovanni Trimarchi. Il
quale ha avuto il grosso merito
di saper coordinare nel migliore
dei modi le forze, sia per
quanto riguarda gli uomini che
per i mezzi, che potevano esser
fornite per questa insolita
battaglia non solo dalla polizia
di Stato (intesa come questura,
commissariato di Alassio e
polizia stradale) ma anche da
carabinieri, guardia di finanza
e agenti delle singole polizie
municipali. «In questo modo -
sottolinea il questore Trimarchi
- siamo riusciti nel giro di un
paio di mesi, durante i quali i
controlli sono stati costanti e
severissimi, a debellare un
fenomeno che stava creando
crescente allarme sociale tra la
popolazione. In realtà hanno
continuato a verificarsi e si
verificano ancora oggi alcuni
episodi isolati che riguardano
soprattutto la parte della piana
di Albenga che rientra nel
territorio comunale di Ceriale.
Ma si tratta, ripeto, di alcuni
episodi sporadici che a mio
avviso non destano alcuna
preoccupazione. Per quanto
riguarda la città di Savona
ritengo invece non vi sia più
una prostituta ai margini delle
strade da ormai parecchi anni».
G. Canc.
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