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Vado ferrero IL
SECOLOXIX |
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TERMINI SCADUTI ieri per l'assenso (o il diniego) al
passaggio di consegne della gestione del complesso
sociosanitario di Vado al Comune e all'Asl, ma dalla
Ferrero non è arrivata alcuna risposta. Il sindaco
Giacobbe ora ha così predisposto l'ordinanza per
revocare la convenzione con la Fondazione "Ottavia
Amerio Ferrero" e garantire così la continuità
assistenziale ai pazienti.
A quel punto il servizio verrebbe affidato
direttamente alle aziende e alle cooperative che
operano nel complesso. «Non possiamo permettere, e
non dovrà succedere, che gli ospiti e i pazienti
restino privi di assistenza», spiega Giacobbe.
La crisi della Fondazione Ferrero, iniziata nella
scorsa primavera e causata da spese eccessive
rispetto ai ricavi derivanti dalle convenzioni con
gli enti pubblici, è quindi arrivata al momento
cruciale. I vertici della Fondazione avevano tempo
fino a ieri per manifestare il proprio assenso (o la
propria contrarietà) alle proposte per un graduale
passaggio di consegne, ma al Comune e all'Asl non è
arrivata alcuna risposta. Nel frattempo le
cooperative che finora hanno garantito a credito,
con uno scoperto di quasi due milioni e mezzo di
euro, il servizio all'interno della struttura (che
comprende anche la casa di riposo comunale) hanno
confermato che domani alle dieci cesseranno di
lavorare. I dipendenti, inoltre, hanno proclamato lo
stato di agitazione e da ieri sono riuniti in
assemblea.
A questo punto, dopo mesi di trattative, il sindaco
Giacobbe ha deciso di intraprendere la linea
dell'intervento diretto: «Non ci devono essere
allarmi - spiega -, io devo garantire la continuità
del servizio per non danneggiare pazienti e ospiti.
Quindi con i legali del Comune abbiamo predisposto
un'ordinanza di sospensione o revoca delle
autorizzazioni e della convenzione con la Fondazione
Ferrero. In caso di interruzione del lavoro, ci sarà
subito una soluzione pronta». In pratica il servizio
verrebbe affidato temporaneamente alle stesse
cooperative e aziende già operanti, i contributi
economici che la Fondazione dovrebbe ricevere per il
prossimo periodo andranno direttamente a chi
concretamente lavora. La gestione transitoria da
parte del pool di aziende e cooperative attualmente
operanti dovrebbe proseguire fino al 31 ottobre,
data in cui la Fondazione Ferrero cesserà
formalmente ogni rapporto con la proprietà
dell'edificio, la Cordea Savils Investment.
Che cosa succederà ora? Senza ormai considerare
l'eventualità che la Fondazione Ferrero rientri a
pieno titolo colmando il debito, la gestione
potrebbe passare transitoriamente alle aziende oggi
operanti, in attesa che un nuovo gruppo
imprenditoriale prenda il posto della Fondazione.
Con l'intervento da parte del Comune è inoltre poco
probabile che dipendenti e cooperative fermino
davvero il servizio abbandonando ospiti e pazienti a
loro stessi. Per la fase successiva all'uscita della
Fondazione bisognerà studiare una formula che
consenta ai nuovi soggetti di entrare in servizio in
maniera efficiente. Al momento alcune aziende hanno
manifestato l'interesse a rilevare le attività
subentrando alla Fondazione Ferrero: «Si tratta di
realtà imprenditoriali consolidate e presenti nel
settore a livello nazionale - conferma il sindaco
Giacobbe -. Alcune proposte, tra l'altro, sono
rafforzate dalla possibilità di aumentare la
copertura dei posti con ospiti provenienti dal Nord
Italia». In questo caso, quindi, verrebbe risolto
uno dei problemi alla base della crisi, ossia che
nel complesso di Vado i posti occupati sono meno
della metà di quelli disponibili. Un paradosso che
la Fondazione non è stata in grado di risolvere pur
disponendo di altre strutture.
Giovanni Vaccaro
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